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Discriminazione di coppia: come tutelarsi?

12 Marzo 2022
Discriminazione di coppia: come tutelarsi?

Sono fidanzato da quasi 1 anno con una ragazza. I rapporti andavano benissimo, fino a che non sono intervenuti i suoi genitori costringendo la giovane a non poter avere più contatti con me. Lei ha 16 anni e io 22 anni. Loro continuano a denigrare me e la mia famiglia, con varie discriminazioni classiste. Posso denunciare?

Con riguardo alle influenze dei genitori della Sua ragazza, c’è poco da fare dal punto di vista legale. Avendo loro un diritto genitoriale indiscutibile, sono nelle condizioni di intervenire nella vita sentimentale della propria figlia, suggerendo quale sia la scelta migliore per lei.

Questo, ovviamente, non significa che le loro raccomandazioni nei Suoi confronti siano corrette, ma di certo se la figlia decide di sentire la loro “campana”, senza essere nelle condizioni di discernere ciò che sia realmente giusto per la sua vita, non si può fare altro che prenderne atto.

Eviterei, dunque, qualsiasi condotta reiterata da parte Sua, e finalizzata a convincere oltremodo la ragazza dell’errore in cui si sta imbattendo. Il rischio sarebbe quello di ricevere, ingiustamente, delle accuse da parte di genitori che, si è capito, sono “classisti” e, quando c’è di mezzo una minorenne, seppur sedicenne, è meglio procedere con i piedi di piombo.

Con riguardo ai giudizi nei Suoi confronti, e nei confronti della Sua famiglia, questo potrebbe integrare una condotta rilevante giuridicamente, nei limiti in cui il fatto possa ingiuriare la reputazione Vostra.

L’articolo 594 del Codice penale, prima della sua abrogazione, recitava che chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 516 euro.

Nonostante sia stato depenalizzato il fatto, Lei potrebbe agire in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni morali subiti.

Tuttavia, la frase che Lei mi ha riportato, secondo giurisprudenza costante, non è in grado di superare quel limite oltre il quale si può pensare ad un’azione giudiziale in tal senso.

Per queste ragioni, Le consiglierei di soprassedere, a meno che non ci siano frasi più gravi che Le sono state riferite, e che si possano provare documentalmente.

Se poi è intenzionato a far cessare qualsiasi ulteriore condotta finalizzata a denigrare la Sua persona, e quella della Sua famiglia, potrebbe inviare, tramite lettera di un legale, una diffida a cessare qualsiasi frase possa offendere la Sua reputazione.

Tuttavia, questo tipo di decisione comprometterebbe, quasi sicuramente, i rapporti con la Sua fidanzata.

Se, dunque, nutre ancora qualche speranza di poter fare ragionare la ragazza, cercherei di allentare la tensione e, magari, fare passare qualche giorno, per poi verificare se ancora vi è un interesse effettivo nei Suoi confronti.

In caso contrario, perduta ogni speranza, potrà sempre rivendicare le offese subite con una diffida legale.

Articolo tratto dalla consulenza scritta dall’avv. Salvatore Cirilla



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