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Articolo 92 Costituzione: spiegazione e commento

6 Marzo 2022
Articolo 92 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 92 che apre il capitolo dedicato al Governo: da chi sono composti e come vengono nominati premier e Consiglio dei ministri.

Il Governo della Repubblica è composto del presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Il «Quarto potere»

Il titolo III della seconda parte della Costituzione italiana, dedicata all’ordinamento della Repubblica, contiene una serie di norme relative al Governo, al Consiglio dei ministri e agli organi ausiliari che gravitano attorno all’Esecutivo (Consiglio nazionale per l’Economia e il Lavoro, Corte dei conti, Consiglio di Stato). Dopo avere spiegato composizione e funzioni del Parlamento e ruolo e compiti del presidente della Repubblica, la Costituzione si sofferma, quindi, sul Governo, sul «Quarto potere», come l’abbiamo simbolicamente chiamato ricordando il capolavoro cinematografico di Orson Welles. E non a caso, perché si tratta del quarto potere dello Stato dopo quelli dei presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera.

La parte che la Costituzione dedica al Governo è, forse, quella che mostra le maglie più larghe, cioè quella che contiene una disciplina più elastica rispetto ad altri passaggi. Ciò sarebbe dovuto alla paura di concedere all’Esecutivo e al suo presidente troppi poteri, fattore che aveva favorito un secolo fa l’avvento del fascismo in Italia. Va ricordato, infatti, che la Costituzione è stata scritta subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel tentativo di dimenticare non solo il conflitto che aveva appena devastato il Paese e l’intero continente europeo ma anche il periodo dittatoriale precedente.

La Carta costituzionale contiene cinque disposizioni riguardanti il Governo. La prima è l’articolo 92, che spiega in modo piuttosto «asciutto» la composizione dell’Esecutivo o del Consiglio dei ministri che dir si voglia. La composizione, insomma, del «Quarto potere» dello Stato.

Come si forma un Governo

Come sancito dall’articolo 92 della Costituzione, il Governo è formato dal presidente del Consiglio e dai ministri. Insieme formano, appunto, il Consiglio dei ministri.

Verrebbe da aggiungere «in quest’ordine», perché il Governo non nasce «in blocco», tutto di un colpo. La prima fase prevede una sorta di esplorazione tra i possibili capi del Governo, sempre che non sia già stato deciso in campagna elettorale. Può capitare, infatti, che un partito o una coalizione si presentino alle urne con un candidato premier già ben definito e che, in caso di vittoria, propongano quel candidato presidente al Capo dello Stato al fine di ottenere l’incarico.

Se tale scelta non fosse stata fatta prima del voto, si renderebbe necessaria una trattativa tra i gruppi politici per individuare una figura in grado di raccogliere in maggior numero possibile di consensi in Parlamento.

La figura scelta salirà al Quirinale per ricevere dal presidente della Repubblica il mandato di formare un Governo, cioè di scegliere i ministri che comporranno l’Esecutivo e di assicurarsi da parte dei partiti rappresentati in Parlamento l’appoggio necessario a governare in maniera stabile e (possibilmente, ma in Italia si sa come vanno le cose) anche duratura. Si avrà, a quel punto, un presidente incaricato. Dopodiché, il presidente del Consiglio presenterà al Capo dello Stato le linee guida del suo programma e la sua lista dei ministri, in modo da ottenere la nomina. Infine, come si vedrà negli articoli successivi, sottoporrà il suo programma alle due Camere per ricevere la fiducia del Parlamento e cominciare a lavorare.

La composizione del Consiglio dei ministri

Come detto, il presidente della Repubblica nomina i ministri su proposta del presidente del Consiglio incaricato. Ma può rifiutarsi di confermare qualche scelta del futuro premier? Teoricamente sì, ed è proprio l’articolo 92 della Costituzione a prevedere che il Capo dello Stato non condivida tutti o parte dei nomi messi sul tavolo da chi dovrà dirigere il Governo.

La norma, infatti, dice che il premier propone i ministri ma non li impone e che il potere di nomina spetta al presidente della Repubblica.

Negli ultimi decenni è già successo che il Quirinale chiedesse ad un presidente del Consiglio di modificare la sua lista dei ministri. Capitò nel 1994, quando Oscar Luigi Scalfaro non volle affidare a Cesare Previti la carica di ministro della Giustizia nel primo Governo Berlusconi. E sempre il ruolo di Guardasigilli fu negato a Roberto Maroni nel 2001 da Carlo Azeglio Ciampi (il dicastero restò nelle mani della Lega ma Berlusconi, a capo del suo secondo Esecutivo, lo affidò a Roberto Castelli). E ancora, nel 2018, Sergio Mattarella chiese a Giuseppe Conte di trovare un’alternativa a Paolo Savona per guidare il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Pertanto, il premier propone e il Capo dello Stato dispone. Quando il Quirinale accetta la lista suggerita dal presidente incaricato, nasce il Consiglio dei ministri, che resterà in carica finché avrà una maggioranza parlamentare in grado di sostenere le sue scelte.

Formalmente, il Consiglio dei ministri è un organo collegiale chiamato a tracciare le direttive politiche e amministrative del Paese ed i rapporti tra il Governo e le Regioni. Le sue funzioni sono:

  • l’iniziativa legislativa, come disposto dall’articolo 71 della Costituzione;
  • l’adozione di decreti legislativi e di disegni di legge, facoltà di cui la Costituzione parla nell’articolo 76 e nell’articolo 77;
  • l’esercizio dei poteri necessari in caso di guerra;
  • l’esercizio del potere sostitutivo;
  • la possibilità di promuovere delle questioni di legittimità costituzionale in via principale.

Presidente del Consiglio e ministri non sono gli unici a far parte del Governo. Occorre considerare, infatti, anche i sottosegretari di Stato, i viceministri o i commissari straordinari nominati per far fronte ad esigenze puntuali, normalmente legate a qualche emergenza. La pandemia da Covid è stata la più recente che ha richiesto la nomina di un commissario straordinario.

Attorno al Governo, infine, gravitano altri organi istituzionali di controllo, di stimolo o di consulenza, cioè:

  • il Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro (Cnel);
  • la Corte dei conti, detta anche magistratura contabile;
  • il Consiglio di Stato.


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