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Formazione obbligatoria fuori orario di lavoro: va retribuita?

12 Marzo 2022
Formazione obbligatoria fuori orario di lavoro: va retribuita?

L’azienda presso cui lavoro ci obbliga a seguire corsi di formazione in sede, a circa 70 km dal luogo di residenza e fuori orario di lavoro. Questi corsi devono essere retribuiti come orario lavorativo straordinario?

Per rispondere al quesito è innanzitutto indispensabile definire cosa debba intendersi per “orario di lavoro”.

La direttiva 2003/88, che nel nostro ordinamento è stata recepita con il d.lgs. 66/2003, definisce come orario di lavoro, «qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali».

Di conseguenza, anche il periodo di formazione professionale imposta dal datore di lavoro deve considerarsi “orario di lavoro”, in quanto il quel lasso di tempo il dipendente è a disposizione dell’azienda e, pertanto, deve essere retribuito.

Su questo tema si è recentemente pronunciata la Corte di Giustizia UE, con sentenza del 28 ottobre 2021 nella causa n. C-909/19, affermando che «il periodo di tempo durante il quale un lavoratore segue una formazione professionale impostagli dal suo datore di lavoro, che si svolge al di fuori del suo luogo di lavoro abituale e/o nei locali del prestatore di servizi di formazione, e durante il quale egli non esercita le sue funzioni abituali, costituisce «orario di lavoro».

L’elemento determinante per considerare sussistenti gli elementi caratteristici della nozione di “orario di lavoro” sta nel fatto che il lavoratore è costretto ad essere fisicamente presente sul luogo designato dal datore per la formazione e vi deve permanere per tutta la durata della formazione stessa: in altre parole, il lavoratore è a disposizione del datore per un certo numero di ore.

In Italia, la nuova lettura della Corte di Giustizia UE era stata anticipata da diverse sentenze di merito tra cui quella, recente, del tribunale di Milano del 24 luglio 2021, in cui si è affermato che i lavoratori che frequentano il corso obbligatorio in materia di salute e sicurezza hanno diritto a essere retribuiti, anche nel caso in cui il corso venga svolto in tutto o in parte fuori dall’orario di lavoro.

Ciò premesso, nel caso di specie, Lei ha diritto al pagamento della retribuzione per le ore di frequenza ai corsi di formazione imposti dal datore di lavoro, con le maggiorazioni previste per lavoro straordinario e/o festivo ed alle spese di trasferta, se previste dal CCNL di categoria applicato al Suo rapporto di lavoro per gli spostamenti fuori sede.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini



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