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Dare del buffone è reato?

31 Luglio 2022 | Autore:
Dare del buffone è reato?

È possibile denunciare chi offende una persona? Quando c’è ingiuria e quando diffamazione? Quali sono i limiti al diritto di critica?

Quando si dice “reato” si pensa sempre a un fatto molto grave, come ad esempio a una violenza fisica. In realtà, la legge punisce ogni forma di aggressione, anche quella verbale. Basti pensare al reato di minaccia: chiunque prospetta un male ingiusto nei riguardi di un altro può essere denunciato ed essere così sottoposto a processo penale. Insomma: si può commettere un crimine anche solo con le parole. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico caso: vedremo cioè se dare del buffone è reato.

In effetti si tratta di un’espressione generalmente offensiva, ma che, se usata in contesti scherzosi o di critica, potrebbe anche risultare del tutto inoffensiva. Insomma: il termine “buffone”, per quanto dispregiativo, potrebbe perdere gran parte della sua carica lesiva se usata in determinate circostanze.

A tutto ciò va aggiunta un’altra considerazione molto importante: ingiuriare una persona non costituisce reato, ma solo un illecito civile. Questo significa che anche il classico “vaffa”, in linea di massima, non può più essere denunciato. Ma allora dare del buffone è reato oppure no? Scopriamolo insieme.

Offendere una persona è reato?

Offendere una persona non è reato: nel 2016 il delitto di ingiuria è stato abrogato. Questo significa che oltraggiare un individuo non costituisce più un crimine.

Lanciare i soliti insulti non è quindi più una condotta penalmente perseguibile, a meno che non avvenga in determinati contesti.

Come vedremo, infatti, gli stessi insulti, se fatti davanti ad altre persone e in assenza del “bersaglio”, possono costituire il diverso reato di diffamazione.

Quindi: in linea di massima, oltraggiare una persona non è reato perché l’ingiuria costituisce solo un illecito civile, per il quale la persona offesa può agire in giudizio solo per ottenere il risarcimento dei danni.

Le cose cambiano, però, se le stesse offese si verificano in contesti diversi: in tal caso, può scattare il reato di diffamazione.

Diffamazione: quando c’è reato?

L’offesa personale, se pronunciata in presenza di altri soggetti e in assenza della vittima, costituisce il reato di diffamazione.

Ad esempio, inviare un’email a più persone in cui si oltraggia un soggetto costituisce diffamazione; lo stesso accade se, in una chat di gruppo, si sparla di qualcuno che non è all’interno della chat.

Ovviamente, c’è diffamazione anche se i commenti oltraggiosi avvengono “dal vivo”, come ad esempio tra amici riuniti a cena che decidono di offendere qualcuno che non è lì presente con loro.

Perché si possa avere diffamazione, però, occorre che il commento oltraggioso sia in grado di ledere la reputazione della vittima, per tale dovendosi intendere la considerazioni che gli altri hanno di essa.

Ad esempio, se un cliente non soddisfatto pubblica sul suo profilo social un commento irriguardoso a proposito del suo ex avvocato definendolo “incompetente” e “corrotto” commette il reato di diffamazione perché mette in discussione la sua considerazione come professionista.

Dare del buffone a qualcuno è reato?

Dare del buffone è reato? Sicuramente non può essere ingiuria, in quanto si tratta di delitto oramai abrogato. Dare del buffone può però costituire il reato di diffamazione, quando il commento è manifestato in presenza di altre persone ma in assenza della vittima.

Ad esempio, dare su Facebook del “buffone” a un avvocato o a un commercialista costituisce reato perché infanga la reputazione professionale della vittima, con possibili ripercussioni negative anche sul suo lavoro. È ugualmente reato dare del buffone a un professore, a un amministratore di condominio, un medico o a un notaio.

Ciò non significa che il reato scatta solo se la vittima esercita una determinata professione. Ad esempio, definire sui social “buffone” una persona che ha postato una foto mentre indossa un capo d’alta moda può costituire ugualmente reato di diffamazione.

Per non parlare dell’offesa rivolta a un poliziotto o, più in generale, a un pubblico ufficiale, come lo è ad esempio un medico nell’esercizio delle proprie funzioni: in tal caso può scattare il più grave reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Insomma: tutto dipende dal contesto in cui l’espressione viene detta e la sua capacità di ledere la reputazione della vittima, come meglio specificheremo a breve.

Dare del buffone: quando non è reato?

Secondo la giurisprudenza [1], non è reato dare del buffone a un politico, se tale insulto si inserisce nel contesto di una critica politica. Secondo i giudici, in casi del genere l’insulto perde la sua carica offensiva, se però lo stesso si inquadra in un contesto che giustifica l’espressione, per quanto possa essere sgradevole.

Il caso riguardava l’articolo di un giornalista nel quale un noto politico veniva definito “buffone”. Secondo la Cassazione, non c’è reato in quanto il giornalista esercita il suo legittimo diritto di critica, il quale si inserisce nel più ampio diritto di libertà di pensiero.

In questo senso anche altra sentenza [2], secondo cui “in tema di diffamazione a mezzo stampa, sussiste l’esimente del diritto di critica, quando le espressioni utilizzate, pur se veicolate nella forma scherzosa e ironica propria della satira, consistano in un’argomentazione che espliciti e ragioni di un giudizio negativo, collegato a fatti specifici, senza risolversi nell’aggressione, gratuita, alla sfera morale altrui”.

Secondo la giurisprudenza, sono punibili le espressioni gratuite, in quanto non necessarie, inutilmente volgari o umilianti. Ad esempio, dare del buffone a un politico col solo fine di deriderne le abitudini che ha nella vita privata costituisce reato.

È dunque chiaro che dare del buffone a qualcuno, per quanto non possa essere una cosa piacevole, costituisce reato a seconda dei contesti, e cioè a seconda dell’effettiva portata lesiva dell’espressione.

Ad esempio, definire buffone una persona che, durante una festa (un matrimonio, ecc.), cerca di attirare l’attenzione su di sé esibendosi in sketch non richiesti solo per l’ilarità del pubblico, difficilmente potrà costituire reato.

Alla stessa maniera, dare del buffone a qualcuno mentre si è in un contesto del tutto goliardico non costituisce reato: si pensi a un gruppo di amici un po’ brilli che si sfidano a colpi di parolacce.


note

[1] Cass., sent. n. 19509 del 7 giugno 2006.

[2] Cass., sent. n. 10286 dell’8 marzo 2019.

Autore immagine: canva.com/


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