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Condomini morosi: l’amministratore deve comunicarli ai fornitori?

5 Marzo 2022 | Autore:
Condomini morosi: l’amministratore deve comunicarli ai fornitori?

Quando i nomi di chi non ha versato le quote vanno rivelati agli appaltatori che non sono stati pagati per i lavori fatti; che succede se l’amministratore si oppone.

Non paghi il condominio? Nessuno deve saperlo, fuorché l’amministratore, che inevitabilmente lo sa in partenza. Ma deve tenere la bocca cucita, perché c’è la privacy. Guai a divulgare i nomi dei condomini morosi. Sono in tanti a pensarla così, ma il ragionamento non è corretto. Allora l’amministratore deve comunicare ai fornitori i nomi dei condomini morosi? Sì, e nota che abbiamo detto «deve» anziché «può». Ovviamente, non deve inviargli i dati di sua iniziativa, ma se gli vengono richiesti è tenuto a rivelarli.

Talvolta, è il condominio stesso che ostacola le legittime pretese dei creditori che vogliono essere pagati per le prestazioni fatte o i servizi resi: l’amministratore fa da scudo e si oppone alle richieste di soggetti esterni che vogliono sapere i nomi di chi non ha versato le quote. Di solito, si tratta di fornitori di beni, impianti o servizi e degli appaltatori di lavori di ristrutturazione, che hanno svolto la loro opera ma non hanno ricevuto quanto gli spettava.

Queste tattiche di opposizione sono inutili e possono rivelarsi controproducenti: l’amministratore deve comunicare ai fornitori i nomi dei condomini morosi, altrimenti viola un preciso obbligo che la legge pone a suo carico e deve rispondere delle conseguenze.

Chi può conoscere i nomi dei morosi in condominio?

L’obbligo per tutti i condomini di pagare regolarmente le quote discende dall’approvazione del bilancio e dal riparto delle quote, secondo le tabelle millesimali che riportano il valore della proprietà di ciascuno, come dispone l’art. 1123 Cod. civ.

Al momento della presentazione in assemblea del rendiconto annuale elaborato dall’amministratore tutti i condomini possono evincere i nomi dei morosi, perché il documento deve riportare l’entità dei crediti vantati dal condominio, sia per le spese ordinarie di gestione sia per le spese straordinarie.

Inoltre, ciascun condomino ha diritto in qualsiasi momento di conoscere i nomi dei condomini morosi e l’entità del loro debito: può sempre richiederli all’amministratore, che è tenuto a fornire queste informazioni, in quanto ciò rientra espressamente tra i suoi doveri.

Gli estranei alla compagine condominiale, invece, non godono di questo diritto. Così l’elenco dei morosi non può essere divulgato e rivelato in maniera indistinta, in modo da poter essere appreso da chiunque. Ad esempio, è vietata l’affissione in bacheca condominiale, perché nell’androne del palazzo possono facilmente transitare persone che vanno a visitare i propri parenti che abitano lì o i clienti di uno studio professionale.

I creditori del condominio possono sapere chi è moroso?

L’amministratore può rivelare il nome dei morosi ai creditori del condominio che non hanno ottenuto il pagamento delle somme di loro spettanza. Anzi, questa comunicazione è dovuta se è il creditore a sollecitarla, perché la legge prevede che chi vuole agire per recuperare un proprio credito condominiale deve prima rivolgersi ai morosi, e solo successivamente, e in via eventuale, a chi invece ha sempre pagato le quote dovute. Così l’art. 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile dispone che l’amministratore «è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi».

Tuttavia, il diritto del creditore ad apprendere i dati dei condomini morosi è circoscritto alle quote che riguardano il credito vantato, e non si estende alle altre voci. Ad esempio, una ditta che ha sistemato il giardino condominiale, o ha ristrutturato la facciata esterna del palazzo, non può conoscere i nominativi di chi non è in regola con i pagamenti del riscaldamento o della pulizia delle scale. Se invece il creditore è proprio il fornitore del combustibile, o il lavascale, potrà conoscere queste informazioni che lo interessano, e soltanto esse.

Cosa fare se l’amministratore non comunica i nomi dei morosi?

Se l’amministratore, nonostante l’obbligo a suo carico, rifiuta di comunicare ai creditori i nomi dei condomini morosi, può essere citato in giudizio dai creditori o dagli altri condomini, in modo da ottenere un provvedimento del giudice civile che gli ordini, anche in via d’urgenza, di fornire le informazioni richieste.

Una recente sentenza del tribunale di Bari [1] ha condannato un amministratore di condominio reticente e gli ha ordinato di comunicare a un fornitore che ne aveva fatto richiesta, entro 30 giorni dalla notifica della sentenza, i nominativi dei condomini morosi e l’entità del loro debito.

La sentenza specifica che tale comunicazione non viola la privacy, in quanto «l’obbligo di cooperazione dell’amministratore di condominio» con i terzi creditori è stabilito dalla legge, che impone di agire secondo correttezza e buona fede; inoltre il Garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto che in questi casi non sussiste un vincolo di riservatezza, purché i dati comunicati siano «pertinenti e non eccedenti» le finalità necessarie a «identificare i condomini morosi e a determinare le somme individualmente dovute» [2].

Non finisce qui, perché il giudice barese ha condannato anche il condominio, che si era opposto alla legittima pretesa dell’appaltatore, a versare alla controparte 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento, ai sensi dell’art. 614 bis Cod. proc. civ.


note

[1] Trib. Bari, sent. n. 4506 del 15.12.2021.

[2] Autorità Garante protezione dati personali, nota del 26.09.2008 e del 18.05.2006.


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