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Usucapione in 10 anni: ecco come

6 Marzo 2022
Usucapione in 10 anni: ecco come

Dopo quanto tempo si diventa proprietari di un immobile altrui? Ecco come funziona l’usucapione abbreviata.

In molti sanno che l’usucapione si compie dopo 20 anni. Esiste però anche la possibilità di realizzare l’usucapione in 10 anni, ossia in metà del tempo. Le condizioni però sono diverse e molto più rigorose. E ciò per evitare che, in tal modo, si possa di fatto approfittare della momentanea indisponibilità del titolare del bene, impossibilitato a rivendicarne la restituzione. La regola è dunque quella secondo cui l’usucapione richiede sempre un ventennio mentre l’usucapione abbreviata resta l’eccezione.

Qui di seguito ci soffermeremo proprio su come realizzare l’usucapione in 10 anni. Ma prima dobbiamo spiegare – seppur per sommi capi – cos’è l’usucapione e come funziona.

Come intestarsi un bene di proprietà altrui con l’usucapione

Abbiamo spiegato più volte cos’è l’usucapione e come funziona. Sinteticamente, si può definire come un mezzo per acquistare la proprietà di un bene mobile o immobile, attraverso l’uso (da cui appunto il termine «usucapione», ossia acquisire mediante l’utilizzo).

Per intestarsi un bene di proprietà di altri con l’usucapione bisogna innanzitutto acquisirne la detenzione materiale in modo non clandestino o violento: non importa se in buona o mala fede (ossia con l’intenzione già premeditata di raggiungere l’usucapione).

Poi, bisogna esercitare sul bene un potere che la legge attribuisce solo al proprietario (ad esempio la ristrutturazione di un appartamento, il cambio di destinazione).

Da questo momento devono decorrere almeno 20 anni durante i quali il proprietario non deve rivendicare la restituzione della sua cosa (il che deve però avvenire con la notifica di un atto giudiziario).

Nei 20 anni, il possessore del bene deve sempre rimanere in contatto con il bene stesso: non lo deve “abbandonare” per più di un anno.

Alla fine dei 20 anni è poi necessario ricorrere al giudice affinché dichiari l’intervento dell’usucapione e, nel caso in cui si tratti di un immobile, ordini al Conservatore dei Registri immobiliari di modificare la proprietà del bene.

Usucapione: dopo quanto tempo si diventa proprietari?

I tempi dell’usucapione sono diversi a seconda dei beni. Per i beni mobili e immobili il termine è di 20 anni. Per la piccola proprietà rurale il termine è di 15 anni. Per i beni mobili registrati (auto, moto, barche), il termine dell’usucapione è di 10 anni.

Infine, esiste l’usucapione abbreviata di 10 anni che poi è l’oggetto della presente guida. Di tanto parleremo meglio nel seguente paragrafo.

Usucapione in 10 anni: ecco come

Abbiamo detto sopra che l’usucapione si verifica anche se il possessore è in malafede, ossia consapevole che la proprietà del bene è di altri e agisce proprio allo scopo di appropriarsene. Del resto il proprietario è tutelato per il semplice fatto che basta una notifica dell’azione di restituzione per poter annullare tutti gli effetti dell’usucapione.

Esistono però dei casi in cui il soggetto possessore è in buona fede, agisce cioè con la consapevolezza – frutto però di un errore – di avere tra le mani un bene proprio. Ciò succede quando una persona compra un bene da chi non ne è il proprietario. Si pensi al caso di Mario che compra da Giovanni un appartamento recandosi dal notaio ma nessuno si accorge che, sul bene, c’è una minima quota di proprietà di Luca, fratello di Giovanni, il quale non sa nulla di tutto ciò. Mario è in buona fede e quindi va tutelato di più rispetto a chi agisce in malafede. Pertanto, in questi casi, la legge dimezza i termini dell’usucapione che, da 20 anni, si compie in soli 10 anni.

L’usucapione abbreviata è proprio questa: si realizza in presenza del possesso del bene, in buona fede, con l’acquisto della proprietà da chi non è proprietario e richiede necessariamente la trascrizione del rogito notarile. Trascrizione ovviamente che deve avvenire nei pubblici registri immobiliari.

Per il resto, l’usucapione abbreviata non differisce da quella «ordinaria» che abbiamo visto nel precedente paragrafo, per cui richiede gli ulteriori presupposti di quest’ultima (utilizzo del bene come se si fosse il proprietario e sentenza di trasferimento della proprietà).



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