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Cosa dice la Costituzione sulla guerra?

2 Giugno 2022 | Autore:
Cosa dice la Costituzione sulla guerra?

Carta costituzionale italiana: quando sono consentiti i conflitti armati?

La guerra è istintivamente rifiutata da tutti. Ma purtroppo le guerre esistono e coinvolgono tuttora nel mondo milioni di persone. Lo sconcerto ed il disorientamento che le immagini di guerra provocano ci spingono a cercare solidi sostegni. Sorge allora spontanea una domanda: cosa dice la Costituzione sulla guerra? Quali regole stabilisce la legge fondamentale italiana per quanto riguarda i conflitti armati? Nell’articolo che segue esamineremo in modo semplice le norme che la nostra Costituzione detta in materia di guerra.

È utile premettere che la Costituzione italiana è stata scritta subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. E già questo non può che indirizzarci verso quello che è l’atteggiamento di fondo della nostra Carta costituzionale nei confronti della guerra. Le macerie, materiali e morali, che il secondo conflitto mondiale lasciò nel nostro Paese non possono che aver orientato i padri costituenti ad esprimere a chiare lettere nel testo della Costituzione il rifiuto della guerra da parte della Nazione italiana. Va comunque detto che, come vedremo in dettaglio, la possibilità di un coinvolgimento dell’Italia in un conflitto armato non è del tutto esclusa dalla Costituzione. Analizzeremo quindi anche i casi in cui, per la nostra Carta costituzionale, sarebbe lecito per le Forze armate italiane partecipare ad una guerra.

La guerra è consentita dalla Costituzione?

Quando si vuole affrontare il tema del rapporto tra guerra e Costituzione non si può che partire dalla norma che direttamente se ne occupa [1].

Con una solenne dichiarazione, la Carta costituzionale afferma che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Questo significa che l’Italia condanna moralmente, politicamente e giuridicamente l’utilizzo delle armi e della violenza come strumenti di offesa e come mezzo per la risoluzione dei conflitti fra le Nazioni.

La norma, in altre parole, impedisce al nostro Paese di aggredire un altro Stato in modo da lederne l’indipendenza o l’integrità territoriale ed anche di sostenere militarmente le altrui aggressioni ad altri Stati.

Se il Parlamento nazionale dichiarasse guerra ad un altro Stato per aggredirlo, invaderlo o limitarne in ogni modo l’autonomia, questa dichiarazione e tutte le successive norme di legge a sostegno dell’intervento bellico sarebbero incostituzionali.

Quindi. ogni guerra è vietata dalla nostra Costituzione? La risposta è no; vediamo perché.

L’articolo 11 appena citato impedisce il ricorso alla guerra come strumento di offesa, ma non vieta l’intervento armato difensivo, cioè la guerra che si renda necessaria per difendere la Nazione da un attacco altrui.

La legittimità costituzionale della guerra difensiva deriva:

  • dallo stesso articolo 11 della Costituzione (che vieta le guerre offensive e non certo quelle di difesa);
  • dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite (che è norma di diritto internazionale generalmente riconosciuta recepita dalla nostra Costituzione) che riconosce il diritto degli Stati di ricorrere alla legittima difesa individuale o collettiva in caso di aggressioni armate [2].

Pertanto, se l’Italia fosse aggredita militarmente da un altro Stato o se intervenisse a difesa di un altro Stato a sua volta aggredito, il ricorso alle armi sarebbe lecito da un punto di vista costituzionale.

La guerra difensiva è lecita

Come si dichiara guerra?

Dopo aver chiarito che per la nostra Costituzione è lecita soltanto la guerra difensiva, analizziamo ora le altre norme che la Costituzione detta in tema di conflitti armati.

Innanzitutto, è previsto che le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari [3]. Questo significa che tocca al Parlamento decidere se l’Italia debba o meno partecipare ad un conflitto armato. E tocca sempre al Parlamento attribuire al Governo i poteri necessari per fronteggiare lo stato di guerra deliberato.

Spetta poi al Presidente della Repubblica, che ha il comando delle Forze armate, dichiarare formalmente lo stato di guerra deliberato dal Parlamento [4].

E i cittadini? Cosa chiede ai cittadini la Costituzione in caso di guerra? A riguardo, un fondamentale articolo della Carta costituzionale stabilisce che:

  • è sacro dovere del cittadino difendere la Patria;
  • il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge [5].

Questo significa che il cittadino italiano ha il dovere di difendere la Patria, ma questo dovere non necessariamente si adempie imbracciando le armi e arruolandosi nell’esercito. Infatti il servizio militare non è più obbligatorio e il cittadino può difendere la Patria, in caso di guerra, servendola come volontario nelle strutture ospedaliere, nella logistica, nel soccorso agli anziani, ai bambini, ai bisognosi ed anche nelle attività di resistenza nonviolenta.

La guerra è deliberata dal Parlamento e dichiarata dal Presidente della Repubblica


note

[1] Art. 11 cost.

[2] Art. 10 cost.

[3] Art. 78 cost.

[4] Art. 87 cost.

[5] Art. 52 cost.


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