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Abbonamento mezzo pubblico: si eredita?

19 Marzo 2022
Abbonamento mezzo pubblico: si eredita?

Il controllore del treno ha contestato il mio abbonamento perché nella parte dorsale del biglietto avevo applicato il mio nominativo sovrapponendolo a quello di mia zia deceduta. Vorrei fare ricorso al giudice di pace. Ho qualche possibilità di vincere?

A sommesso parere dello scrivente non è consigliabile intraprendere un’azione legale, e ciò per i seguenti motivi.

Il problema giuridico sottoposto nel quesito può essere ricondotto al più ampio tema della successione mortis causa nei rapporti contrattuali: l’abbonamento, infatti, non è altro che un contratto sottoscritto con il gestore del pubblico servizio.

Di regola, gli eredi succedono al de cuius anche nelle posizioni contrattuali di cui questi era titolare. Del resto, oggetto della successione è tutta la parte trasmissibile del patrimonio del defunto, e non vi è dubbio che i rapporti contrattuali siano componenti di tale patrimonio.

La morte del contraente, dunque, di regola non estingue il rapporto contrattuale, e la posizione di contraente può passare agli eredi come, in generale, tutte le situazioni giuridiche soggettive patrimoniali che furono del defunto.

Per diversi contratti, tuttavia, il legislatore stabilisce regole diverse, che sono altrettante eccezioni a quella della trasmissibilità. Queste eccezioni si basano in genere sulla rilevanza personale dei contraenti.

Ad esempio, provoca l’automatica risoluzione del contratto: la morte dell’appaltatore, quando la persona dell’appaltatore sia stato motivo determinante del contratto di appalto (articolo 1674 codice civile); nel contratto mandato, tanto la morte del mandante, quanto quella del mandatario (articolo 1722, n. 4, codice civile); nell’associazione, la morte dell’associato, salvo che la trasmissione sia consentita dall’atto costitutivo o dallo statuto (articolo 24, 1° co., codice civile); nelle società di persone, salvo diversi accordi tra soci viventi ed eredi del socio defunto, la morte del socio (articolo 2284 codice civile).

Orbene, nel caso di specie possiamo ricondurre l’abbonamento al servizio di trasporto pubblico al contratto di trasporto (artt. 1678 c.c.), caratterizzato dall’obbligo del vettore di trasferire persone o cose da un luogo a un altro. Si ritiene pacificamente che questo tipo di contratto non sia “intuitu personae”, cioè che non abbia rilevanza la qualità personale né del vettore né del trasportato. Non vi sarebbero dunque ragioni di credere che la morte di una delle due parti debba interrompere il contratto impedendo che lo stesso cada in successione.

Anche volendo prendere a prestito la disciplina prevista per l’appalto (il trasposto, infatti, è una sub-specie di appalto di servizi), la disciplina dedicata a questo specifico contratto prevede lo scioglimento del negozio giuridico solamente in caso di morte dell’appaltatore (che, nell’ipotesi del trasporto, sarebbe il vettore), e solo se la sua persona è stata motivo determinante per stipulare il contratto.

Così testualmente l’art. 1674 cod. civ.: «Il contratto di appalto non si scioglie per la morte dell’appaltatore, salvo che la considerazione della sua persona sia stata motivo determinante del contratto. Il committente può sempre recedere dal contratto, se gli eredi dell’appaltatore non danno affidamento per la buona esecuzione dell’opera o del servizio».

Orbene, tanto premesso, tutto farebbe pensare che l’abbonamento per il trasporto pubblico sia trasmissibile e, quindi, utilizzabile anche dagli eredi. In realtà, la disciplina giuridica finora vista può essere derogata dalle parti, stabilendo all’interno delle condizioni contrattuali che la morte di una delle parti comporti il venir meno del rapporto.

Nel caso sottoposto all’interno del quesito, sarebbe opportuno prendere visione delle condizioni contrattuali accettate al momento della sottoscrizione dell’abbonamento; in assenza (lo scrivente ha invano provato a reperirle online), il fatto che la tessera fosse personalizzata fa pensare che il vettore (cioè, il gestore del servizio di trasporto) abbia dato rilievo all’identità del trasportato, vuoi per questioni di sicurezza, vuoi per facilitare il controllo da parte degli addetti.

Sarebbe dunque stato opportuno segnalare il decesso del contraente originario ed eseguire un formale subentro nell’abbonamento, così da poter ottenere il rilascio di una propria tessera nominativa, senza soluzione di continuità per l’abbonamento stesso.

Tirando le fila di quanto detto sinora, pur essendoci la possibilità che il contratto prosegua nella persona dell’erede, si sconsiglia di intraprendere un’azione legale, sia per l’esiguità della sanzione, sia per le probabilità di successo, messe in discussione dalla possibilità che il gestore del servizio consideri personale il contratto (cioè, l’abbonamento) o quantomeno la tessera da esibire al momento del controllo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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