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Acquisto animale: spetta il diritto di recesso?

7 Marzo 2022
Acquisto animale: spetta il diritto di recesso?

Cosa fare se l’animale è malato, diverso da quello fatto vedere in foto? Si può chiedere la restituzione dei soldi entro 14 giorni dall’acquisto con il ripensamento?

Hai comprato un animale online: ad esempio, un cagnolino o gatto. Ti sei messo in contatto con un allevamento che ti ha inviato le foto dei cuccioli. Ne hai scelto uno e, subito dopo, vi siete dati un appuntamento per la consegna successiva allo svezzamento. Ora però, dopo pochi giorni, hai notato che il cucciolo non è esattamente quello della foto e temi che ci sia stato uno scambio; oppure ti sei accorto di non poterlo più tenere a casa così come, in un primo momento, sulla spinta dell’entusiasmo, avevi creduto. O ancora, dopo una visita dal veterinario, hai scoperto che è affetto da una malattia che ti obbligherà a delle cure costose. Vuoi recedere dal contratto finché sei ancora in tempo e non ti sei affezionato. Puoi farlo? In caso di acquisto di animale, spetta il diritto di recesso? Vediamo cosa dice la normativa sul Codice del consumo a riguardo.

Il diritto di recesso alla vendita di animali

Alle vendite fuori dai negozi commerciali si applica il diritto di recesso, ossia la possibilità, per l’acquirente, di sciogliere il contratto a proprio piacimento, senza bisogno di dover fornire motivazioni o di dimostrare il vizio della merce acquistata. Proprio per questo è anche detto «diritto di ripensamento». 

Tale diritto può essere esercitato entro 14 giorni dalla consegna del bene e va comunicato alla parte venditrice per iscritto (preferibilmente con raccomandata o con pec). All’esito della comunicazione, nei successivi 14 giorni, il bene va fisicamente restituito.

Il nuovo articolo 128 del Codice del consumo, per come modificato dal decreto legislativo n 170/2021, stabilisce che, nel concetto di «beni» (a cui si applica tale normativa), vanno inclusi anche gli animali vivi e quindi, ad esempio, i cuccioli di cani, gatti, criceti, conigli, ecc. 

Dunque, all’acquirente che non abbia acquistato l’animale in un normale negozio ma lo abbia fatto “a distanza”, come appunto avviene tramite Internet, è riconosciuto il diritto di recesso, ossia la restituzione dell’animale, nei primi 14 giorni.

Cosa fare se l’animale è malato?

Diverso è il caso in cui l’animale sia affetto da una malattia non comunicata dal venditore al momento dell’acquisto. Qui, la legge interviene con un’ulteriore tutela rispetto al diritto di recesso. Tutela che si applica anche quando l’acquisto avviene presso un negozio. In tali casi, indipendentemente dal fatto che la malattia fosse nota all’allevatore o al negoziante, all’acquirente è consentito recedere dal contratto o chiedere una riduzione del prezzo di vendita. Quindi, può alternativamente restituire l’animale o chiedere un parziale rimborso.

Il Codice del consumo stabilisce che il bene non deve avere «difetti di conformità». L’animale quindi, al pari di ogni altra cosa, deve corrispondere a quanto promesso dal venditore, con tutte le qualità prospettate al momento delle trattativa. È chiaro che l’aver nascosto – seppur in buona fede – una patologia esclude tale conformità e dà diritto all’acquirente di tutelare i propri diritti dinanzi a un’aula di tribunale.

Animale diverso da quello richiesto

In ultimo, viene in rilievo l’ipotesi di un animale che non sia come quello promesso (ad esempio, diverso dal campione fatto vedere in fotografia). Anche in questo caso il consumatore viene tutelato. Come detto, il bene venduto deve essere conforme, ossia deve corrispondere interamente alla descrizione indicata nel contratto e possiede la funzionalità, compatibilità, interoperabilità e le altre caratteristiche in esso previste. Inoltre – sempre a norma del Codice del consumo – deve corrispondere all’eventuale campione o modello messo a disposizione del consumatore prima della conclusione del contratto.

Anche in questo caso, dunque, il consumatore – a prescindere dal luogo in cui abbia concluso il contratto (su Internet o al negozio) – ha diritto a ottenere il rimborso del prezzo e, se dimostra un danno, anche il risarcimento. 



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