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Garanzia post vendita: bisogna comunicare il difetto al venditore?

7 Marzo 2022
Garanzia post vendita: bisogna comunicare il difetto al venditore?

Denuncia dei vizi entro due mesi: cancellata solo per le vendite fatte da consumatori. Permane in tutti gli altri casi. 

La recente modifica al codice del consumo (apportata dal decreto legislativo 170/2021, emanato in attuazione della direttiva Ue 771 del 2019) ha comportato una grande rivoluzione in tema di garanzia post vendita: la cancellazione dell’obbligo della cosiddetta «denuncia dei vizi al venditore» che, in precedenza, andava fatta entro due mesi dalla scoperta. L’obbligo permane però solo per due ipotesi. Le elencheremo qui di seguito in tal modo rispondendo al seguente quesito: per azionare la garanzia post vendita, bisogna comunicare il difetto al venditore? Cerchiamo di fare il punto della situazione partendo dalla normativa anteriore al 1° gennaio 2022.

Come attivare la garanzia post vendita

Prima dell’intervento della modifica al codice del consumo, l’acquirente che – in veste di consumatore (ossia acquistando per bisogni personali o familiari, quindi con scontrino e non fattura) – avesse riscontrato, nei due anni dalla consegna della merce, dei difetti di produzione, era tenuto a comunicarlo al venditore, preferibilmente per iscritto (al fine di lasciare traccia di ciò). Tale comunicazione, meglio nota come «denuncia al venditore» andava fatta obbligatoriamente entro due mesi dalla scoperta del vizio stesso.

Il mancato rispetto di tale adempimento avrebbe determinato la perdita della garanzia. 

All’esito di tale comunicazione l’acquirente poteva (e può tutt’oggi) scegliere tra due rimedi:

  • la riparazione dell’oggetto in termine congruo;
  • oppure la sua sostituzione con uno dello stesso tipo. 

Se tali soluzioni dovessero risultare impossibili o economicamente troppo gravose, l’acquirente può optare tra una delle seguenti soluzioni:

  • il rimborso integrale del prezzo, dietro restituzione dell’oggetto acquistato (la cosiddetta risoluzione del contratto);
  • il rimborso parziale del prezzo corrisposto mantenendo la proprietà dell’oggetto. 

Garanzia post vendita: cosa cambia?

Con l’approvazione delle nuove norme è venuto meno l’obbligo di comunicare il difetto al venditore. Sicché l’acquirente può attivare la garanzia indipendentemente dal fatto che abbia denunciato il vizio. Ma tant’è: in ogni caso dovrà comunque esternare il riscontro del difetto entro due anni, chiedendo uno dei rimedi previsti dalla legge (riparazione o sostituzione, in prima battuta e, in caso di impossibilità, la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo). Quindi, ciò che ha cancellato la normativa è solo una duplicazione, atteso che comunque il fatto di volersi avvalere della garanzia implica comunque una comunicazione al venditore nella quale quindi oggi si considera implicita anche la denuncia del vizio stesso.

In secondo luogo cambia il termine entro il quale il consumatore è dispensato dall’obbligo di dimostrare che il vizio dipende dalla produzione e non dal cattivo uso che ha fatto del prodotto: termine che prima era di sei mesi e ora è di un anno. In buona sostanza, se il difetto si manifesta nei primi 12 mesi dalla consegna del prodotto, il negoziante non può accusare il consumatore di aver determinato il guasto, non almeno se non riesce a dimostrarlo. In assenza pertanto di tale prova, egli dovrà comunque fornire la garanzia.

Garanzia post vendita: quando bisogna comunicare il difetto al venditore?

L’obbligo di comunicazione del difetto del prodotto al venditore permane ad oggi solo per due ipotesi:

  • ai contatti di vendita conclusi prima del 1° gennaio 2022 (data appunto in cui è entrata in vigore la riforma);
  • ai contratti di vendita conclusi con fattura e Partita Iva, ossia da soggetti non considerati consumatori. In tali ipotesi infatti si applica non più il codice del consumo ma il codice civile che prevede l’obbligo della denuncia al venditore entro 8 giorni da quando il vizio si è manifestato. 


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