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Separazione: chi succede nell’affitto di casa paga i canoni

4 Settembre 2014
Separazione: chi succede nell’affitto di casa paga i canoni

In caso di locazione, il padrone di casa può pretendere il pagamento dell’affitto solo dal coniuge assegnatario della casa coniugale anche se questi non è l’originario intestatario del contratto.

In caso di separazione tra coniugi, nel provvedimento del tribunale che dirime la “controversia” tra le parti, si decide anche delle sorti della cosiddetta casa coniugale. In pratica viene stabilito a chi debba essere assegnato il tetto domestico. Di norma, l’immobile finisce in capo a chi dei due “ex” è collocatario dei figli minori o minori non autosufficienti (ossia colui presso il quale la prole andrà materialmente a vivere, fermo restando l’affidamento che, di norma, è condiviso tra gli ex sposi).

Ma che succede se l’immobile è in affitto?

In tali casi, qualora il contratto sia stato originariamente stipulato dal coniuge diverso da quello a cui poi il giudice assegna l’appartamento, si ha una estinzione del rapporto di locazione in capo all’originario conduttore e una successione automatica nel contratto del coniuge assegnatario. Detto in parole povere, il precedente contratto si considera automaticamente “volturato” in capo al soggetto che ottiene l’assegnazione della casa, senza che, a tal fine, sia necessario coinvolgere il padrone di casa.

A partire dal provvedimento giudiziale sarà, dunque, l’assegnatario dell’immobile e non invece l’originario conduttore a essere tenuto al pagamento dei canoni di locazione. Con la conseguenza che il padrone di casa dovrà rivolgersi a quest’ultimo nel pretendere i pagamenti mensili e sempre a lui sarà indirizzato l’eventuale sfratto in caso di mancato pagamento delle mensilità. E ciò anche se non ha firmato l’originario contratto.

È quanto emerge da una recente sentenza del tribunale di Milano [1].

Attenzione però: il giudice potrebbe anche imporre all’altro coniuge – quello, cioè, che resta fuori casa – di versare all’ex, assegnatario dell’immobile, insieme al mantenimento, anche le somme necessarie a pagare l’affitto. In caso di mancato pagamento potrebbe per questi scattare il penale.


note

[1] Trib. Milano, sent. n. 4273/2014.

Autore immagine: 123rf com


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