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Articolo 98 Costituzione: spiegazione e commento

10 Marzo 2022
Articolo 98 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 98 sull’impegno degli impiegati statali al servizio della Nazione e sul divieto per alcuni di loro di legarsi ad una forza politica.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.

Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.

I dipendenti statali al servizio esclusivo della Nazione

L’articolo 98 della Costituzione sancisce il principio più importante che riguarda chi lavora nella Pubblica Amministrazione: si lavora «al servizio esclusivo della Nazione».

A ben pensarci, è paradossale che la Costituzione debba fissare una norma alla base del buon senso. Che ci sia il bisogno di dire a un dipendente statale di non puntare ai propri interessi ma di fare il suo dovere perseguendo soltanto l’interesse di tutti. Eppure, la regola ci vuole. Eccola, messa nero su bianco nell’articolo 98: si lavora solo per il Paese e non per sé stessi.

A rafforzare il concetto, la norma precisa che gli impiegati statali sono «al servizio esclusivo» della Nazione. Con questo precetto del «servizio esclusivo», si vuole evitare che il dipendente pubblico venga meno al suo impegno con l’Amministrazione e non rispetti del tutto i princìpi costituzionali di giustizia e di solidarietà. In altre parole, se il dipendente ha un legame con un privato, che si tratti di una piccola società o di una grande azienda, può capitare che favorisca volutamente dall’interno della Pubblica Amministrazione il settore in cui opera a discapito di altri e che, in sostanza, soddisfi degli interessi privati al posto di quelli generali.

Le limitazioni per i dipendenti statali

Lavorare al servizio esclusivo della Nazione, concetto già espresso nell’articolo 97 della Costituzione e ribadito nella norma in commento, comporta anche alcune limitazioni a certi diritti riconosciuti ad ogni cittadino. Tra questi, l’articolo 98 cita il divieto di iscriversi ad un partito o ad un movimento politico, soprattutto per i dipendenti statali con un ruolo che richiede una condotta pubblica neutrale, senza alcun orientamento politico.

La norma cita anche i magistrati. Per loro, vale quanto sopra: in questo caso, la legge ritiene un illecito disciplinare commesso al di fuori delle loro funzioni o la partecipazione continuativa dei giudici a manifestazioni organizzate da partiti politici. Illecito anche il loro coinvolgimento in attività economiche e finanziarie di dimensioni tali da compromettere o condizionare l’esercizio delle funzioni proprie di un magistrato. In sintesi: un giudice non potrebbe essere imparziale se manifesta un interesse politico o economico verso un gruppo, un settore o un’ideologia particolare. La sua funzione super partes verrebbe meno.

L’articolo 98 della Costituzione allarga lo stesso divieto ai militari di carriera in servizio, ai funzionari e agli agenti di polizia, vale a dire a chi lavora all’interno delle Forze armate e delle forze dell’ordine. Qui, i timori del costituente vanno oltre: si vuole evitare, infatti, che si possa cadere nella tentazione di promuovere qualche iniziativa golpista, cioè un colpo di Stato. Inoltre, gli agenti di polizia devono restare fuori dalla politica per evitare dei comportamenti in grado di mettere in dubbio l’imparzialità del loro lavoro.

L’ultimo settore che ha il divieto di legarsi alla politica è quello diplomatico. Anche in questo caso, è facile capire il perché. Un ambasciatore o un console o chiunque lavori in una sede di rappresentanza italiana all’estero deve lavorare al servizio di tutti, evitando che si possa pensare ad eventuali favoritismi. Deve prevalere, dunque, l’indirizzo politico ufficiale dello Stato e non quello individuale di chi gestisce una sede consolare o un’ambasciata in un altro Paese.



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