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Ristorante, conti separati e metodi di pagamento diversi: è possibile?

8 Marzo 2022
Ristorante, conti separati e metodi di pagamento diversi: è possibile?

Il ristoratore o il titolare della pizzeria, o di qualsiasi altro locale, può esigere che tutti paghino con carta o contanti?  

Un nostro lettore ci fa presente di un problema che si verifica spesso all’atto del pagamento al ristorante o in pizzeria, allorché un unico conto viene diviso tra più amici. Alcuni di questi vorrebbero pagare la propria quota con carta di credito o bancomat, altri invece in contanti. Il ristoratore, in alcuni casi, non accetta metodi di pagamento differenti, opponendo ostacoli di natura tecnica determinati dal tipo di scontrino emesso. In alcuni casi, è stato così imposto il pagamento con un’unica carta di credito o bancomat; in altri casi, invece, è stato vietato il pagamento con carta laddove le altre quote erano state già pagate in contanti. Ci viene chiesto se questo comportamento sia lecito o meno. Ecco cosa dice la legge a riguardo.

È diritto chiedere conti separati?

Innanzitutto, il ristoratore è tenuto ad emettere tante ricevute o scontrini per quanti sono i commensali perché il contratto che questi firma è con ciascuno di questi e non con il “gruppo”. La comitiva di amici infatti non è un soggetto giuridico come una società o un’associazione. Né è possibile ipotizzare una responsabilità solidale tra tutti i clienti solo perché seduti allo stesso tavolo, almeno in assenza di un’esplicita disposizione di legge o previsione contrattuale. Ragion per cui le obbligazioni sono tante per quanti sono i clienti. Diversamente, dovremmo ammettere – cosa che non ha alcuna giustificazione legale – che se un amico non dovesse pagare la propria quota, il ristoratore potrebbe chiederla agli altri. Invece, una tale pretesa non avrebbe alcun fondamento legale e qualsiasi giudice la rigetterebbe.

Solo un esplicito avviso fatto dal ristoratore, facilmente leggibile dalla clientela prima della conclusione del contratto (ad esempio perché riportato sul menu), potrebbe escludere la possibilità di chiedere conti separati: esso infatti si porrebbe come una condizione contrattuale conoscibile e quindi da rispettare.

Del resto, ben potrebbe essere che uno dei commensali gradisca alzarsi prima degli altri, pagare il proprio conto e andare via; oppure potrebbe avvenire che uno di questi, esercitando un’attività commerciale o professionale, richieda la fattura per scaricare dalle tasse il costo della relativa cena.

Pagamenti con strumenti differenti

Se tanto è vero, ossia che il ristoratore è tenuto – salvo patto contrario – ad emettere conti separati e, in tal caso, quindi, ad emettere tante ricevute o scontrini per quante sono le persone sedute al tavolo è anche vero che sarà anche tenuto ad accettare il pagamento secondo il metodo offerto dal cliente stesso. E questo perché, da un lato, il ristoratore è tenuto ad accettare per legge i pagamenti elettronici – ossia con carta di credito o di debito (bancomat) – se richiesto dal cliente, non potendosi in alcun modo opporre, né presentare giustificazioni sulla natura dello scontrino emesso. Dall’altro lato, il titolare dell’esercizio commerciale non può rifiutare il pagamento con moneta “corrente” quale ad esempio i contanti.

Neanche il fatto di aver già battuto lo scontrino può esimere il ristorante dall’accettare pagamenti con strumenti diversi, alcuni con carta e altri contanti. 

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi: Il ristorante può rifiutarsi di fare conti separati?



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