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Indennità di preavviso: anche il dipendente obbligato verso il datore

4 Settembre 2014
Indennità di preavviso: anche il dipendente obbligato verso il datore

Lavoro subordinato: per il recesso dal contratto a tempo indeterminato, l’indennità spetta ogni volta che sia mancato il preavviso, a prescindere dalla prova del danno a carico della parte receduta.

Nel caso di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, l’eventuale recesso di una delle due parti va sempre comunicato in anticipo all’altra. Ciò vale sia per il datore di lavoro (ossia nel caso di licenziamento) che per il dipendente (ossia nel caso di dimissioni).

Quindi, tanto nell’ipotesi che a recedere sia il prestatore d’opera quanto l’imprenditore, ciascuno dei due deve comunicare all’altro (con raccomandata a.r. o lettera consegnata a mani) la volontà di svincolarsi dal rapporto.

La necessità del preavviso è, infatti, sia a favore del lavoratore (poter reperire un’altra occupazione nel “periodo di mezzo”), e del datore (poter sostituire il dipendente dimissionario, dandosi da fare per ricercare nuovo personale).

In caso di mancato preavviso spetta la famosa indennità prevista dal codice civile [1] (pari all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso).

Proprio riguardo alla misura di tale indennità è intervenuta una recente sentenza della Cassazione [2] a specificare un aspetto nodale della questioine Secondo quanto giustamente affermato dalla Corte, la legge impone il versamento dell’indennità di mancato preavviso a prescindere dall’effettivo danno subìto dalla controparte, e quindi anche se un pregiudizio non vi è stato affatto dal recesso.

Per esempio: mettiamo che il datore licenzi il dipendente senza preavviso quando questi ha già trovato un impiego alternativo. Sebbene, quindi, il lavoratore non subirà alcun danno – venendo impiegato già il giorno dopo presso altra azienda – l’indennità va comunque versata.

Stesso discorso all’inverso, ossia di dimissioni da parte del dipendente. Nonostante il datore di lavoro abbia già trovato il sostituto, il dipendente che receda senza preavvisare è tenuto a versare l’indennità (eventualmente scalandola dalle retribuzioni che ancora gli sono dovute).

In pratica, il codice civile ha inteso effettuare una valutazione del danno in via forfettaria e svincolata da qualsiasi effettivo danno. Danno che, quindi, va sempre risarcito.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 18522/14 del 3.09.2014.

Autore immagine: 123 rf com


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