Aiuti per trovare lavoro all’estero nell’UE con Eures

5 Settembre 2014
Aiuti per trovare lavoro all’estero nell’UE con Eures

Mobilità: per i giovani tra i 18 e i 35 anni disposti a trasferirsi in Europa.

 

Arrivano 7 milioni di euro per favorire la mobilità e il lavoro nell’ambito Comunitario grazie a Eures (European employment services – Servizi europei per l’impiego), una rete di cooperazione che collega la Commissione europea e i servizi pubblici per l’impiego dei paesi Ue più la Norvegia, l’Islanda, il Lichtenstein e la Svizzera. Lo scopo è facilitare la mobilità dei lavoratori all’interno del territorio interessato, fornendo servizi di informazione e assistenza a lavoratori e datori di lavoro e facilitando l’incontro tra offerta e domanda di lavoro. Insomma, il tentativo è quello di aiutare circa cinquemila giovani a trovare un impiego all’interno dell’Ue.

La Commissione europea ha dato il via all’invito a presentare progetti relativo all’Azione preparatoria “Your first Eures job” (“Il tuo primo lavoro Eures“).

L’invito dispone di un budget di 6,9 milioni e l’intenzione di Bruxelles è quella di finanziare progetti riguardanti l’inserimento al lavoro (che include la fornitura di informazioni, l’assunzione di lavoratori, servizi di collocamento e di incontro domanda-offerta) e il collocamento in tirocinio o in apprendistato.

I progetti selezionati dovrebbero sostenere prima di tutto i giovani tra i 18 e i 35 anni che desiderano trovare lavoro, opportunità di tirocinio o apprendistato e spostarsi in un altro Stato membro; ma anche i datori di lavoro e le Pmi quando forniscono un programma di integrazione per i giovani lavoratori mobili appena assunti, tirocinanti o apprendisti. I progetti devono essere finalizzati a favorire l’inserimento lavorativo di almeno cento giovani in uno Stato membro diverso da quello di residenza.

Possono presentare progetti organizzazioni profit e no-profit del settore pubblico e privato che forniscono servizi per l’impiego. I progetti possono riguardare un consorzio e devono avere una significativa dimensione europea (almeno sette organizzazioni di diversi paesi Ue) o garantire la fornitura di servizi orientati all’utenza in almeno tre diversi Stati Ue.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 15 ottobre 2014. Tutta la documentazione utile per la presentazione di un progetto è disponibile nel sito ufficiale della Commissione europea: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=629&langId=en&callId=415&furtherCalls=yes

Per ottenere chiarimenti in merito all’invito basta mandare una mail al seguente indirizzo: empl-vp-2014-013@ec.europa.eu.


01 | COSA FA EURES

La rete Eures è rivolta sia alle persone in cerca di lavoro interessate a trasferirsi in un altro paese per lavorare e studiare, sia ai datori di lavoro che desiderano assumere persone di un altro paese. La rete è costituita da “consiglieri” il cui compito è quello di fornire tre servizi fondamentali, informazione, assistenza e collocamento, a chi cerca lavoro e ai datori di lavoro interessati al mercato professionale europeo.

02 | LE NUOVE REGOLE

La decisione 26 novembre 2012 che attua il regolamento Ue 492/2011 per quanto riguarda la compensazione delle domande e delle offerte di lavoro e la ricostituzione della rete Eures, consente di gettare le basi per lo sviluppo di un vero mercato del lavoro europeo aperto e di rispondere più efficacemente a specifiche esigenze economiche. La riforma della rete Eures, in vigore dal 1 gennaio 2014, mira ad aumentare la mobilità dei lavoratori e a facilitare maggiormente il contatto con i datori di lavoro che richiedono competenze specifiche.

 

03 | LA COOPERAZIONE

La riforma permette di aumentare il numero di partner che offrono servizi di mobilità attraverso Eures e realizzare una cooperazione tra le organizzazioni per l’impiego pubbliche e private al fine di coprire una maggiore percentuale dei posti vacanti disponibili (30-40%).


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Rispondi a Luca Ottaviani Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube