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L’autovelox può controllare assicurazione e revisione?

9 Marzo 2022 | Autore:
L’autovelox può controllare assicurazione e revisione?

Le telecamere che registrano il passaggio dei veicoli in eccesso di velocità servono anche per verificare la copertura Rc auto e la revisione periodica?

Molti si chiedono se l’autovelox, quando registra il passaggio dei veicoli, può verificare anche l’assicurazione Rc auto e la revisione periodica. In caso affermativo, possono fioccare le multe; altrimenti l’occhio elettronico deve limitarsi a rilevare gli eccessi di velocità e non può fare altro. L’autovelox può controllare assicurazione e revisione?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo considerare non solo cosa dice la legge, ma anche ciò che consente la tecnologia. Attualmente, sia le assicurazioni obbligatorie dei veicoli a motore, sia le revisioni sono informatizzate: tutti i dati sono inseriti in apposite banche dati e possono essere consultati anche a distanza.  A livello tecnico, è ben possibile incrociare i dati delle targhe rilevate dall’autovelox – e anche dalle telecamere posizionate ai semafori o ai varchi delle Ztl – con gli archivi delle revisioni e delle assicurazioni.

Insomma, oggi come oggi, non c’è più bisogno del poliziotto che chiede all’automobilista di mostrare il contrassegno assicurativo e il libretto di circolazione con il tagliando della revisione fatta. Ma questa è tuttora la modalità di controllo consueta per rilevare tali violazioni.

Autovelox: come si contestano le violazioni?

In deroga al principio generale di contestazione immediata delle violazioni (con l’agente che ferma il veicolo sul posto, appena commessa l’infrazione), l’art. 201 del Codice della strada consente l’accertamento con contestazione differita (dunque con il verbale che viene inviato al domicilio del proprietario del veicolo) degli eccessi di velocità rilevati tramite apparecchi elettronici, come gli autovelox e i tutor.

Questi apparecchi devono essere omologati, tarati e gestiti direttamente dalle forze di polizia, come abbiamo spiegato nell’articolo “Autovelox in appalto: la multa è valida?”. Inoltre, fuori dai centri abitati, gli autovelox possono essere installati solo nei tratti di strada individuati con decreto del Prefetto, altrimenti senza decreto prefettizio la multa è nulla.

Controlli con autovelox su assicurazione e revisione

L’art. 193 del Codice della strada prevede che l’accertamento della mancanza dell’assicurazione obbligatoria Rc auto può essere compiuto anche mediante il raffronto dei dati delle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con quelli rilevati dagli autovelox, dai tutor e anche dalle telecamere per l’accesso alle Ztl (zone a traffico limitato). Una norma analoga è dettata per controllare la scadenza delle revisioni periodiche dei veicoli.

Finora, però, questa previsione è rimasta inattuata, perché non sono stati emanati i decreti attuativi. Servono delle norme regolamentari per definire le caratteristiche di questi sistemi di rilevamento. Attualmente, gli autovelox sono omologati e approvati solo per rilevare la velocità, perciò non possono essere utilizzati per altri scopi.

Inoltre, l’autovelox non è impostato per rilevare le targhe di tutte le macchine che passano, ma fotografa soltanto quelle che superano i limiti di velocità stabiliti. Tutto questo, allo stato attuale, costituisce un limite alla possibilità di usare gli autovelox per controllare le revisioni e le assicurazioni dei veicoli in transito.

La Polizia può usare gli autovelox per rilevare assicurazione e revisione?

Nel 2020 il ministero dell’Interno, con una circolare [1], ha precisato che gli accertamenti delle violazioni all’obbligo di assicurazione e di revisione mediante apparecchi automatici non possono essere svolti «in modo massivo nei confronti di tutti i veicoli che transitano ove è collocato il dispositivo, ma soltanto nei confronti di quelli che il dispositivo ha registrato perché in violazione della norma per la quale il dispositivo stesso è stato omologato o approvato».

Fuori dai giri di parole, questo significa che l’apparecchio autovelox deve servire esclusivamente allo scopo per cui è stato installato. Così, se il dispositivo è stato omologato per registrare il superamento dei limiti di velocità (oppure gli accessi non autorizzati in Ztl), la verifica sull’assicurazione e sulla revisione potrà essere fatta soltanto per i veicoli che hanno commesso tale violazione, e non su tutti quelli che transitano sotto il varco munito di telecamera.

Inoltre, questo controllo non può essere fatto in modo automatico, sulla sola base della fotografia scattata dall’autovelox. Invece, in questi casi, il soggetto responsabile della violazione di eccesso di velocità potrà essere invitato dalla Polizia a produrre i documenti di circolazione e il certificato di assicurazione (art. 180 Cod. strada), altrimenti sarà contravvenzionato anche per la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria o per la revisione scaduta.

L’autovelox basta per accertare l’assenza di assicurazione e di revisione?

Senza un’omologazione ed un’approvazione specifica degli apparecchi autovelox (o delle telecamere ai varchi) per questo tipo di controlli ulteriori e diversi dal motivo per cui sono stati collocati, i dispositivi elettronici di rilevamento della velocità possono essere utilizzati – specifica la circolare – soltanto come «supporto documentale» dell’avvenuto passaggio del veicolo, che, a prescindere dalla foto scattata, dovrà essere fermato direttamente sul posto per contestare anche la mancanza di assicurazione o di revisione. Fino a quel momento tali violazioni non sono obiettivamente accertate.

Non è, quindi, possibile la contestazione differita per queste violazioni (salva, come abbiamo visto, la possibilità di invitare il conducente a presentarsi al posto di polizia per esibire la documentazione). Le foto scattate dalla telecamera dell’apparecchio registrano il dato storico del transito del veicolo in un determinato giorno, luogo e orario, ma da sole non possono fondare un verbale di accertamento compiuto senza contestazione immediata.

L’autovelox può verificare la mancanza di assicurazione e revisione?

La giurisprudenza ha ribadito i principi che – Codice della strada e circolari alla mano – abbiamo esposto: una recente sentenza del Tar Veneto [2] ha affermato che i sistemi automatici di controllo della velocità, come gli autovelox, non possono rilevare le eventuali violazioni all’obbligo di assicurazione e di revisione periodica per tutti i veicoli in transito nella zona monitorata dal dispositivo. Ad impedirlo è la normativa sulla privacy, che impone un principio di «proporzionalità» del trattamento, che non deve mai eccedere lo scopo consentito, come sostiene da sempre anche il Garante per la protezione dei dati personali [3].

Questo significa, ad esempio, che un Comune non può dotarsi di un apparecchio che serve a rilevare determinate infrazioni, come il passaggio ad un semaforo con il rosso o l’eccesso di velocità, per poi registrare indiscriminatamente le targhe di tutti i veicoli di passaggio, compresi quelli che non hanno commesso tali violazioni, e controllarle “a tavolino” per verificare se sono in possesso di assicurazione Rc auto e hanno fatto la revisione. Fino a quando il Codice della strada non sarà integrato dai necessari regolamenti attuativi, serve ancora un poliziotto o un vigile in carne ed ossa e presente sul posto per fermare il veicolo e fare questo tipo di controlli, ove occorra anche collegandosi alle banche dati a distanza.


note

[1] Min. Interno, Circ. n. 300/A/4684/20/127/9 del 03.07.2020.

[2] Tar Veneto, sent. n. 8/2022 del 04.01.2022.

[3] Autorità Garante per la protezione dei dati personali, provv. del 08.04.2010.


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