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Si può rateizzare l’F24?

3 Agosto 2022 | Autore:
Si può rateizzare l’F24?

Come ripartire il debito fiscale in pagamenti a rate mensili o trimestrali con l’Agenzie delle Entrate, l’Agenzia Entrate Riscossione e gli Enti locali: 

In tempi di crisi economica le difficoltà finanziarie affliggono la maggior parte degli italiani. E nelle spese complessive anche il Fisco gioca la sua parte: le tasse hanno sempre un grosso peso. Dopo la lunga sospensione dei pagamenti dovuta alla pandemia, i debiti fiscali hanno ripreso a decorrere con le modalità consuete. Però per tantissimi contribuenti versare tutto il dovuto entro le scadenze prestabilite è pressoché impossibile. Così molti si chiedono: si può rateizzare l’F24?

La risposta è positiva: con i tempi che corrono, il Fisco fa ponti d’oro a chi paga imposte e tasse, anche se in ritardo. L’importante, però, è stabilire, alle condizioni di legge e d’intesa con l’Amministrazione finanziaria, un valido piano di rateazione. Ci sono i modi per farlo, sia con l’Agenzia delle Entrate, per i versamenti ordinari dell’Irpef, dell’Iva, delle altre imposte erariali e per gli avvisi di liquidazione o di accertamento, sia con la sua “cugina” Agenzia Entrate Riscossione, che entra in gioco quando i tributi non pagati possono essere riscossi coattivamente.

Tutti conoscono le conseguenze di una cartella esattoriale non pagata o di un’intimazione di pagamento non adempiuta: si rischiano pignoramenti del conto corrente, dello stipendio e degli immobili. Anche in queste pesanti situazioni la riscossione preannunciata si può bloccare, nella maggior parte dei casi, semplicemente proponendo una richiesta di dilazione tempestiva, prima dell’avvio delle azioni esecutive sul patrimonio. Se l’istanza viene accettata si inizia a pagare il debito a rate. Quindi quasi sempre si può rateizzare l’F24, che è il modello utilizzato per i versamenti da fare, e per facilitare l’adempimento viene allegato dall’Amministrazione finanziaria alla comunicazione di accoglimento della domanda di rateizzazione. Vediamo, dunque, quali sono i termini e le condizioni per accedere alle rateizzazioni dei pagamenti.

Modello F24: come si paga

Il modello F24 è il modulo unificato che serve per pagare tributi, interessi e sanzioni, ed anche per compensare i debiti con i crediti fiscali (è il cosiddetto F24 a saldo zero). Con l’F24 si possono pagare quasi tutte le imposte e tasse nazionali e locali, dall’Irpef ed Iva fino all’Imu e alla Tari.

Per pagare un F24 i soggetti titolari di partita Iva devono utilizzare esclusivamente la modalità telematica; gli altri contribuenti possono anche presentarlo in forma cartacea agli sportelli, oppure servirsi di intermediari abilitati, come i commercialisti e i Caf, o avvalersi dei propri servizi di home banking.

Si può pagare un F24 anche attraverso la piattaforma F24 Web dell’Agenzia delle Entrate, alla quale si accede tramite i servizi Fisconline (aperto a tutti i contribuenti muniti di Spid o di carta di identità elettronica) o Entratel, riservato ai soggetti Iva e agli intermediari. In entrambi i casi il pagamento si appoggia al conto corrente del contribuente, dal quale vengono prelevate le somme. Per maggiori dettagli su queste modalità leggi l’articolo “Come si paga un F24“.

Come rateizzare con l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate consente di rateizzare le somme richieste con gli avvisi di accertamento o di liquidazione d’imposta e con le comunicazioni di irregolarità emesse a seguito dei controlli sulle dichiarazioni presentate.

Le istanze di rateizzazione possono essere presentate direttamente allo sportello dell’Ufficio, oppure in forma telematica, inviando una Pec agli indirizzi specificati sul sito Internet ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e sul portale online, per chi è abilitato ad accedere al “cassetto fiscale” disponibile nell’area riservata di ogni contribuente.

È possibile rateizzare il debito in un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo se la somma totale non supera i 5mila euro; oltre i 5mila euro si può arrivare fino a 20 rate trimestrali. Le singole rate sono di pari importo e scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Sull’ammontare si applicano gli interessi del 3,5% annuo (calcolati a partire dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della richiesta e fino alla data di pagamento della rata). La prima data deve essere versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di accoglimento.

Gli avvisi di accertamento esecutivi possono essere definiti anche mediante la proposta di accertamento con adesione, che consente di beneficiare di uno sconto sulle sanzioni: quelle irrogate nell’atto si applicano nella misura di 1/3 del minimo stabilito dalla legge. Le somme dovute a seguito di accertamento con adesione possono essere versate anche ratealmente, anziché in unica soluzione, fino a 8 rate trimestrali di pari importo, che diventano 16 rate trimestrali se il debito supera i 50mila euro.

Come rateizzare con Agenzia Entrate Riscossione

La rateizzazione con Agenzia Entrate Riscossione viene concessa, su istanza del debitore, per importi fino a 120mila euro, direttamente online tramite il servizio “Rateizza adesso” disponibile nell’area riservata del sito (al quale si accede con lo Spid o con la Cie), oppure compilando un modulo (modello R1) disponibile sul sito e da inviare via Pec agli indirizzi riportati nel modello stesso.

Il piano ordinario di rateazione è disponibile per tutti i contribuenti che autodichiarano nel modulo di versare in una «temporanea situazione di obiettiva difficoltà» a pagare il dovuto in unica soluzione, e consente di ripartire la somma fino a un massimo di 72 rate mensili, con rate di importo costante o, se si preferisce, crescente.

Per i debiti di importo superiore a 60mila euro l’accoglimento della domanda non è automatico, ma è subordinato alla valutazione di Agenzia Entrate Riscossione sulla situazione debitoria (da rappresentare nel modello R2). È necessario allegare alla domanda la certificazione Isee del nucleo familiare, per attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Anche in questo caso, se la richiesta è accolta, si può ottenere di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate mensili, costanti o crescenti in base alla preferenza.

Esiste, infine, la possibilità di ottenere un piano straordinario di rateizzazione, che può arrivare fino a 120 rate mensili di pari importo (dunque 10 anni di tempo per estinguere il debito). In questo caso occorre dimostrare ad Agenzia Entrate Riscossione (compilando il modello R4) le circostanze che impediscono di pagare il debito secondo i criteri previsti per i piani rateali ordinari.

Come rateizzare i tributi locali

Anche i tributi locali, come l’Imu o la Tari, possono essere rateizzati alle condizioni stabilite nei regolamenti adottati dagli Enti impositori (Comuni, Province e Regioni). A fattor comune, la legge di Bilancio 2020 [1] dispone che, in assenza di un’apposita disciplina regolamentare, l’Ente creditore o il soggetto affidatario del tributo (dunque l’Agente della Riscossione, che può essere anche un concessionario privato convenzionato con l’Ente), su richiesta del debitore, concede la ripartizione del pagamento delle complessive somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili, a condizione che il debitore versi in una «situazione di temporanea e obiettiva difficoltà».

Lo schema di ripartizione rateale dipende dall’entità del debito (fino a 100 euro non è prevista la possibilità di rateizzare) nel modo seguente:

  • da 100,01 a 500 euro: fino a 4 rate mensili;
  • da 500,01 euro a 3.000 euro: da 5 a 12 rate mensili;
  • da 3.000,01 euro a 6.000 euro: da 13 a 24 rate mensili;
  • da 6.000,01 a 20.000 euro: da 25 a 36 rate mensili;
  • oltre 20.000 euro: da 37 a 72 rate mensili.

Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento dell’istanza di dilazione.


note

[1] Art. 1, co. 796 e ss., L. n. 160/2019.


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