Diritto e Fisco | Articoli

Infortunio risarcito anche se derivato da attività volontaria del dipendente

7 Settembre 2014 | Autore:
Infortunio risarcito anche se derivato da attività volontaria del dipendente

L’infortunio è risarcibile anche quando la condotta del lavoratore è stata volontaria e non dettata dal datore, purché essa sia comunque riconducibile all’attività lavorativa.

L’azienda del datore di lavoro deve risarcire il lavoratore che si infortuna mentre tenta di migliorare la propria postazione lavorativa, anche se tale condotta non gli era stata prescritta dal datore.

È quanto affermato da un recente sentenza della Cassazione [1] riguardante il caso di un guardiano caduto dalla scala mentre montava le tende nella portineria.

I giudici chiariscono che l’infortunio avvenuto durante un’attività posta in essere volontariamente dal lavoratore deve essere comunque indennizzato quando l’attività stessa è strettamente connessa alla prestazione lavorativa.

Il lavoratore che sceglie di rendere più confortevole la propria postazione non compie un’attività estranea alla prestazione lavorativa e dettata da ragioni meramente personali.

Di conseguenza l’azienda deve risarcire l’incidente subito, trattandosi comunque di infortunio sul lavoro.

Gli infortuni non sono risarcibili dal datore solo quando ricorre il cosiddetto rischio elettivo cioè quando il lavoratore adotta un comportamento volontario e arbitrario, affrontando rischi diversi da quelli riguardanti la normale attività lavorativa [2].

Il rischio elettivo interrompe il nesso causale tra la prestazione lavorativa e l’infortunio ed esonera dunque il datore da responsabilità.

Non sarebbe dunque indennizzabile l’incidente subito dal lavoratore, che, per puro arbitrio, svolge mansioni pericolose che non gli competono e per le quali non è preparato.

Più precisamente, affinché si possa parlare di rischio elettivo, è necessario che la condotta del lavoratore sia stata arbitraria ed estranea alle finalità produttive e che l’incidente non abbia alcun nesso con l’attività lavorativa.

La Cassazione ha ritenuto che non sussiste rischio elettivo neppure quando il lavoratore, per una propria scelta non necessitata, abbia scelto di percorrere una strada pericolosa dell’azienda [3].


note

[1] Cass. sent. 18786 del 5.09.2014.

[2] Cass. sent. n. 5047/2007 e n. 15312/2001.

[3] Cass. sent. n. 11417/2009.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube