Diritto e Fisco | Articoli

Articolo 99 Costituzione: spiegazione e commento

10 Marzo 2022
Articolo 99 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 99 sul Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Organo ritenuto inutile ma che nessuno vuole abolire.

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.

È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.

Essere o non essere? Il dilemma shakespeariano del Cnel

L’articolo 99 della Costituzione è la prima delle due norme che prevedono degli organi ausiliari con funzione consultiva e di controllo rispetto all’operato di altre istituzioni pubbliche. In pratica, i padri costituenti hanno voluto che Parlamento e Governo avessero dei punti di riferimento sia a livello di consulenza sia come verifica della legittimità delle loro azioni. Si tratta del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), del Consiglio di Stato e della Corte dei conti. Del primo si occupa proprio l’articolo 99, mentre l’articolo 100 disciplina le competenze degli altri due.

Da un certo punto di vista, il ruolo del Cnel è il più delicato dei tre. Perché spesso rischia di rivelarsi inutile. È uno shakespeariano «essere o non essere» a contraddistinguere il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. E, recentemente, ha rischiato di «non essere»: sarebbe sparito se il 4 dicembre 2016 avesse vinto il «sì» al referendum sulla riforma costituzionale promosso dall’allora premier Matteo Renzi che prevedeva l’abolizione del Cnel.

A dire la verità, è da parecchio tempo che la politica si interroga sul senso di tenere in vita un organo di cui si potrebbe fare a meno. Perfino Giulio Andreotti, nel 1977, chiese all’ente di autoriformarsi per tentare di dare un senso alla sua esistenza. Le perplessità, insomma, rimangono. Per almeno due motivi. Il primo, perché i pareri del Cnel in materia di economia e di lavoro non sono obbligatori, tranne in un solo caso che vedremo tra poco. Il secondo, perché non sono nemmeno vincolanti: Governo e Parlamento non sono tenuti né a richiederli né a rispettarli. In altre parole: se il Cnel vuole esprimersi su qualche argomento, lo si ascolta per cortesia. Ma se vuole restare in silenzio, nulla cambia.

La cosa curiosa è che tutti parlano dell’abolizione di quest’organo costituzionale ma nessuno osa metterci mano. Ebbe il coraggio, come detto, nel 2016 Matteo Renzi. Ma la risposta del Paese fu chiara: «No».

Che cosa fa il Cnel?

Il fatto che i pareri del Consiglio nazionale per l’economia e per il lavoro non siano né obbligatori (in quasi tutti i casi) né vincolanti non significa che al Cnel si passi la giornata con le mani in mano.

Il Consiglio è composto da 64 membri così distribuiti:

  • 10 esperti in materia di economia e di lavoro;
  • 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato;
  • 48 rappresentanti delle categorie produttive, di cui 22 delegati dei lavoratori dipendenti, 9 dei lavoratori autonomi e 17 in rappresentanza delle imprese.

Questi 64 membri esercitano una funzione consultiva nei confronti del Parlamento e del Governo ma anche delle Regioni e delle Province autonome. Il loro parere riguarda, ovviamente, la sfera economica in cui interviene la Pubblica Amministrazione ed è obbligatorio in un solo caso: quando il ministero dell’Economia e delle Finanze deve elaborare la relazione previsionale e programmatica da presentare alle Camere. In tutti gli altri casi, i consigli del Cnel sono facoltativi e, comunque, mai vincolanti.

L’ultimo passaggio dell’articolo 99 della Costituzione attribuisce al Cnel una funzione legislativa. In sostanza, il Consiglio può proporre al Parlamento dei disegni di legge redatti in articoli ed approvati a maggioranza dai membri del Cnel. Può, inoltre, dare il proprio contributo all’elaborazione di leggi in materia economica e sociale attraverso studi e relazioni.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube