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È obbligatorio pubblicare il testamento olografo?

10 Marzo 2022
È obbligatorio pubblicare il testamento olografo?

Come avviene la pubblicazione, entro quanto tempo va fatta e chi vi deve provvedere. L’attività del notaio per rendere pubbliche le ultime volontà del defunto.

Ipotizziamo che, alla morte di un parente, una persona venga in possesso del suo testamento. Dopo averlo letto si chiederà cosa ne deve fare: deve portarlo al notaio, sapendo di spendere dei soldi per la sua parcella, o può limitarsi a chiamare gli altri eredi e dividere così bonariamente l’eredità per come il testatore ha lasciato scritto? In altri termini, è obbligatorio pubblicare il testamento olografo? Cosa succede a chi non lo fa e magari lo nasconde agli altri eredi? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cosa significa pubblicazione del testamento?

Quando si parla di pubblicazione del testamento ci si riferisce alla consegna del documento al notaio affinché lo renda pubblico ossia ne divulghi il contenuto a tutti gli interessati (coloro cioè che sono stati “citati” come eredi). Ciò si rende necessario nel caso di testamento olografo, quello cioè redatto dal defunto e da questi conservato. In presenza invece di un testamento pubblico – redatto dal notaio – la pubblicazione è già insita nell’atto stesso e nel fatto che il notaio, non appena avuto notizia della morte del proprio cliente, chiami gli eredi per leggere loro le ultime volontà di quest’ultimo. Il testamento pubblico, quindi, sarà sottoposto soltanto alle formalità del passaggio dal repertorio speciale degli atti di ultima volontà al repertorio generale degli atti tra vivi (la cosiddetta registrazione).

La pubblicazione del testamento è necessaria?

L’articolo 620 del Codice civile stabilisce che chiunque venga in possesso di un testamento, non appena ha notizia della morte del testatore, è obbligato a consegnarlo al notaio al fine di evitare occultamenti, in modo da rendere palese a tutti gli eredi il contenuto del documento in questione. Tuttavia, la pubblicazione non è condizione di validità del testamento. Per cui un testamento non pubblicato esplica comunque tutti i suoi effetti. Con il risultato che, se c’è l’accordo di tutti gli eredi e non vi sono contestazioni, è ben possibile evitare la pubblicazione del testamento, risparmiando sulle spese notarili. In questo caso, gli eredi procederanno alla divisione del patrimonio ereditario senza provvedere alla pubblicazione del testamento.

La pubblicazione ha solo la funzione di rendere possibile l’esecuzione del testamento, nonché di permetterne la trascrizione nel caso in cui il patrimonio comprenda anche degli immobili. Difatti, se anche è vero che in prima battuta si può provvedere al cambio di intestazione dell’immobile tramite una voltura al catasto, se poi lo si vuole successivamente vendere o donare è comunque necessaria la trascrizione della successione e, quindi, bisognerà rivolgersi al notaio.

Come avviene la pubblicazione del testamento?

Chiunque crede di avervi interesse può chiedere, con ricorso al tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, che sia fissato un termine per la presentazione del testamento al notaio.

Il notaio procede alla pubblicazione del testamento in presenza di due testimoni, redigendo nella forma degli atti pubblici un verbale nel quale descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura, se è stato presentato chiuso con sigillo. Il verbale è sottoscritto dalla persona che presenta il testamento, dai testimoni e dal notaio. Ad esso sono uniti la carta in cui è scritto il testamento, vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni, e l’estratto dell’atto di morte del testatore o copia del provvedimento che ordina l’apertura degli atti di ultima volontà dell’assente o della sentenza che dichiara la morte presunta.

Nel caso in cui il testamento è stato depositato dal testatore presso un notaio, la pubblicazione è eseguita dal notaio depositario. Avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo può avere esecuzione. Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodi o frasi di carattere non patrimoniale siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste, salvo che l’autorità giudiziaria ordini il rilascio di copia integrale (art. 620 c.c.). La medesima procedura è prevista per il testamento segreto. Il notaio depositario provvede all’apertura della busta contenente la scheda segreta non appena gli è giunta la notizia della morte del testatore. In questa fattispecie, l’unico notaio abilitato a procedere all’apertura della busta è solo il notaio depositario; quello cioè presso il quale si è perfezionato il testamento segreto. Tuttavia apertura e pubblicazione, benché atti diversi, di regola avverranno contestualmente, tanto che l’eventuale termine fissato dal tribunale varrà per entrambi gli adempimenti. Al procedimento di apertura e di pubblicazione ha diritto di partecipare chiunque ritenga di essere interessato.



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1 Commento

  1. Se il marito della defunta non pubblica il testamento della stessa. io che sono il fratello, e non voglio accettare l’eventuale eredità, cosa devo fare?

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