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Quando non è valido il testamento?

10 Marzo 2022
Quando non è valido il testamento?

Cause di nullità e annullabilità del testamento: tutti i vizi che rendono invalide le ultime volontà.

Comunemente si pensa che il testamento sia invalido solo quando falsificato, alterato o quando non accorda ai figli e al coniuge le quote minime che la legge riserva loro (la cosiddetta «legittima»). In realtà, l’elenco dei vizi che possono invalidare un testamento è molto più ampio. Tant’è vero che i giudizi in tribunale per chiederne la nullità o l’annullabilità sono assai frequenti.

Sapere tuttavia quando non è valido il testamento può servire non solo agli eredi, al fine di renderli edotti di quelli che sono i propri diritti, ma anche al testatore stesso, affinché non abbia a scrivere un documento che poi potrebbe essere contestato alla sua morte. E la conseguenza di un testamento dichiarato nullo è che l’intero patrimonio del defunto verrebbe spartito secondo le regole fissate dalla legge per i casi in cui un testamento non sia stato mai scritto.

Ecco perché, a beneficio sia degli eredi che del testatore, procederemo qui di seguito a spiegare quando non è valido il testamento, ossia quando può essere dichiarato nullo o può essere annullato.

Nullità formali del testamento

I vizi di forma del testamento che possono determinarne la nullità sono tassativamente indicati dalla legge: l’elenco dunque non può essere esteso ad altre cause. Esse sono:

  • mancanza di forma scritta: il testamento non può mai essere verbale, né può essere un video-messaggio o un messaggio audio, un’email o un sms, anche se realizzati personalmente dal testatore. Anche il testamento pubblico (ossia quello redatto in presenza del notaio) deve essere per forza scritto. Non ha valore un testamento confidato verbalmente a un figlio, al proprio avvocato o anche allo stesso notaio;
  • mancanza di autografia nel testamento olografo: si tratta del testamento che è stato scritto da una mano diversa dal testatore o che da questi non è stato firmato. La parte che contesta l’autenticità di un testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, gravando su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo ed essendo inadeguati, al fine di superare l’efficacia probatoria di un testamento olografo, sia il ricorso al disconoscimento, sia la proposizione di querela di falso;
  • mancanza di sottoscrizione tanto nel testamento olografo quanto in quello pubblico.

Nullità sostanziali del testamento

I vizi di sostanza nel testamento sono invece i seguenti:

  • patti successori (458 c.c.): è nullo ogni accordo preventivo con cui una persona si impegna ad attuare un predeterminato testamento. Il testamento è un atto libero, che non può essere soggetto ad alcuna imposizione, neanche se proveniente dallo stesso testatore;
  • testamento congiuntivo e reciproco (589 c.c.): due persone non possono fare testamento con lo stesso atto, unico e inscindibile, in modo che non possano essere identificate le disposizioni che provengono dai singoli autori. Invece, il testamento reciproco è quello in forza del quale due soggetti si istituiscono, nel medesimo testamento, reciprocamente erede o legatario l’uno dell’altro;
  • testamento a condizione di reciprocità (635 c.c.): è il testamento fatto a condizione di essere a sua volta avvantaggiato nel testamento dell’erede o del legatario;
  • testamento a favore di soggetti incapaci a ricevere (artt. 596-599 c.c.),
  • disposizione, salvo eccezioni, rimessa all’arbitrio del terzo (631, comma 1, c.c.): è nulla ogni disposizione testamentaria con la quale si fa dipendere dall’arbitrio di un terzo l’indicazione dell’erede o del legatario, ovvero la determinazione della quota di eredità;
  • legato il cui oggetto è rimesso al mero arbitrio dell’onerato o di un terzo (art. 632, comma 1 c.c.): è la stessa fattispecie precedente ma riferita al legato;
  • disposizione a favore di persona incerta (628 c.c.): non si può fare testamento a favore di persona che sia indicata in modo da non poter essere determinata. È invece valida la disposizione in cui la persona sia determinabile, ossia individuabile in base ad un criterio che, anche se non consente di conoscere il beneficiario al momento della redazione del testamento, servirà a specificarlo dopo la morte del testatore mediante riferimento ad una situazione futura;
  • disposizione a favore dell’anima qualora non siano determinati i beni (629, comma 1, c.c.): la legge dice che le disposizioni a favore dell’anima sono valide qualora siano determinati i beni o possa essere determinata la somma da impiegarsi a tale fine.

Cause di testamento illecito e quindi invalido

È invalido il testamento che abbia un contenuto illecito ossia contrario alla legge. Vi rientrano due ipotesi:

  • disposizione testamentaria determinata da motivo illecito purché sia l’unico motivo che ha determinato il testatore a disporre: ad esempio «lascio la mia unica casa a mio figlio in modo da diseredare mia moglie»;
  • onere impossibile e illecito costituente motivo determinante: si pensi alla clausola «ti lascio in eredità la casa a condizione che lasci tuo marito» o «purché ammazzi tua moglie».

Annullabilità

Tutti gli altri vizi del testamento danno luogo ad annullabilità del testamento. Si pensi, ad esempio, all’accertamento in sede penale della falsità dell’attestazione da parte del notaio della presenza dei testimoni e della lettura del testamento in loro presenza, così come l’omessa o incompleta indicazione della data del testamento olografo, la data impossibile (ad esempio 30 febbraio).

Sono cause di annullabilità:

  • l’incapacità di intendere e di volere del testatore;
  • l’errore: determina una falsa rappresentazione della realtà e deve essere riferito al momento della redazione del testamento. Si pensi a una persona che lascia una casa a un’altra credendo che sia il proprio figlio quando invece non lo è;
  • violenza, morale o fisica subita da terzi (ad esempio un anziano a cui sia imposto di lasciare la casa al proprio figlio presso cui vive sotto la minaccia di quest’ultimo di lasciarlo morire di fame);
  • dolo: attraverso il dolo la volontà del testatore viene fuorviata attraverso l’utilizzo di artifizi o raggiri. Non è sufficiente la semplice captatio benevolentiae, quella cioè di chi finge di voler bene a una persona solo per ottenerne i favori. In ogni caso, si ritiene che anche in ambito testamentario non siano sufficienti a configurare il dolo delle semplici blandizie, sollecitazioni o consigli.


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