Diritto e Fisco | Articoli

Come si disereda?

10 Marzo 2022
Come si disereda?

Testamento: come escludere un parente dall’eredità. Si può diseredare un figlio, il marito o la moglie?

Ci sono dei soggetti che non possono essere mai diseredati, salvo vengano dichiarati dal giudice «indegni a succedere», cosa che avviene solo in presenza di gravi reati o, per i genitori, quando intervenga la decadenza dalla responsabilità genitoriale. In tutti gli altri casi è possibile diseredare. Ma come si disereda? Come si fa a non lasciare nulla a un parente che si odia o con cui non si vuol avere più nulla a che fare?

La legge non disciplina espressamente la “diseredazione” ma è tuttavia possibile diseredare qualcuno con poche semplici mosse. Di tanto ci occuperemo qui di seguito.

Si può diseredare un figlio?

Un figlio non può mai essere diseredato. Ma non solo: a questi non può essere lasciata una quota di eredità inferiore ad un “minimo” stabilito dalla legge (quota che varia a seconda che, con lui, concorrano altri figli o il coniuge del testatore).

Il figlio si dice pertanto erede legittimario: ha sempre diritto a partecipare alla successione.

Il figlio può essere eccezionalmente diseredato solo se compie gravi comportamenti in danno del testatore o di altra persona a questi legata. Per l’elenco dei reati leggi Come escludere un figlio dal testamento?

Quando si parla di figli si intende qualsiasi figlio, a prescindere dal fatto che sia nato da un primo matrimonio, da uno successivo, da un rapporto di fatto o sia stato adottato.

Si può diseredare la moglie o il marito?

Anche il coniuge viene considerato erede legittimario: quindi non può mai essere diseredato, salvo – anche in questo caso – intervenga una pronuncia di indegnità nei suoi confronti da parte del giudice, dopo la morte del testatore.

Il coniuge è erede legittimario anche dopo la separazione: solo col divorzio infatti questi perde ogni diritto di successione. Se però la separazione avviene con imputazione di responsabilità al coniuge in questione, per la violazione dei doveri matrimoniali (il cosiddetto addebito), egli non è più erede e perde tutti i diritti sul patrimonio dell’ex.

Si può diseredare il padre o la madre?

I genitori sono l’ultima categoria di eredi che non si possono diseredare. Ma lo sono a patto che non vi siano figli del defunto. Se infatti il testatore non ha lasciato figli, i genitori sono eredi legittimari.

Anche in questo caso, vale la possibilità di ottenere una condanna per indegnità.

Chi si può diseredare?

Al di fuori quindi dei figli, del coniuge e (in assenza dei figli) dei genitori, chi fa testamento può diseredare chiunque altro. Si può quindi diseredare una sorella, un fratello, un cugino, una zia, un nonno, una suocera o il suocero, il cognato. Ed ancora di più non esiste alcun obbligo nei confronti degli estranei.

Come si disereda qualcuno?

L’interesse a diseredare qualcuno sorge solo quando, in assenza di testamento, costui avrebbe diritto a una quota dell’eredità. Non ha quindi alcun senso diseredare un conoscente, una onlus, un’associazione e così via.

Si pensi al caso dei fratelli e delle sorelle: questi diventano eredi se il defunto non ha lasciato figli e non ha fatto testamento. E così si pensi ai genitori: anche questi, in assenza dei figli, sono considerati eredi dalla legge.

Ciò significa che per diseredare qualcuno – che non sia un erede legittimario – basta semplicemente fare testamento e non citare costui tra gli eredi. Questi infatti, non essendo erede legittimario e non avendo diritto a una quota del patrimonio, se non menzionato dal testatore non potrà accampare alcun diritto.

Si può diseredare qualcuno anche in un altro modo. Si pensi al caso di una persona che non voglia fare testamento perché ha già attribuito ai propri figli tutto il patrimonio e tuttavia vuole lasciare questi liberi di spartirsi, per come credono, i pochi beni mobili e i soldi sul conto che gli sono rimasti. In tal caso, il testatore potrà limitarsi, pur senza dover fare testamento, a una dichiarazione espressa e scritta di diseredazione con cui manifesti la volontà di escludere una persona dalla propria successione.

In pratica, attraverso la diseredazione, il testatore può disporre che un determinato soggetto non venga ad assumere la qualità di erede in conseguenza dell’apertura della sua successione.

La libertà di disporre dei propri beni può ben manifestarsi anche nel non voler disporre a favore di una determinata persona. La Cassazione ha affermato la validità della clausola di diseredazione negativa, in virtù della quale il testatore si limita a manifestare la volontà di escludere un soggetto (che non sia legittimario) dalla propria successione, senza che tale volontà debba essere accompagnata da disposizioni attributive a favore di altri soggetti.

A riguardo la Suprema Corte ha detto «È valida la clausola del testamento con la quale il testatore manifesti la volontà destitutiva – che può includersi nel “disporre”, di cui all’art. 587 comma 1 c.c. – diretta ad escludere dalla propria successione legittima alcuni dei successibili ed a restringerla così ai non diseredati, costituendo detta clausola di diseredazione espressione di un regolamento di rapporti patrimoniali, rientrante nel contenuto tipico dell’atto di ultima volontà e volta ad indirizzare la concreta destinazione “post mortem” delle proprie sostanze, senza che per diseredare sia, quindi, necessario procedere ad una positiva attribuzione di bene, né occorra prova di un’implicita istituzione [1]».

In ogni caso, la clausola diseredativa può avere valenza soltanto per il soggetto da escludere e quindi si ritiene che possano subentrare i suoi discendenti per rappresentazione.

La diseredazione, al pari della indegnità a succedere, non esclude l’operatività della rappresentazione a favore dei discendenti del diseredato [2]. La diseredazione ha effetti nei soli confronti del soggetto verso il quale è effettuata, e pertanto, non esclude che il discendente legittimo di chi sia stato diseredato dal testatore possa succedere a quest’ultimo per rappresentazione [3].

Infine, occorre osservare che il testatore potrebbe raggiungere il medesimo risultato (l’esclusione di un parente non legittimario) attraverso l’istituzione di uno o più eredi in modo da coprire l’intero asse ereditario (ad esempio un solo erede universale istituito nell’intero patrimonio o tre eredi istituiti per un terzo ciascuno), dopodiché prevedere una serie di sostituzioni per il caso in cui l’erede o gli eredi istituiti non possano o non vogliano accettare. Tale serie di sostituzioni (cosiddette sostituzioni a catena o a cascata) possono prevedere che l’ultimo sostituto sia un ente pubblico o lo Stato.


note

[1] Cass. civ. sez. II, 25.05.2012, n. 8352.

[2] Cass. civ., sez. II, 14.12.1996, n. 11195.

[3] Cass. civ., sez. II, 23.11.1982, n. 6339.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube