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È possibile avere sia assegno di mantenimento che Tfr?

13 Marzo 2022
È possibile avere sia assegno di mantenimento che Tfr?

Ex moglie prende il proprio TFR o la quota del TFR del marito: le spettano ancora gli alimenti? Come funziona la revisione delle condizioni di separazione o di divorzio.

Se l’ex moglie, che percepisce l’assegno di mantenimento, dovesse essere licenziata dal lavoro o dimettersi e, a seguito di ciò, ottenere la liquidazione del Tfr (ossia il trattamento di fine rapporto), potrebbe a seguito di ciò perdere il diritto al mantenimento stesso? E non solo: se il Tfr che prende la donna è proprio la quota dell’ex coniuge, andato in pensione, quota che le spetta per legge, cosa succede? L’aumentata disponibilità economica del coniuge beneficiario degli alimenti può essere una valida ragione per ottenere dal giudice la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio? È possibile avere sia assegno di mantenimento che Tfr?

Sul punto è intervenuta una recente ordinanza della Cassazione [1] che val la pena di commentare.

Come noto, l’assegno di mantenimento non è per forza “vita natural durante”. Se intervengono delle modifiche nella condizione reddituale di uno dei due coniugi è sempre possibile chiedere una revisione dell’importo o, addirittura, l’annullamento dell’obbligo. Succede, ad esempio, quando la moglie, inizialmente disoccupata, trova un lavoro o quando, da part-time, passa a full-time. Che poi, a ben vedere, se anche rifiutasse un’offerta lavorativa del genere, potrebbe ugualmente perdere gli alimenti visto che la legge le impone di non restare in panciolle e di cercare comunque di rendersi autonoma dal marito.

Detto ciò, la giurisprudenza ha ritenuto, in passato, che la percezione di una sostanziosa eredità può influire sulla misura del mantenimento o addirittura escluderla quando si diventa benestanti. 

Quindi, il fatto di ricevere delle somme, a qualunque titolo, può sempre avere riflessi sul mantenimento. Ma solo a patto che si tratti di eventi nuovi e imprevedibili al momento della separazione o del divorzio, in quanto non potevano essere valutati dal giudice. 

Torniamo alla domanda iniziale: è possibile avere sia assegno di mantenimento che Tfr? In generale, il fatto di percepire il Tfr che spetta alla moglie a seguito del proprio lavoro non può essere considerato un fatto sopravvenuto e imprevedibile. Esso è connesso al rapporto lavorativo e quindi si pone come una conseguenza necessaria, già valutata dal giudice all’atto della quantificazione dell’assegno di mantenimento. Peraltro, a ben vedere, il Tfr non è che una parte dello stipendio già dovuta al dipendente ma che viene solo accantonata dall’azienda in vista della futura cessazione del rapporto, in modo da riconoscere al lavoratore un cuscinetto per quando non avrà più lo stipendio.

Cosa succede invece se si tratta della quota del Tfr dell’ex coniuge, quello cioè che versa il mantenimento, perché andato in pensione?

Leggi sul punto Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato?

La legge [1] stabilisce che il coniuge divorziato ha diritto ad una percentuale pari al 40% dell’indennità Tfr totale percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza, ma solo se:

  • non è passato a nuove nozze;
  • è divenuto titolare dell’assegno divorzile.

Quindi, se l’ex coniuge non è beneficiario dell’assegno di divorzio (oppure lo ha percepito in un’unica soluzione, anziché con cadenza periodica) non avrà diritto a nessuna quota del Tfr maturato dall’altro coniuge.

È da specificare che la percentuale del 40% non è riferita all’intero ammontare di spettanza del Tfr liquidato all’ex coniuge, ma è parametrata ai soli anni in cui il rapporto di lavoro svolto è coinciso con il matrimonio. 

Ebbene, secondo la Cassazione, la percezione della quota del Tfr del marito da parte dell’ex moglie non fa venir meno il diritto all’assegno di divorzio. Ciò perché, si legge nelle brevi motivazioni rassegnate dalla Suprema Corte, condizione per il riconoscimento della quota del trattamento di fine rapporto spettante, ai sensi dell’art. 12-bis della legge n. 898 del 1970, all’ex coniuge è che quest’ultimo sia già titolare di assegno divorzile o abbia presentato la relativa domanda al momento in cui l’altro ex coniuge abbia maturato il diritto alla corresponsione del trattamento.

Tra il diritto all’assegno divorzile ed il riconoscimento della quota del Tfr esiste pertanto un rapporto di univoca operatività sicché dato il primo ad esso consegue il secondo là dove, invece, al riconoscimento del secondo non segue la revoca del primo se non a pena di una disapplicazione dell’art. 12-bis I. cit., che del beneficio fissa presupposti e legittimazione.


note

[1] Cass. ord. n. 7733 del 9.03.2022.


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