Riforma catasto: ecco perché pagheremo più tasse

10 Marzo 2022 | Autore:
Riforma catasto: ecco perché pagheremo più tasse

Draghi promette di non aggiungere «fino al 2026» un peso fiscale con la revisione del valore catastale degli immobili. Ma i numeri direbbero il contrario.

Mario Draghi lo dice, lo ripete e lo ribadisce ancora: l’intervento della legge delega che contiene la riforma del catasto «non porta alcun incremento dell’imposizione fiscale sugli immobili regolarmente accatastati. Nessuno pagherà più tasse per questo». Ma in molti temono che i numeri (e, soprattutto, i portafogli dei contribuenti proprietari di un immobile) smentiranno le rassicurazioni del presidente del Consiglio, che non si arrende all’idea di rinunciare a una riforma sopravvissuta alla commissione Finanze della Camera per un solo voto. E già questo la dice lunga su quanti, all’interno della maggioranza, credano alle parole di Draghi.

Ma quali sono gli argomenti dei più pessimisti? Perché pagheremo più tasse con la riforma del catasto?

La legge delega prevede di mappare entro il 2026 gli immobili esistenti adeguando le rendite catastali. Secondo il premier, un’operazione di trasparenza: ad oggi – sostiene Draghi – il catasto contiene dei dati fasulli. I tributi che hanno riguardato e che riguardano ancora la casa (Ici, Imu, Tasi, ecc.) si basano su valori che, secondo l’ex banchiere, «non hanno senso» perché risalgono al 1989, cioè a 33 anni fa. In altre parole: per Draghi è assurdo applicare dei coefficienti fissi su valori non reali. Inoltre, la riforma punta anche a far emergere gli «immobili fantasma» sparsi per tutto il Paese e quelli accatastati in modo irregolare. Ecco che cosa intende il premier per «trasparenza».

Come si tradurrà nella pratica tutta questa teoria? La riforma prevede che entro la fine del 2025 si attribuisca ad ogni immobile un valore di vendita e uno di locazione. Non ci sarà più il valore catastale come unità di misura: al suo posto, verrà tenuto in considerazione il valore di riferimento a metro quadro. In sostanza, ci sarà un adeguamento delle rendite catastali secondo i valori di mercato.

Per fare qualche esempio, e secondo una stima realizzata dal Corriere della Sera incrociando i valori medi catastali con quelli di mercato che risultano all’Agenzia delle Entrate, a Milano il più recente prezzo medio è di 3.918 euro al metro. Ai fini Imu (estimo catastale moltiplicato per 168) l’imponibile è di 1.429 euro al metro quadrato. Risulta, dunque, una differenza del 174% che ad aliquota costante porterebbe l’imposta per una seconda casa di 80 metri quadrati a costare dagli attuali 1.303 euro a 3.573 euro. Con la stessa logica di calcolo, a Roma si passerebbe da 1.581 a 2.474 euro con un incremento del 56%. La variazione più alta si registrerebbe a Bolzano (+284%) e quella più bassa a L’Aquila (+27%).

Ecco, dunque, perché pagheremo più tasse, anche se secondo Draghi nulla cambierà «almeno fino al 2026»: l’imposizione fiscale verrà fatta non sul valore dell’immobile che risulta ad un catasto aggiornato al 1989 ma su quello attuale di mercato, che per alcuni sarà decisamente più alto (c’è chi arriverebbe a pagare fino a dieci volte in più quello che oggi versa di tasse sull’immobile). Va da sé che partendo da una base di calcolo più elevata si arriva ad una tassazione più elevata. È la cosiddetta «patrimoniale nascosta», come viene chiamata dall’opposizione.

Niente affatto, secondo i sostenitori della riforma. E il perché, lo illustra questo esempio. Un contribuente ha una seconda casa che sia al catasto sia sul mercato ha un valore di 150.000 euro. Con l’aliquota del 10 per mille, pagherebbe di Imu 1.500 euro, cioè 1%. Ora immaginiamo che la casa acquisti un valore di mercato superiore perché la zona in cui si trova si è rivalutata nel tempo o perché è stata ristrutturata grazie a bonus e superbonus. Al catasto resterebbe il valore di 150.000 euro mentre sul mercato lo si può collocare a 300.000 euro. Non essendo variato il valore catastale, l’Imu da pagare sarebbe sempre lo stesso: 1.500 euro, cioè lo 0,5%. Il peso fiscale rispetto al reale valore di mercato, dunque, scenderebbe notevolmente. Risultato: chi ha una casa che ha un valore di mercato e catastale simile paga proporzionalmente di più rispetto a chi ha una casa che costa tanto sul mercato ma conserva un valore basso al catasto. Ed è quello che si vuole evitare.

Contraria alla riforma Assoedilizia: secondo il presidente Achille Colombo Clerici, «si vuole dare una picconata all’attuale assetto socio-economico» sostituendo «gli attuali criteri di determinazione delle basi imponibili, di natura reddituale, con quelli nuovi di natura patrimoniale: che ha effetti potenzialmente espropriativi. Quanto poi all’articolo 53 della Costituzione italiana, che parla della capacità contributiva, come la mettiamo?».

Si allinea a questo pensiero il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa: «Il presidente del Consiglio ha di fatto ammesso la finalità fiscale, finora negata, della riforma del catasto. Evidentemente, 22 miliardi di euro l’anno di patrimoniale sugli immobili non bastano ancora. Si puntava al catasto patrimoniale per preparare il bancomat pronto all’uso – conclude Spaziani Testa – e così è stato».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube