Diritto e Fisco | Articoli

Vale più la parola di chi accusa o di chi si difende?

10 Marzo 2022
Vale più la parola di chi accusa o di chi si difende?

Valore delle testimonianze dell’attore e del convenuto nel processo civile o della vittima e del reo nel processo penale. 

«È la mia parola contro la tua», si dice comunemente quando, nel voler contrastare le accuse di un avversario, si intende insinuare che due dichiarazioni opposte si elidono a vicenda. Del resto, se è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, anche le loro affermazioni dovrebbero avere lo stesso peso. Ma se così fosse, basterebbe negare, negare fino alla morte, e quindi dire l’esatto opposto del proprio rivale, per passarla liscia. È chiaramente un controsenso, una negazione di qualsiasi Stato di diritto.

Dunque, nel processo, vigono altre regole. Di qui la domanda: chi conta di più? Vale più la parola di chi accusa o di chi si difende? In un eventuale processo, se le tesi delle due parti non dovessero essere supportate da valide prove, quale di queste prevarrebbe? 

Di certo, a differenza di quanto avviene nel calcio, nel processo non esiste la X del pareggio. Qui c’è sempre un vincitore ed uno sconfitto. Certo, ci potrà anche essere un parziale accoglimento di entrambe le domande, come nel caso di chi, ad esempio, pretende un risarcimento sostanzioso mentre il giudice, ritenendo valide le contestazioni della difesa, lo riduca drasticamente. Ma è anche vero che, in linea di massima, il magistrato deve sempre pervenire a una decisione che ponga fine alla lite civile (ossia che prenda una posizione in merito alla domanda dell’attore) o che, nel penale, stabilisca se l’imputato è colpevole o innocente. Insomma, un processo non si può chiudere senza una decisione. Il che implica che ci sarà sempre una parte più “vittoriosa” dell’altra. 

Detto ciò, il secondo gradino da affrontare è quello delle prove. Intanto si può sperare di vincere un processo in quanto si possa dimostrare il proprio diritto. E se nel processo penale la prova spetta sempre all’accusa, nel civile invece è chi inizia la causa a dover dimostrare le proprie ragioni, mentre chi si difende può limitarsi a contrastarle. 

Poniamoci allora nel classico caso in cui una persona dica “bianco” e l’altra dica “nero”. Qui le affermazioni si contrastano a vicenda. In assenza di altre prove, chi vincerà la causa atteso che, come detto, non può mai esserci un pareggio? Vale più la parola di chi accusa o di chi si difende? La soluzione è diversa a seconda che si tratti di un processo civile o di uno penale. Ecco cosa dice la legge a riguardo.

Processo civile: vale più la parola di chi accusa o di chi si difende?

Nel processo civile, le dichiarazioni di entrambe le parti in causa non hanno valore. Né l’attore – ossia chi agisce – né il convenuto – ossia chi si difende – può testimoniare a proprio favore. Il giudice può interrogare le parti informalmente nel corso della prima udienza, non già per trarne elementi di prova ma per chiarire le rispettive posizioni e farsi un’idea più definita della controversia.

La dichiarazione della parte ha valore di prova solo laddove le si chieda di giurare davanti al giudice o qualora questa confessi spontaneamente. Ma si tratta di ipotesi scolastiche. Chi mai, dopo aver imbracciato il fucile e dichiarato guerra, si consegna spontaneamente al nemico?

Pertanto, se è vero che, nel processo civile, le dichiarazioni di chi agisce non hanno valore (così come quelle della controparte) in assenza di valide prove da questi fornite, il giudice dovrà rigettare la domanda dell’attore. Con la conseguenza che a vincere la causa sarà il convenuto, colui cioè che è stato trascinato in tribunale. Tant’è vero che la sentenza condannerà l’attore – in quanto soccombente – a pagare le spese processuali all’avversario per averlo costretto a difendersi in un giudizio infondato. 

Questo non vuol dire che la parola del convenuto valga di più: ma se è vero che l’onere della prova spetta a chi agisce, se questi non adempie a tale onere la sua domanda sarà rigettata e, di fatto, il convenuto eviterà qualsiasi condanna.

Facciamo l’esempio di una richiesta di pagamento: se l’attore non riesce a dimostrare di aver svolto una prestazione a favore del convenuto, sarà quest’ultimo a vincere il giudizio. 

Processo penale: vale più la parola di chi accusa o di chi si difende?

Nel penale le cose vanno diversamente. Qui le dichiarazioni della vittima assumono valore testimoniale: sono cioè una prova. 

Facciamo l’esempio della vittima di una violenza sessuale. Basterà che questa dichiari di essere stata aggredita per poter condurre il giudice a condannare l’imputato. Anche in assenza di altre prove. 

Può sembrare un’ingiustizia, ma se così non fosse non si potrebbero punire numerosi reati che si consumano “a tu per tu”, in assenza di testimoni, come appunto la violenza sessuale, il racket, la minaccia, la concussione e così via. 

Quindi, nel processo penale vale più la parola di chi accusa che quella di chi si difende.

È naturale che il giudice dovrà prima valutare l’attendibilità delle dichiarazioni della vittima: dovrà cioè accertare che le sue parole non siano contraddette da elementi esterni. Chi assume di essere stata violentata, ma non riporta segni di violenza e allo stesso tempo chi era nei locali adiacenti non ha sentito alcun grido, potrebbe essere ritenuta non attendibile. 

È però vero che questa situazione ha dato luogo a numerosi abusi e ricatti: la possibilità di essere condannati solo sulla base delle dichiarazioni della parte offesa ha posto molte persone nell’incapacità di difendersi. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube