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Causa per incidente stradale: l’assicurazione paga le spese legali?

10 Marzo 2022
Causa per incidente stradale: l’assicurazione paga le spese legali?

Condanna alle spese processuali: è coperta dalla polizza Rc-auto? Chi paga l’avvocato?

Nell’ipotesi in cui una persona, danneggiata da un incidente stradale, dovesse essere costretta a rivolgersi al giudice, in caso di vittoria o di sconfitta chi paga il suo avvocato? In altre parole, in presenza di una causa per incidente stradale, l’assicurazione paga le spese legali? La questione merita un approfondimento attesi i numerosi equivoci che si pongono sul punto, specie per chi usufruisce del gratuito patrocinio. Ecco allora alcuni importanti chiarimenti.

Richiesta di risarcimento per incidente: chi paga l’avvocato?

Il più delle volte, le pratiche di risarcimento a seguito di incidenti stradali si risolvono in accordi stragiudiziali, ossia senza bisogno di rivolgersi al giudice. A tal fine, dopo la denuncia di sinistro, la compagnia avvia l’istruttoria delegando un proprio perito ai fini della valutazione delle responsabilità e dei danni, sia al mezzo che alla persona. All’esito di tale fase, l’assicurazione – se ritiene fondata la richiesta di risarcimento – invia un’offerta al danneggiato. Questi è chiaramente libero di accettarla, chiudendo qui la vertenza, o di rivolgersi al giudice per l’accertamento dell’entità effettiva del danno. 

Il più delle volte, questa fase di trattative viene condotta dall’avvocato del danneggiato il quale, all’esito, viene pagato dalla stessa assicurazione. O meglio, la compagnia, nel formulare l’offerta al proprio cliente, oltre alle spese per la riparazione del mezzo e all’eventuale risarcimento dei danni fisici, aggiunge una percentuale (variabile dal 10 al 20%) per le spese legali da questi sostenute. Di fatto, quindi, l’onorario dell’avvocato è coperto dall’assicurazione. Nulla esclude però che il legale possa, negli accordi stretti in precedenza con il proprio assistito, pretendere una somma maggiore.

Causa per incidente stradale: chi paga l’avvocato?

Le cose vanno diversamente se tra l’assicurazione e il danneggiato non si raggiunge un accordo. Quest’ultimo sarà costretto ad adire le vie giudiziali. A questo punto le ipotesi che si possono verificare sono due.

Se il danneggiato vince la causa, il giudice condanna la parte soccombente, ossia l’assicurazione, a pagare le spese processuali anticipate dall’attore. Il che significa che l’assicurato, oltre al risarcimento dovuto per i danni conseguenti al sinistro, si vedrà pagare anche i costi sostenuti per la causa, quali ad esempio il contributo unificato, le notifiche, la perizia del consulente tecnico d’ufficio (Ctu), le spese di registrazione della sentenza (se non effettuata dall’assicurazione) e, non in ultimo, la parcella del proprio avvocato. Parcella però che verrà determinata dal giudice secondo dei parametri prestabiliti da un decreto ministeriale del 2014. Nulla toglie che l’avvocato possa chiedere una somma maggiore al proprio cliente, il che dovrà però essere messo per iscritto al momento del conferimento del mandato. In tal caso, spetterà all’assistito versare il residuo. 

Viceversa, se il danneggiato perde la causa, non sarà certo l’assicurazione a pagargli le spese legali ma avverrà piuttosto il contrario: il giudice, verosimilmente, condannerà l’automobilista a rimborsare le spese legali all’assicurazione. Restano salvi alcuni casi eccezionali, in cui è possibile la compensazione delle spese legali (quando la domanda dell’attore viene accolta solo in parte o quando vi è un contrasto in giurisprudenza o per altre valide e motivate ragioni).

Il fatto di aver avuto accesso al gratuito patrocinio non toglie che il soccombente debba pagare di tasca propria le spese legali all’avversario. Il gratuito patrocinio infatti non copre la condanna alle spese processuali: e ciò al fine di evitare che, sotto lo schermo della copertura economica statale, si possano intentare cause infondate. 

Costituzione in giudizio per difendersi: l’assicurazione paga le spese legali?

Ultima ipotesi da prendere in considerazione è quella dell’automobilista che, citato in causa dalla controparte con cui abbia avuto un incidente, decida di costituirsi in giudizio e difendere la propria posizione, indirettamente difendendo così anche la propria assicurazione.

In tali casi, secondo la Cassazione, la polizza copre anche le spese legali. Come infatti chiarito dalla Cassazione, nell’assicurazione per la responsabilità civile, la costituzione e difesa dell’assicurato, a seguito dell’instaurazione del giudizio da parte di chi assume di aver subito danni, è svolta anche nell’interesse dell’assicuratore, in quanto finalizzata all’obbiettivo ed imparziale accertamento dell’esistenza dell’obbligo di indennizzo. Ne consegue che, pure nell’ipotesi in cui nessun danno venga riconosciuto al terzo che ha promosso l’azione, l’assicuratore è tenuto a sopportare le spese di lite dell’assicurato.



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