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Risarcimento per precipitazioni atmosferiche e caso fortuito: Cassazione

10 Marzo 2022
Risarcimento per precipitazioni atmosferiche e caso fortuito: Cassazione

Quando bufere, tempeste di neve, vento e forti piogge, superiori alla media stagionale, possono escludere la responsabilità.

Precipitazioni atmosferiche e caso fortuito

Le precipitazioni atmosferiche integrano l’ipotesi di caso fortuito, ai sensi dell’art. 2051 c.c. quando assumono i caratteri dell’imprevedibilità oggettiva e dell’eccezionalità, da accertarsi – sulla base delle prove offerte dalla parte onerata (cioè, il custode) – con indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (i ccdd. dati pluviometrici) di lungo periodo, riferiti al contesto specifico di localizzazione della “res” oggetto di custodia, la quale va considerata nello stato in cui si presenta al momento dell’evento atmosferico, restando, invece, irrilevanti i profili relativi alla diligenza osservata dal custode in ordine alla realizzazione e manutenzione dei sistemi di deflusso delle acque piovane.

(Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, nella valutazione della riconducibilità dell’evento atmosferico all’esimente del caso fortuito, aveva attribuito rilievo alla mancanza di prova riguardo alla diligenza del custode nella manutenzione dei sistemi di deflusso). 

Corte di Cassazione, civ., sez. III, ordinanza del 11 febbraio 2022, n. 4588 

Caso fortuito ex art. 2051 c.c.: configurabilità e condizioni 

Perché le precipitazioni atmosferiche possano integrare l’ipotesi del caso fortuito, assumendo rilievo causale esclusivo, occorre che esse rivestano i caratteri dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità.

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., perché le precipitazioni atmosferiche possano integrare l’ipotesi del caso fortuito, assumendo rilievo causale esclusivo, occorre che esse rivestano i caratteri dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità ed il conseguente accertamento, in particolare quello della ricorrenza di un “forte temporale”, di un “nubifragio” o di una “calamità naturale”, presuppone un giudizio da formulare – in relazione alla peculiarità del fenomeno – non sulla base di nozioni di comune esperienza, ma con un’indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (i cosiddetti dati pluviometrici) riferiti al contesto specifico di localizzazione della “res” oggetto di custodia. 

Corte di Cassazione, civ., sez. III, sentenza del 22 novembre 2019, n. 30521 

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., la riconducibilità degli eventi atmosferici alla nozione di “caso fortuito” è condizionata alla presenza dei requisiti dell’eccezionalità e dell’imprevedibilità, i quali non possono ritenersi provati per il solo fatto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza, ai sensi dell’art. 5 della l. n. 225 del 1992, poiché le leggi sulla protezione civile (prima la l. n. 996 del 1970 e poi la l. n. 225 del 1992), nel definire la tipologia degli eventi suscettibili di intervento, fanno riferimento al danno (o al pericolo di danno) ed alla straordinarietà dei mezzi destinati a farvi fronte ma non alle caratteristiche intrinseche degli eventi che di quel danno siano causa o concausa; sicché, la “calamità naturale“, che determina lo stato d’emergenza, non costituisce di per sé un evento eccezionale e imprevedibile, pur potendo essere determinata anche da eventi di tal natura, le cui caratteristiche devono essere accertate sulla base di elementi di prova concreti e specifici.

(In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie di danni riportati da un’imbarcazione ormeggiata in un porto turistico, ha cassato con rinvio la sentenza con la quale, nel ritenere sussistente il caso fortuito, era stata attribuita efficacia dirimente all’adozione di un decreto emergenziale, che aveva interessato un amplissimo territorio, senza verificare l’incidenza, nel luogo del sinistro, dell’evento atmosferico verificatosi).

Cassazione civile sez. III, 31/05/2019, n.14861

Responsabilità per cose in custodia: danni da allagamento ad immobili 

Le precipitazioni atmosferiche integrano l’ipotesi di caso fortuito, ai sensi dell’art. 2051 c.c., allorquando assumano i caratteri dell’imprevedibilità oggettiva e dell’eccezionalità, da accertarsi con indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (i cd. dati pluviometrici) riferiti al contesto specifico di localizzazione della “res” oggetto di custodia, la quale va considerata nello stato in cui si presenta al momento dell’evento atmosferico. 

La riconducibilità di eventi naturali e, segnatamente, di precipitazioni atmosferiche – dotati di intensità tale da costituire la causa da sola sufficiente a determinare l’evento dannoso – all’ipotesi di caso fortuito, di cui alla fattispecie legale disciplinata all’art. 2051 c.c., è condizionata al possesso da parte di tali fenomeni dei caratteri dell’eccezionalità e dell’imprevedibilità, essendo l’inevitabilità, invece, un carattere intrinseco all’essenza dell’evento atmosferico; tuttavia, giacché, relativamente ad un fenomeno naturale, l’eccezionalità, intesa come ricorrenza saltuaria, non è di per sé sola sufficiente a configurare l’esimente del caso fortuito, a tal fine occorrerà verificare la sussistenza dei caratteri dell’eccezionalità oggettiva e dell’imprevedibilità oggettiva, da accertarsi con indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (c.d. dati pluviometrici) riferiti al contesto specifico di localizzazione della res oggetto di custodia, la quale dovrà essere considerata nello stato in cui si presenta al momento dell’evento atmosferico.

Corte di Cassazione, civ., sez. III, ordinanza del 01 febbraio 2018, n. 2482 

Esclusa la responsabilità del custode delle strade adiacenti all’immobile danneggiato dall’eccezionale pioggia se ha diligentemente tenuto i sistemi di deflusso

In tema di responsabilità civile per danni ad immobili causati dall’invasione di acque piovane a seguito di allagamento della zona circostante, l’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito, idoneo ad escludere la responsabilità del custode delle strade adiacenti, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, sicché il custode è tenuto a dimostrare, per superare la presunzione di colpa a proprio carico, di aver mantenuto la condotta diligente dovuta nel caso concreto, con particolare riferimento alla scrupolosa manutenzione e pulizia dei sistemi di deflusso delle acque meteoriche.

Cassazione civile sez. VI, 28/07/2017, n.18856

Il temporale eccezionale costituisce caso fortuito che esclude la responsabilità del condominio per l’allagamento delle cantine

L’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito, idoneo ad escludere la responsabilità per il danno verificatosi, quando risulti che costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento (nella specie, relativa all’allagamento di una cantina, la Corte ha sottolineato che deve ritenersi irrilevante il malfunzionamento dell’impianto fognario condominiale se lo stesso non ha avuto efficacia causale per il verificarsi dell’evento per la precipitazione eccezionale.

Cassazione civile sez. VI, 15/09/2017, n.21531

Temporale estivo: il Comune risponde degli allagamenti

L’eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito o forza maggiore idonei ad escludere la responsabilità del custode per il danno verificatosi solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, nonostante la più scrupolosa manutenzione e pulizia da parte del medesimo dei sistemi di smaltimento delle acque piovane.

In tema di responsabilità civile per danni ad immobili causati dall’invasione di acque piovane a seguito di allagamento della zona circostante, l’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito, idoneo ad escludere la responsabilità del custode delle strade adiacenti, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, sicché il custode è tenuto a dimostrare, per superare la presunzione di colpa a proprio carico, di aver mantenuto la condotta diligente dovuta nel caso concreto, con particolare riferimento alla scrupolosa manutenzione e pulizia dei sistemi di deflusso delle acque meteoriche.

Cassazione civile sez. VI, 28/07/2017, n.18856

L’eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito o forza maggiore idonei ad escludere la responsabilità del custode per il danno verificatosi solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, nonostante la più scrupolosa manutenzione e pulizia da parte del medesimo dei sistemi di smaltimento delle acque piovane.

Cassazione civile sez. VI, 05/04/2017, n.8856

Danni da precipitazioni atmosferiche: non è esclusa la responsabilità del custode se il danno deriva dall’insufficienza delle misure adottate per evitarlo

In relazione ai danni cagionati da precipitazioni atmosferiche, si deve escludere l’ipotesi del caso fortuito o della forza maggiore, invocabile dal custode a esonero della propria responsabilità in presenza di fenomeni metereologici anche di particolare forza e intensità, protrattisi per tempo molto lungo e con modalità tali da uscire fuori dai canoni normali, allorquando il danno trovi origine nell’insufficienza delle adottate misure volte a evitarne l’accadimento. L’eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono, invece, configurare caso fortuito o forza maggiore, idonei a escludere la responsabilità del custode per il danno verificatosi solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento.

Cassazione civile sez. III, 27/06/2016, n.13222

L’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito o forza maggiore, idonei ad escludere la responsabilità per il danno verificatosi, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che una pioggia di eccezionale intensità non potesse integrare il caso fortuito in relazione allo smottamento di un fondo, in quanto nella produzione di tale evento avevano concorso fattori causali preesistenti, quali l’assenza di canali di scolo e una profonda aratura alla quale esso era stato, poco prima, sottoposto).

Cassazione civile sez. III, 24/09/2015, n.18877

In tema di responsabilità civile, l’esimente del caso fortuito e quella della forza maggiore (invocabili in presenza di circostanze tali da escludere, rispettivamente, la colpa dell’agente o il nesso causale tra la sua condotta e l’evento dannoso) non possono essere invocate dal proprietario di una strada in relazione ai danni cagionati da precipitazioni atmosferiche pur di particolare forza ed intensità, protrattasi per un tempo molto lungo e con modalità tali da uscire fuori dai normali canoni della metereologia, allorché sia stata accertato che gli stessi trovano origine nell’insufficienza del sistema di deflusso delle acque meteoriche, realizzato a seguito di lavori di ammodernamento della strada in questione.

Cassazione civile sez. III, 17/12/2014, n.26545



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