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Curatore speciale al figlio minore: quando serve?

11 Marzo 2022 | Autore:
Curatore speciale al figlio minore: quando serve?

Quando il giudice deve nominare per bambini e ragazzi una persona diversa dai genitori come rappresentante dei loro interessi nella causa da svolgere.

Molte coppie che vivono una situazione conflittuale e si trovano su posizioni contrapposte per le decisioni che riguardano i loro figli si chiedono quando serve un curatore speciale al figlio minore.

L’esigenza di nominare una persona terza, a tutela degli interessi del bambino o del ragazzo, sorge quando c’è un conflitto tra i genitori. Questa situazione può derivare dai più vari motivi di contrasto familiare (tradimenti, litigi, separazioni, ecc.) o anche da esigenze di carattere patrimoniale, come quando uno dei due genitori vuole fare al figlio una donazione consistente e l’altro genitore si oppone. In tutti questi casi, i genitori non possono individuare e decidere “cosa è bene” per il loro figlio, proprio perché si trovano su barricate opposte e c’è il rischio che perdano di vista gli interessi del bambino per perseguire i propri scopi egoistici.

I giudici sono molto attenti a queste situazioni, perché considerano l’interesse del minore prioritario e ineludibile: ad esempio, una recente ordinanza della Corte di Cassazione [1] ha disposto la nomina di un curatore speciale ad un minore perché i suoi genitori si erano conosciuti su Internet per avere figli, ma poi si erano disinteressati del bambino, che era stato affidato ai servizi sociali.

In effetti, per capire quando serve un curatore speciale al figlio minore bisogna partire proprio da qui, esaminando le ipotesi di sospensione o decadenza dalla responsabilità genitoriale. Questi delicati procedimenti richiedono necessariamente la nomina di un curatore speciale, per rappresentare il figlio nel giudizio: lo afferma la giurisprudenza con orientamento costante [2]. Ma in alcuni casi occorre nominare un curatore anche per i figli minori di coppie che si stanno separando o vogliono divorziare.

Il curatore speciale non è, invece, necessario se il minore è già rappresentato in giudizio da un tutore. La differenza tra tutore e curatore sta nel fatto che quest’ultimo rappresenta il minore solo processualmente, non da un punto di vista sostanziale: quindi non ne amministra il patrimonio complessivo e non risponde neppure dei danni che il minore potrebbe provocare a terzi.

Curatore speciale nei processi civili: quando è necessario?

L’art. 78 del Codice di procedura civile dispone che il giudice procede alla nomina di un curatore speciale al minore rappresentato o coinvolto nella causa «quando vi è conflitto di interessi col rappresentante», cioè con chi esercita nei suoi confronti la responsabilità genitoriale (di solito il padre e la madre, congiuntamente).

In particolare, la nomina del curatore speciale del minore deve avvenire anche d’ufficio – cioè senza richiesta di una delle parti in causa – quando:

  • il pubblico ministero ha chiesto la decadenza dalla responsabilità genitoriale di entrambi i genitori;
  • un genitore ha chiesto la decadenza dalla responsabilità genitoriale dell’altro;
  • nei casi in cui la pubblica autorità riscontra una situazione di abbandono del minore o di grave pericolo per la sua incolumità psico-fisica e lo colloca in luogo protetto, ai sensi dell’art. 403 Cod. civ; nel processo per stabilire le misure di protezione il minore deve essere rappresentato da un curatore speciale;
  • la causa riguarda un’azione relativa allo stato civile del minore (disconoscimento della paternità, riconoscimento di figlio, autorizzazione a contrarre matrimonio);
  • in caso di affidamento extrafamiliare e collocamento preadottivo [3];
  • se nel corso della causa emerge una qualsiasi «situazione di pregiudizio per il minore tale da precluderne l’adeguata rappresentanza processuale da parte di entrambi i genitori»: così il curatore del minore può essere nominato anche nei procedimenti di separazione e divorzio dei suoi genitori, se la conflittualità tra loro risulta talmente aspra da pregiudicare la loro capacità di rappresentare gli interessi della prole [4];
  • quando lo richiede il minore stesso, se ha compiuto 14 anni di età;
  • quando i genitori «appaiono per gravi ragioni temporaneamente inadeguati a rappresentare gli interessi del minore» (ad esempio, per grave tossicodipendenza, malattia o infermità mentale).

Curatore speciale del minore: come viene nominato?

Il provvedimento giudiziale di nomina del curatore speciale del minore deve essere «succintamente motivato» e la mancanza di nomina può comportare la nullità degli atti del procedimento. La pronuncia della Corte di Cassazione che ti abbiamo menzionato all’inizio [1], seppur riferita ad un caso del tutto singolare e fuori dal comune, ribadisce il principio della «salvaguardia del superiore interesse del minore», che impone la nomina di un curatore speciale in tutti i casi in cui il giudice «ravvisi in concreto l’esigenza di prevenire condotte foriere di pregiudizio per il minore».

Per diventare curatore speciale di un minore non occorre essere avvocati (tranne che nelle procedure di adottabilità e di responsabilità genitoriale), ma bisogna avere una particolare preparazione professionale, come una laurea in Scienze dell’Educazione, Scienze Pedagogiche, Servizio Sociale e Politiche Sociali, ed anche un’adeguata conoscenza giuridica nelle materie da trattare per tutelare efficacemente gli interessi del minore rappresentato. Molti Consigli dell’Ordine degli Avvocati (Coa) predispongono elenchi degli avvocati iscritti che sono disponibili a ricoprire tale incarico e fissano i requisiti necessari, come la partecipazione ad appositi corsi di formazione.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti leggi:


note

[1] Cass. ord. n. 7734 del 09.03.2022.

[2] Cass. ord. n. 38719/2021.

[3] Art. 2 e ss. L. n. 184/1983.

[4] Cass. n. 12957/2018.


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