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Cosa fare se la casa è pignorata?

11 Marzo 2022
Cosa fare se la casa è pignorata?

Comportamenti del debitore per ottenere la chiusura dell’asta e tornare nella disponibilità materiale e giuridica dell’immobile.

Quali sono i diritti e i doveri di chi ha una casa pignorata? Come si deve comportare? Le regole sull’esecuzione forzata immobiliare stabiliscono che il debitore continua ad essere proprietario del bene fino a quando il giudice non emette il provvedimento di aggiudicazione al miglior offerente. Tuttavia, i suoi poteri sono limitati, non potendo venderlo o dare in affitto. Né può comportarsi in modo tale da turbare le aste o da dissuadere eventuali offerenti.

Qui di seguito spiegheremo cosa fare se la casa è pignorata, cercando di indirizzare il comportamento del titolare nel miglior modo per poter ridurre “i danni” derivanti dalla procedura ed eventualmente sperare di tornare nella piena disponibilità del proprio immobile. Ma procediamo con ordine.

Cosa si può fare e cosa non si può fare se la casa è pignorata?

Se la casa è stata pignorata il titolare può continuare a viverci senza dover pagare alcunché agli organi della procedura esecutiva, neanche a titolo di affitto. Dovrà però andare via – lasciare cioè l’appartamento – nel momento in cui il giudice dovesse emettere il provvedimento di aggiudicazione al miglior offerente all’asta. Se così non dovesse essere, l’offerente potrebbe attivare una procedura di sfratto attraverso l’ufficiale giudiziario e, in caso di mancata collaborazione, con l’intervento della polizia.

Poiché la proprietà non viene meno con il pignoramento, il debitore deve continuare a pagare le spese di condominio e le tasse collegate all’immobile.

Non è possibile però né vendere, né donare, né affittare, né dare in comodato o in usufrutto la casa pignorata. Semmai il contratto di affitto dovesse essere stipulato, il custode giudiziario avrebbe diritto a riscuotere i canoni e a trattenerli per consegnarli al creditore e pagare le spese della procedura.

La turbativa d’asta

Il proprietario della casa non può ostacolare le vendite, magari dissuadendo eventuali offerenti. Se si macchia di un comportamento del genere può essere denunciato per il reato di «turbativa d’asta». In più, perderà il diritto di abitare nell’immobile.

Si può bloccare un pignoramento della casa

Se la casa è pignorata ed è stata messa all’asta, il debitore può chiedere la chiusura della procedura se la base d’asta (cioè il prezzo di partenza della vendita giudiziale) scende così tanto da non consentire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori. Si tratta di una valutazione che fa il magistrato caso per caso, tenendo conto degli interessi del creditore e del debitore.

Non sempre i giudici concedono la liberazione dell’immobile a fronte pure di un enorme ribasso del prezzo di vendita. Di solito, è necessario scendere ad almeno un terzo del valore del bene rispetto alla perizia estimativa eseguita dal consulente tecnico incaricato dal giudice.

Il riacquisto della casa

Il debitore non può partecipare alle aste della propria casa, ma nulla esclude che, al posto suo, possa partecipare il coniuge, i figli o qualche altro familiare che, in tal caso, acquisterebbe in proprio il bene.

L’accordo con il creditore

Finché la procedura è in corso e l’immobile non viene aggiudicato, il debitore può sempre tentare un accordo con il creditore per chiudere la procedura pagando una parte del debito. Si tenga tuttavia conto che tanto più difficile è la vendita dell’immobile tanto più facile sarà trovare un’intesa.

La procedura di sovraindebitamento

È possibile bloccare il pignoramento in corso facendo ricorso alla procedura di sovraindebitamento che consente al debitore di chiedere al giudice una riduzione del debito dietro pagamento di una percentuale o prestazione di garanzie. Leggi Come uscire dai debiti col fisco.



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1 Commento

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