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Cosa deve fare chi trova un testamento?

11 Marzo 2022
Cosa deve fare chi trova un testamento?

Eredità: quali sono le pratiche di successione e cosa bisogna fare quando muore una persona. 

Trovare un testamento e tenerlo per sé o distruggerlo integra un reato. In teoria, chi trova un testamento dovrebbe consegnarlo a un notaio affinché lo renda pubblico, trascrivendolo e comunicandolo agli eredi in esso citati. Ma la mancata consegna al notaio non è sanzionata da alcuna norma. Tant’è che gli eredi, se d’accordo, potrebbero spartire l’eredità autonomamente, senza cioè coinvolgere il notaio. Resta comunque salvo l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

Cerchiamo di comprendere meglio cosa deve fare chi trova un testamento, quali sono i passaggi che deve compiere e quali le pratiche di successione che la legge pone come obbligatorie all’indomani del decesso di una persona.

Cosa fare quando muore una persona?

Se il decesso avviene a casa, i parenti devono contattare il medico di famiglia che, accertata la morte, firma il certificato di morte. Se il medico di famiglia non è reperibile è possibile chiamare qualsiasi altro medico. 

Se il decesso avviene invece in ospedale, è lo stesso personale medico a compilare i relativi documenti. In questo caso, i familiari possono riportare a casa il corpo entro 24 ore, salvo lasciarlo presso le camere ardenti dell’ospedale, se disponibili. 

Dopodiché bisogna chiamare l’agenzia funebre che procederà a tutte le incombenze relative alla tumulazione.

Il decesso va poi comunicato al Comune (presso l’ufficio di Stato civile), portando con sé il certificato di morte.

Se il defunto era titolare di pensione, i familiari dovranno comunicare all’Inps il decesso affinché venga sospeso il pagamento della pensione. In caso di comunicazione fatta in ritardo, tutte le mensilità ricevute andranno restituite. 

La comunicazione del decesso va infine inviata anche alla banca presso cui il defunto aveva un conto, eventuali titoli o cassette di sicurezza. L’Istituto di credito è infatti tenuto a vietare qualsiasi prelievo se prima non viene presentata la dichiarazione di successione, in modo da liquidare a ciascun erede la rispettiva quota del patrimonio depositato presso i propri sportelli. 

Entro un anno dal decesso bisogna poi presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione per via telematica: si tratta di un adempimento di natura fiscale che serve per quantificare e versare l’imposta di successione.

Non c’è obbligo di dichiarazione di successione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

L’ultimo adempimento da compiere quando muore una persona è la scelta tra l’accettazione dell’eredità, la rinuncia o l’accettazione con beneficio di inventario: scelta che deve avvenire entro 10 anni dal decesso. Attenzione però: chi è nel possesso dei beni ereditari – ad esempio perché convivente con il defunto o perché ne aveva la materiale disponibilità – ha tempi più stretti; questi deve, infatti, entro tre mesi dal decesso fare l’inventario dei beni e, nei successivi 40 giorni, comunicare la scelta che intende compiere. 

L’accettazione dell’eredità può avvenire anche con comportamenti taciti e concludenti come, ad esempio, la vendita o la locazione dei beni del defunto, il prelievo dei soldi dal conto, ecc. (leggi Quando c’è accettazione tacita eredità). 

Cosa deve fare chi trova un testamento?

Chi trova un testamento o ne è in possesso perché gli è stato consegnato direttamente dal testatore deve subito consegnarlo a un notaio di propria fiducia non appena venuto a sapere della morte del relativo autore. A imporre tale obbligo è l’articolo 620 del Codice civile. Tuttavia, tale norma non è accompagnata da alcuna sanzione. Per cui, in caso di ritardo, non si può essere puniti né tenuti a risarcire gli altri eredi. Eredi che però, sapendo che uno di loro è in possesso del testamento, possono agire contro di lui con un ricorso in tribunale, affinché il giudice gli assegni un termine per consegnare il testamento al notaio. 

Non è dunque possibile trattenere per sé il testamento e decidere di rinviare la sua consegna al notaio a proprio piacimento.

Se è vero che la consegna tardiva del testamento al notaio non è sanzionata, invece l’occultamento e la distruzione costituiscono un vero e proprio reato. A riguardo, l’articolo 490 del Codice penale punisce tanto la distruzione, quanto la soppressione o l’occultamento di un atto pubblico o di una scrittura privata (quale appunto è il testamento). Stabilisce infine il Codice civile che è escluso dalla successione come indegno chi ha soppresso, celato o alterato il testamento del soggetto deceduto. Il che è proprio il caso di specie. 

Cosa deve fare il notaio con il testamento?

Una volta che il testamento viene consegnato al notaio, questi ne informa tutti gli eredi, ne dà lettura in loro presenza e provvede alla relativa pubblicazione tramite la registrazione (e versamento dell’imposta di registro). 

Se, invece, il testamento è già in possesso del notaio (ciò che avviene nel caso di testamento pubblico, testamento segreto o testamento olografo consegnato fiduciariamente al notaio) è quest’ultimo, non appena avuta notizia della morte del testatore, a convocare gli eredi per la sua pubblicazione. Non spetta però al notaio fare indagini circa l’avvenuto decesso del proprio cliente. Al contrario, sono gli eredi a dovergli comunicare la morte del testatore.

Si può evitare di consegnare il testamento al notaio?

Se c’è l’accordo di tutti gli eredi, questi possono evitare di consegnare il testamento al notaio: la registrazione infatti non è obbligatoria (l’unico obbligo, come visto, è la presentazione della dichiarazione di successione). Quindi gli eredi procederanno, bonariamente, a dividere l’eredità per come ha disposto il testatore, ben potendo – con il consenso di tutti e previa sottoscrizione di un accordo – stabilire anche quote e modalità diverse. 

In teoria, non è necessario procedere alla registrazione del testamento, tramite il notaio, neanche se nell’eredità ci sono degli immobili. Gli eredi possono infatti provvedere da sé alla modifica dell’intestazione tramite una voltura catastale, ossia recandosi al Catasto. Tuttavia, si tratta di una soluzione temporanea. Difatti, nel momento in cui si vorrà vendere o donare l’immobile in questione, sarà comunque necessario trascrivere nei pubblici registri immobiliari il passaggio di proprietà dal defunto all’erede (ciò al fine di garantire la continuità nella catena delle trascrizioni). Quindi, in quel caso, bisognerà comunque procedere tramite un notaio che trascriva prima il passaggio di proprietà dal defunto all’erede e poi dall’erede al cessionario di quest’ultimo. 



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