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Chi può far visita a un detenuto?

4 Agosto 2022 | Autore:
Chi può far visita a un detenuto?

Come ottenere un colloquio in carcere? Chi sono i prossimi congiunti e i conviventi? Quanti colloqui al mese può avere un detenuto?

Chi commette un reato rischia il carcere. Per un incensurato, la prigione può essere un vero e proprio shock, un’esperienza terribile, in cui ci si trova completamente isolati dal mondo, senza conoscenti né parenti, alle prese con privazioni impensabili per chi è abituato a vivere comodamente in casa. Basti pensare che in una cella di pochi metri quadri possono essere detenute anche sei persone. Ad attenuare la solitudine e la sofferenza della pena ci sono le visite a cui praticamente tutti hanno diritto, anche chi si trova in regime di carcere duro. Chi può far visita a un detenuto?

I colloqui in carcere rappresentano un diritto fondamentale per il condannato, un modo per attenuare la pena e “spezzare” l’isolamento forzato causato dalla prigionia. Una recente sentenza della Corte di Cassazione [1] ha chiarito quali sono i soggetti che possono chiedere di accedere ai colloqui con i carcerati, in particolar modo con riferimento alla nozione di “convivente”. Se l’argomento t’interessa e vuoi sapere chi può accedere ai colloqui in carcere, prosegui nella lettura: vedremo insieme chi può fare visita a un detenuto.

Quanti colloqui può avere un detenuto?

Per legge [2], i detenuti possono usufruire di sei colloqui al mese, della durata di un’ora ciascuno, più eventuali altri colloqui che possono essere richiesti in presenza di particolari circostanze familiari (lutto, nascita di un figlio, ecc.).

I detenuti per reati particolarmente gravi (ad esempio, delitti commessi con finalità di terrorismo, associazione per delinquere di stampo mafioso, ma anche crimini come violenza sessuale di gruppo e peculato) hanno diritto a soli quattro colloqui al mese.

I detenuti in regime di carcere duro (cosiddetto 41-bis) hanno diritto a un solo colloquio al mese della durata di un’ora.

Colloqui in carcere: come si ottengono?

Per far visita a un detenuto non ci si può presentare in carcere, citofonare e chiedere di vedere il condannato. Per legge, i colloqui vanno programmati e, soprattutto, autorizzati.

In particolare, la richiesta di far visita a un detenuto deve essere presentata:

  • all’ufficio colloqui presso la Procura della Repubblica, se il processo non è ancora iniziato e, quindi, l’indagato è detenuto in attesa di giudizio;
  • alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari (Gip). se c’è stata richiesta di rinvio a giudizio;
  • alla cancelleria del giudice che ha in carico il procedimento, se questo è in fase dibattimentale, cioè se il detenuto è ancora imputato;
  • alla direzione del carcere, quando è stata emessa sentenza di condanna [3].

Chi può fare visita a un detenuto?

Quali sono le persone che possono ottenere un colloquio con un detenuto? Secondo la legge, i reclusi sono ammessi ad avere colloqui con i congiunti, per tali dovendosi intendere:

  • gli ascendenti (genitori e nonni, in pratica);
  • i discendenti (figli e nipoti);
  • il coniuge;
  • la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • il convivente, indipendentemente dal sesso;
  • i fratelli e le sorelle;
  • cognati e suoceri;
  • nuore e generi;
  • gli zii e i nipoti [4].

È possibile altresì autorizzare i colloqui con persone diverse dai congiunti e dai conviventi, se ricorrono ragionevoli motivi (ad esempio, la grave malattia di un lontano parente che desidera rivedere per l’ultima volta il recluso).

Salvo eccezioni, a ogni colloquio possono essere presenti, contemporaneamente, al massimo tre persone.

Convivente: quando può fare visita al detenuto?

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura, per “convivente” deve intendersi la sola persona con la quale il recluso ha intrattenuto, prima della detenzione, un rapporto diretto di comunanza di vita e non anche i soggetti conviventi con altri membri del suo nucleo familiare.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto illegittima la richiesta di colloquio fatta dalla convivente del figlio, in quanto la convivenza va riferita al recluso e non ai suoi parenti. In pratica, la convivente del figlio non può essere equiparata alla nuora.

Colloqui con detenuto: dove si fanno?

I colloqui con i detenuti si svolgono nel penitenziario, all’interno di appositi locali, sotto il controllo a vista e non auditivo del personale di custodia.

In pratica, il recluso ha diritto alla privacy e, quindi, a parlare liberamente con il proprio congiunto. I colloqui possono svolgersi anche all’aperto, se l’istituto ha spazi adibiti a ciò.

Per i detenuti malati, i colloqui possono avere luogo nell’infermeria.

Diversi ancora sono i locali adibiti all’incontro con il proprio difensore di fiducia.

Come detto, i locali destinati agli incontri con i familiari favoriscono, ove possibile, una dimensione riservata del colloquio e sono collocati preferibilmente in prossimità dell’ingresso dell’istituto, in modo tale che i visitatori non debbano attraversare il penitenziario.

Le persone ammesse al colloquio sono identificate e, inoltre, sottoposte a controllo, con le modalità previste dal regolamento interno dell’istituto, al fine di garantire che non siano introdotti nell’istituto strumenti pericolosi o altri oggetti non ammessi.

Nel corso del colloquio deve essere mantenuto un comportamento corretto e tale da non recare disturbo ad altri. Il personale preposto al controllo sospende dal colloquio le persone che tengono comportamento scorretto o molesto, riferendone al direttore, il quale decide sulla esclusione.


note

[1] Cass., sent. n. 4641 del 10 febbraio 2022.

[2] Art. 18, l. n. 354 del 26 luglio 1975.

[3] Art. 37, d.P.R. n. 230/2000.

[4] Art. 307 cod. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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