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Cos’è l’affinità

11 Marzo 2022
Cos’è l’affinità

Affini: gradi, diritti e doveri. Quando cessa l’affinità e quali sono i divieti di matrimonio. 

Si sente spesso parlare di familiari e parenti. Ma, nel gergo di tutti i giorni, non si usa quasi mai la parola «affine». Così, chi è poco esperto di pratiche legali, si chiederà pertanto cos’è l’affinità e quali sono i rapporti di affinità. Volendo dare una risposta rapida e veloce si potrebbe dire che gli affini sono i parenti acquisiti, quelli cioè del proprio coniuge. Pertanto, ha affini solo la persona sposata e non il single. 

Qui di seguito approfondiremo il discorso e spiegheremo cosa vuol dire affinità, come si calcolano i relativi gradi e quali sono le conseguenze che essa comporta. Ma procediamo con ordine.

Cos’è l’affinità?

L’affinità si può definire come il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. Ad esempio, il suocero, il genero e la cognata (ossia la sorella del proprio marito) sono, per legge, affini. 

Dunque, se la parentela riguarda i rapporti con le persone della propria famiglia, l’affinità riguarda i rapporti con la famiglia della moglie o del marito.

Quali sono le linee e i gradi dell’affinità?

I gradi di affinità corrispondono esattamente ai gradi di parentela: si calcolano cioè allo stesso modo. Ad esempio, la moglie sarà affine dei parenti del marito nel medesimo grado in cui il marito è parente degli stessi. Pertanto, se un uomo ha un figlio da un precedente matrimonio e poi si risposa, il figlio è parente di primo grado con il proprio padre ed affine di primo grado con la seconda moglie del proprio padre. Se una donna è parente di secondo grado con la propria sorella, il marito di tale donna è affine di secondo grado con quest’ultima (che per lui è cognata). La suocera è affine di primo grado atteso che tra quest’ultima e la propria moglie c’è una parentela di primo grado. E così via. In pratica, i parenti di primo grado di una persona sono affini di primo grado per il proprio coniuge; i parenti di secondo grado sono affini di secondo grado per il coniuge, ecc.

Quando cessa l’affinità?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il rapporto di affinità fra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge non cessa se la coppia si separa o divorzia. Non cessa neanche alla morte del proprio coniuge, di colui cioè da cui deriva il rapporto di affinità. L’affinità viene meno solo se il matrimonio viene dichiarato nullo ma rimane l’impedimento al matrimonio per gli affini in linea retta (di cui parleremo a breve). Detto impedimento sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunciata la cessazione degli effetti civili.

Divieto di matrimonio con affini

Una persona non può sposarsi con gli affini in linea retta, ossia con i figli, i nipoti o i genitori del proprio ex coniuge. Come anticipato sopra, tale divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunciata la cessazione degli effetti civili. 

Il divieto sussiste altresì per gli affini in linea collaterale in secondo grado, ossia i fratelli e le sorelle del coniuge. Tuttavia, il tribunale su ricorso degli interessati può autorizzare tale matrimonio. L’autorizzazione può essere accordata anche per gli affini in linea retta quando l’affinità deriva da un matrimonio dichiarato nullo. 

Il decreto è notificato agli interessati e al pubblico ministero e acquista efficacia quando è decorso il termine di 10 giorni senza che sia stato proposto reclamo. Contro il decreto può essere proposto reclamo, con ricorso alla corte d’appello, nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione. La corte d’appello decide con ordinanza non impugnabile, emessa in camera di consiglio. Se la dispensa non è chiesta o viene negata, il matrimonio contratto è annullabile.

Alimenti

Quando una persona si trova in condizioni di grave difficoltà economica e fisica, tanto da non poter badare a se stessa e di essere nell’impossibilità di lavorare, i parenti sono tenuti a versare gli alimenti, ciascuno in proporzione alle proprie capacità. Gli alimenti sono i sostegni economici necessari a vivere. Il primo ad essere tenuto agli alimenti è il coniuge; seguono poi i figli e i genitori. Subito dopo seguono gli affini. In particolare, sono tenuti all’obbligo di prestare gli alimenti i generi e le nuore, il suocero e la suocera. Tale obbligazione alimentare tra gli affini cessa quando:

  • la persona che ha diritto agli alimenti è passata a nuove nozze;
  • il coniuge da cui deriva l’affinità, e i figli nati dalla sua unione con l’altro coniuge e i loro discendenti sono morti.

La pronuncia di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili fa cessare l’obbligo di versare gli alimenti tra gli affini solo ove l’avente diritto passi a nuove nozze e se non siano vivi i figli nati dal matrimonio o loro discendenti.

Affini e successione

Quali diritti hanno gli affini in caso di successione? Nessuno. Tra gli affini non esistono infatti diritti ereditari.



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