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Quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati?

13 Marzo 2022
Quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati?

Limite di contanti che si possono prelevare allo sportello: problemi con il fisco, l’Agenzia delle Entrate e la Procura della Repubblica. Controlli e segnalazioni. 

Si può essere segnalati al fisco per un prelievo in banca di grosse dimensioni? La risposta corretta è no (anche se spesso si sostiene il contrario): il fisco non controlla i prelievi, ma solo i versamenti e i bonifici in entrata. E peraltro non ha alcuna necessità di segnalazioni, potendo vedere le operazioni bancarie da sé, tramite l’anagrafe dei rapporti finanziari (un database informatico a cui ha accesso solo l’Agenzia delle Entrate). Ma allora perché tutti si chiedono: quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati? La ragione è semplice: perché la segnalazione è comunque possibile, ma il destinatario di questa non è l’ufficio delle imposte ma un altro organo pubblico. E lo scopo non è punire l’evasione fiscale, ma prevenire alcuni reati particolarmente gravi. 

Detto ciò, per capire quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati bisogna fare una breve introduzione proprio con riferimento ai poteri del fisco, al preciso scopo di non cadere in equivoci.

Prelievi e versamenti: cosa controlla il fisco?

Il fisco si disinteressa completamente dei prelievi dal conto fatti dai contribuenti persone fisiche, indipendentemente dal lavoro che svolgono (siano cioè lavoratori dipendenti, autonomi, professionisti). 

Solo gli imprenditori e le società sono soggetti a un particolare regime: per questi esiste un limite di prelievo di 1.000 euro giornalieri di comunque di 5.000 euro mensili, superati i quali la destinazione del prelievo deve trovare un giustificativo in contabilità. I registri cioè devono indicare a cosa sono stati destinati tali soldi.

Ritornando a tutti gli altri contribuenti, l’Agenzia delle Entrate non può fare controlli e accertamenti sui prelievi ma solo sui movimenti di denaro “in entrata”: ossia versamenti di contanti o bonifici ricevuti. 

Per questi vige la regola particolare (che potrebbe apparire ingiusta ma che serve per punire i numerosi evasori): chi incassa del denaro deve poter dimostrare da dove proviene. Diversamente, tale denaro si considera reddito e, come tale, viene tassato. Detto in parole più semplici, chi versa dei contanti sul proprio conto o riceve un bonifico ma poi non dichiara tale importo nella propria dichiarazione dei redditi deve essere pronto a dimostrare – a richiesta del fisco – che si tratta di: somme non soggette a tassazione (ad esempio le donazioni, i prestiti, i risarcimenti o la vendita di beni usati); oppure somme già tassate alla fonte (ad esempio le vincite alle scommesse). Se tale prova non viene fornita, l’ufficio delle imposte può automaticamente presumere che si tratti di “nero” e, pertanto, inviare un accertamento fiscale con conseguente applicazione tanto delle imposte quanto delle relative sanzioni.

Quindi, chi non può dimostrare la provenienza di contanti farà bene a non versarli sul conto corrente. E la prova non può essere una qualsiasi (ad esempio una testimonianza o una semplice dichiarazione scritta di una terza persona): deve essere un atto con “data certa”, ossia certificata da un pubblico ufficiale (ad esempio tramite registrazione). E tanto serve per evitare retrodatazioni strumentali, rivolte a eludere possibili controlli.

La banca può chiedere giustificazioni dei prelievi dal conto corrente?

Sarà capitato a molti correntisti, all’atto del prelievo di contanti della banca, di ricevere un avvertimento da parte dall’addetto allo sportello di non superare determinate soglie. Perché mai? Perché oltre una certa soglia, l’istituto di credito ha l’obbligo di effettuare una segnalazione. Non all’Agenzia delle Entrate, come abbiamo detto in partenza, ma alla Uif, ossia l’Unità di informazione finanziaria. Si chiamano Sos, segnalazioni di origine sospetta, e vengono effettuate quando il prelievo di denaro è così elevato da ingenerare appunto sfiducia, dubbi e diffidenze. E questo indipendentemente da chi sia il correntista, da eventuali precedenti penali e dal suo lavoro. Queste segnalazioni hanno lo scopo di prevenire o punire la commissione di reati come il riciclaggio, i traffici sporchi e altre azioni punite dal nostro Codice penale. Come è possibile verificare, qui il fisco non c’entra affatto. 

Quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati?

Ed allora qual è la soglia oltre cui scatta la comunicazione alla Uif? Quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati? Si tratta di 10.000 euro. Diecimila euro nell’arco dello stesso mese, anche se i prelievi avvengono tramite operazioni diverse e frammentate. Quindi, chi preleva dieci volte mille euro nell’arco dello stesso mese viene segnalato. Chi invece preleva nove volte mille euro in un mese e altre mille nel mese successivo non viene segnalato.

Tali segnalazioni però avvengono dando comunque al correntista la possibilità di difendersi e giustificarsi. Infatti il dipendente della banca gli fa compilare un modulo in cui gli viene chiesto di spiegare le finalità del prelievo. E qui chiaramente bisognerà non mentire perché, diversamente, in caso di successive indagini, si potrebbe fornire un assist alla Procura per ritenere che si voglia nascondere un reato. 

Attenzione poi a un altro trabocchetto. Se si dovesse dire che i soldi servono per pagare la ditta dei lavori in casa, l’idraulico, l’avvocato, il dentista o chiunque altro, o che devono essere donati a un familiare per una necessità si incorrerebbe in un diverso illecito: quello del superamento delle soglie di tracciabilità del denaro. La legge infatti fissa dei limiti agli scambi di contanti tra privati (limiti spesso modificati dal legislatore ma che, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, sono di 2.000 euro fino al 31.12.2022 e di 1.000 euro dal 1.01.2023). Questo significa che si potrà dire che i soldi servono per fini diversi, ciascuno dei quali però al di sotto delle soglie di tracciabilità appena indicate. 

Cosa succede se si viene segnalati per prelievi dal conto?

Ma esattamente cosa succede se il correntista dovesse essere segnalato dalla propria banca per prelievi sopra 10.000 euro? Inizialmente nulla. La Uif infatti fa delle ulteriori verifiche e indagini, volte ad accertare l’identità del soggetto in questione e le motivazioni da lui offerte allo sportello. Se le ritiene plausibili, la pratica viene archiviata e non va avanti. Viceversa, laddove i sospetti dovessero essere “forti”, la Uif informerà di ciò la Procura della Repubblica. Quest’ultima a sua volta inizierà ad effettuare le indagini e, se dovesse ritenere sussistenti indizi di reato, chiederà il rinvio a giudizio del correntista. 

Per tutte queste ragioni, e sapendo quanto possa essere difficile a volte uscire dalle pieghe della burocrazia e della giustizia italiana, nessun correntista preferisce sforare i 10.000 euro di prelievo di contanti al mese. 



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1 Commento

  1. Ma è poi passato il cambio di limite da 1000 a 2000 dal 1° marzo?
    Perché io non ne ho sentito parlare da nessuna parte.
    Grazie

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