Diritto e Fisco | Articoli

Casa acquistata con i soldi del suocero: deve essere restituita alla morte del coniuge?

26 Marzo 2022
Casa acquistata con i soldi del suocero: deve essere restituita alla morte del coniuge?

Padre (donante) dona al figlio (donatario) euro 280.000,00 per acquistare la casa prima del matrimonio, ma la donazione non viene effettuata con atto pubblico né risulta dall’atto di compravendita. Il figlio muore e lascia l’immobile alla moglie, con diritto di abitazione. Alla morte del donante, il coniuge superstite dovrà restituire agli altri eredi del donante (moglie e figlio) tutta la somma elargita (€ 280.000,00), perdendo nel contempo anche il diritto di abitazione?

Dalla descrizione del lettore, emerge che il de cuius (donatario) avrebbe lasciato in eredità al coniuge superstite l’immobile (con diritto di abitazione) acquistato, prima del matrimonio, grazie al denaro ricevuto dal padre (donante) mediante assegni non trasferibili (nonostante l’operazione non risulti dall’atto di compravendita immobiliare). Il quesito riguarda, nell’ipotesi di morte del donante, il possibile esito di un’azione di riduzione per lesione della legittima avviata dagli eredi del donante contro l’erede del donatario (coniuge superstite), con impugnazione della donazione.

Preme innanzitutto rilevare che, nel caso di specie, vista la mancanza di un’espressa riconducibilità della donazione all’acquisto dell’immobile (non vi è indicazione della finalità della donazione né partecipazione all’atto pubblico da parte del donante, né apposita clausola circa la provenienza del denaro), non si configura, ad avviso di chi scrive, una donazione indiretta, bensì una donazione diretta di denaro, effettuata mediante strumenti tracciabili, ma contestabile per difetto di forma, in quanto non stipulata con atto pubblico nonostante il non modico valore (art. 783 c.c.).

Il mancato rispetto della forma della donazione espone quest’ultima all’azione di nullità da parte degli interessati anche finché il donante è ancora in vita.

In ipotesi di decesso del donante, gli eredi possono agire contro il donatario (e, nel caso di specie, contro gli eredi del donatario: coniuge superstite ed eventuali altri eredi) per far valere la nullità della donazione /o la lesione della quota legittima, qualora, come da descritto, la donazione fatta al figlio abbia effettivamente eroso completamente il patrimonio del padre. L’azione di nullità della donazione comporta l’obbligo, per l’erede del donatario, di restituire il denaro agli eredi del donante, nei limiti della quota di eredità ricevuta.

L’azione per ottenere il ripristino della quota legittima è, invece, la cosiddetta azione di riduzione: gli eredi del donante dovrebbero agire contro il coniuge superstite ed eventuali altri eredi del donatario, per ottenere la riduzione della donazione in denaro fatta dal donante al donatario e ripristinare la quota loro spettante.

Più precisamente, gli eredi del donatario devono provare sia la donazione, sia la lesione della quota di riserva dell’erede interessato. Ciò deve avvenire, determinando il valore della massa ereditaria, quello della quota disponibile e della quota di legittima. A tal fine, occorre procedere alla formazione del compendio dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell’apertura della successione; quindi, alla detrazione dal “relictum” dei debiti, da valutare con riferimento alla stessa data; e, ancora, alla riunione fittizia, cioè meramente contabile, tra attivo netto e “donatum”, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare, in relazione ai beni immobili ed ai beni mobili, secondo il loro valore al momento dell’apertura della successione (artt. 747 e 750 c.c.) e, con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.). Devono calcolarsi, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma tra il valore del “relictum” al netto ed il valore del “donatum” ed imputarsi, infine, le liberalità fatte al legittimario, con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.) (Cass., 27352/2014).

L’azione di riduzione rende parzialmente inefficace la donazione a favore del donatario, ma non comporta automaticamente la restituzione del bene donato. Contestualmente all’azione di riduzione, infatti, va esperita l’azione di restituzione (di cui l’esito vittorioso della prima è il presupposto essenziale) volta ad ottenere la vera e propria restituzione in tutto o in parte del bene donato o del suo equivalente in denaro.

Nel caso di specie, trattandosi come detto di donazione diretta di denaro, l’oggetto della donazione non è rappresentato dall’immobile ma dal denaro stesso. Ne consegue che gli eredi del donante possono pretendere dal donatario la restituzione delle loro quote di eredità legittime. L’erede del donatario sarà a sua volta tenuto alla restituzione del denaro nei limiti della quota di eredità ricevuta dal de cuius (dovendo considerare anche l’ipotesi in cui abbia, per esempio, accettato l’eredità con beneficio di inventario).

Alla luce di quanto descritto, non è possibile in via immediata ottenere la restituzione dell’immobile, ma l’equivalente in denaro della donazione resa nulla per difetto di forma o inefficace per lesione di legittima. In via mediata, si potrebbe trovare l’accordo per la cessione dell’immobile o di quota di esso, fermo restando il permanere del diritto di abitazione e al netto del valore di quest’ultimo.

Qualora si ambisse, invece, in via immediata alla restituzione dell’immobile, gli eredi del donante dovrebbero riuscire a dimostrare che si sia trattato di donazione indiretta e che, quindi, il volere del padre era di donare, non il denaro, ma l’immobile stesso (che diverrebbe, dunque, oggetto della donazione e, conseguentemente, dell’azione di restituzione). L’onere della prova, in tal caso, sarebbe molto gravoso visto che non vi è prova scritta della volontà del padre di donare l’immobile al figlio.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube