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Cause: come trovare l’accordo fuori il tribunale

8 Settembre 2014
Cause: come trovare l’accordo fuori il tribunale

Oltre alla mediazione, arrivano la negoziazione con i legali su Rc auto e divorzi.

 

Arrivano nuove procedure di conciliazione per “fare pace” al di fuori del tribunale, in questo modo evitando alle parti di dover andare davanti a un giudice e di aspettare i tempi biblici del processo. Ma, così come ogni strumento, la sua utilità dipenderà tutta dall’uso che se ne farà e dall’effettiva “buona volontà” delle parti di poter comporre la controversia.

Con la riforma del processo civile stanno infatti per entrare in gioco nuove procedure di “conciliazione” in cui avranno un ruolo centrale gli avvocati. Ma il rovescio della medaglia è una moltiplicazione delle procedure e degli organismi cui rivolgersi.

Il pacchetto per la giustizia civile introduce tre strumenti di soluzione stragiudiziale delle controversie, pensati per “spostare” o non fare arrivare le cause di fronte ai giudici:

1. gli arbitrati per le cause in corso di fronte a un collegio formato da avvocati,

2. le negoziazioni assistite dai legali, facoltative in alcuni casi e obbligatorie in altri,

3. i nuovi percorsi per le separazioni e i divorzi consensuali.

Ma non si tratta di un modello inedito per la giustizia civile. Anzi. Gli strumenti che ora debuttano si aggiungono a una serie di forme alternative di risoluzione delle controversie già esistenti, alcune obbligatorie, altre facoltative, per ognuna delle quali cambiano l’organismo a cui rivolgersi, la procedura e i costi. Tanto che l’universo della conciliazione – creato per semplificare la gestione delle liti tra privati, cittadini e imprese – può diventare una babele per i non addetti ai lavori.

Le “vecchie” procedure

Un tempo esisteva l’obbligo di conciliazione davanti all’ispettorato del lavoro per tutte le cause tra lavoratore e datore di lavoro, procedura che è stata abrogata nel 2011.

Sono invece ancora in vigore il tentativo obbligatorio di conciliazione al Corecom in materia di telefonia e telecomunicazioni e quello relativo ad alcune controversie sul diritto d’autore.

È facoltativo, ad esempio, il tentativo di mediazione di fronte agli organismi di conciliazione o alle Camere di commercio per le liti in materia di turismo.

La “mediazione”, come meccanismo pre-giudiziale per un numero di controversie che riguardano determinate materie è stato reintrodotto un anno fa.

Ma nonostante l’introduzione della mediazione “generale” non sono mai stati cancellati i procedimenti obbligatori “speciali” già esistenti.

C’è poi la classica procedura dell’arbitrato, che però – anche dopo la riforma del 2006 – è rimasta poco diffusa. E questo anche se le forme “amministrate” presso le Camere di commercio e gli altri enti che ne gestiscono e regolamentano il procedimento pongano rimedio alle principali criticità dell’arbitrato “ad hoc”, cioè regolato direttamente dalle parti nella clausola compromissoria del contratto.

I nuovi strumenti

La riforma del processo civile scommette ora sul coinvolgimento degli avvocati per abbattere l’arretrato. In particolare, ad accelerare la chiusura delle liti in corso dovrebbe contribuire la possibilità data alle parti di trasferire di fronte a un collegio di arbitri le controversie aperte in tribunale o in appello, che però non devono riguardare diritti indisponibili, né le materie di lavoro o previdenza, e non devono essere state assunte in decisione. In questo caso gli arbitri sono scelti – d’intesa tra le parti o dal presidente dell’Ordine – tra gli avvocati iscritti all’Albo locale da almeno tre anni.

La convenzione di negoziazione assistita, invece, consentirà ai litiganti (anche nelle controversie di lavoro) di affidarsi ai propri avvocati per la soluzione definitiva della controversia. Inoltre, sarà obbligatorio passare dalla negoziazione assistita prima di andare in giudizio in alcuni casi: le controversie regolate dal Codice del consumo, i risarcimenti da incidenti stradali (per cui fino al 2012 era obbligatorio tentare la mediazione) e le domande di pagamento fino a 50mila euro (esclusi i casi in cui è obbligatoria la mediazione).

Non è tutto. Potranno ricorrere alla negoziazione assistita dagli avvocati anche marito e moglie per separarsi o divorziare consensualmente, se non hanno figli minori o con handicap gravi o comunque non autosufficienti economicamente. Infine, le coppie in crisi, per separarsi o divorziare, potranno rivolgersi anche all’ufficiale dello stato civile.

1 | MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE: decisione a un terzo imparziale

Lo strumento base

La mediazione costituisce il principale strumento di composizione negoziale delle liti civili e commerciali che riguardano diritti disponibili.

Si svolge presso un organismo accreditato dal ministero della Giustizia attraverso l’opera di un mediatore – terzo imparziale e appositamente formato – che assiste le parti nella ricerca di un accordo amichevole, anche con la formulazione di una proposta.

Tre procedure

Introdotta e disciplinata dal decreto legislativo 28/2010, la mediazione è condizione di procedibilità in giudizio per le liti che riguardano una serie di materie, dai contratti assicurativi al condominio.

La procedura si può anche attivare in via facoltativa o inserendo una clausola ad hoc nei contratti. Inoltre, il giudice, anche nei giudizi di appello – valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti – può disporre che le parti tentino di trovare un accordo.

Che cosa cambia

Nessuna novità per la mediazione, che, dopo la bocciatura della Consulta, è stata reintrodotta in forma obbligatoria per alcune materie un anno fa.

2 | NEGOZIAZIONE OBBLIGATORIA: per i danni da incidenti stradali

Iter assistito dai legali

La riforma della giustizia fa debuttare l’obbligo per chi vuole iniziare una causa in alcune controversie di invitare, tramite il suo avvocato, l’altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. Si tratta delle controversie disciplinate dal Codice del consumo, di quelle in materia di risarcimento del danno da incidenti stradali e delle domande di pagamento fino a 50mila euro (quando non è obbligatoria la mediazione).

Termine di 30 giorni

Perché la condizione di procedibilità si consideri avverata è sufficiente che l’invito di chi vuole iniziare la causa non sia seguito dall’adesione o che sia seguito da un rifiuto dell’altra parte entro 30 giorni o che comunque sia passato il termine di un mese.

Provvedimenti urgenti

Il procedimento di negoziazione assistita non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

Che cosa cambia

La negoziazione assistita obbligatoria è regolata dal decreto legge di riforma della giustizia, ma acquisterà efficacia solo dopo 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione

03 | NEGOZIAZIONE FACOLTATIVA: Escluse le liti sui diritti indisponibili

Una chance in più

Al di là dei casi in cui è obbligatoria, le parti di una controversia possono sempre stipulare una convenzione di negoziazione assistita da un avvocato. Sono escluse solo le controversie che riguardano diritti indisponibili. È invece possibile per le controversie in materia di lavoro.

La convenzione scritta

La convenzione di negoziazione assistita – che deve essere redatta in forma scritta – è un accordo con cui le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia con l’assistenza dei propri legali. La convenzione deve precisare il termine concordato dalle parti per espletare la procedura, che non può essere meno di un mese, e l’oggetto della controversia.

Clienti subito informati

Per gli avvocati è dovere deontologico informare i clienti, al momento del conferimento dell’incarico, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita.

Che cosa cambia

Lo strumento debutta con la riforma della giustizia. L’obiettivo è quello di riuscire, coinvolgendo gli avvocati delle parti, a chiudere le liti prima che arrivino in tribunale.

4 | CONTRATTI BANCARI E FINANZIARI: Le controversie su conti correnti e investimenti

Arbitro presso la Banca d’Italia

Per le liti sui contratti bancari e finanziari è prevista la mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

È consentito, in via alternativa, anche l’accesso ad altri strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie. In particolare, per le operazioni e i servizi bancari e finanziari, è possibile rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario presso la Banca d’Italia, un sistema che non prevede la necessità di assistenza legale. Le decisioni rese secondo diritto non sono vincolanti, ma se la banca non le rispetta, il suo inadempimento è reso pubblico.

Conciliazione alla Consob

Per le liti legate all’adempimento degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con la clientela che riguardano servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio, si può attivare la conciliazione presso la Camera di conciliazione e arbitrato Consob, che gestisce l’arbitrato anche in una forma semplificata.

Che cosa cambia

La riforma della giustizia lascia invariata la conciliazione presso l’Abf e la camera Consob. Le procedure sono rimaste invariate anche dopo l’introduzione della mediazione obbligatoria.

5 | CONTRATTI DI LAVORO: C’è l’obbligo sui licenziamenti «giustificati»

Conciliazione facoltativa

Per le controversie individuali di lavoro (regolate dall’articolo 409 del Codice di procedura civile) è prevista, in via facoltativa, la possibilità di attivare un tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione alla direzione provinciale del Lavoro competente per territorio, anche tramite il sindacato.

Lo stesso tipo di lite può essere decisa da arbitri, se previsto dalla legge o nei contratti o accordi collettivi di lavoro.

Esistono diverse forme di arbitrato per le controversie di lavoro, ridisegnate dalla legge 183/2010, fermo restando che le parti devono sempre avere la possibilità di scegliere la via giurisdizionale.

Conciliazione obbligatoria

Il tentativo di conciliazione è obbligatorio per le liti sui contratti di lavoro certificati. Inoltre, dal 2012 è obbligatoria la conciliazione preventiva alla Dtl per i datori che occupano più di 15 lavoratori ed effettuano licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo.

Che cosa cambia

La riforma approvata dal Governo consente la negoziazione assistita dagli avvocati anche per le controversie sui diritti dei lavoratori. Le conciliazioni non saranno impugnabili

6 | TELEFONI ED ENERGIA: cellulari, web e pay tv

 

La doppia opzione

Per le controversie tra utenti e operatori delle comunicazioni (telefonia fissa e mobile, internet, televisione a pagamento) è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione che può svolgersi gratuitamente presso i Corecom competenti davanti ai quali compaiono consumatori e società del settore. In alternativa si può andare davanti alle Camere di Commercio.

Il settore dell’energia

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico offre gratuitamente il servizio di conciliazione ai clienti del settore energia. Il servizio è volontario e gratuito e si svolge online.

Che cosa cambia

La recente riforma della giustizia non cambia le procedure di conciliazione esistenti per le controversie in materia di tlc ed energia.

7 | SEPARAZIONE E DIVORZI: Il matrimonio non finisce in tribunale

Dall’avvocato

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato può essere utilizzata anche per le separazioni e divorzi consensuali (e per le modifiche delle condizioni di separazioni o divorzio). Questa possibilità è esclusa se i coniugi hanno figli minori, maggiorenni incapaci o con handicap grave o economicamente non autosufficienti. L’accordo raggiunto produce gli stessi effetti dei provvedimenti del giudice.

In municipio

Marito e moglie potranno decidere di concludere un accordo di separazione personale o di divorzio (e di modifica delle relative condizioni) anche rivolgendosi all’ufficiale di stato civile, anche di un Comune diverso da quello in cui si erano sposati. Anche questa possibilità è esclusa se ci sono  figli minori, maggiorenni incapaci o con handicap grave o economicamente non autosufficienti. L’atto compilato e sottoscritto di fronte all’ufficiale di stato civile ha le stesse caratteristiche della sentenza.

Che cosa cambia

I due nuovi percorsi alternativi al ricorso al giudice per separazioni e divorzi consensuali saranno introdotti dalla riforma della giustizia.

8 | ARBITRATI RITUALI: Decidono tecnici ed esperti

Lo strumento

L’arbitrato è uno strumento di risoluzione delle liti civili e commerciali alternativo al processo; esso consente alle parti di scegliere soggetti di fiducia per decidere la lite tra tecnici ed esperti della materia. Si utilizza se le parti hanno inserito, nel contratto o nello statuto, la clausola arbitrale oppure, qualora la lite già esista, se hanno redatto un compromesso. Inoltre le parti possono decidere che gli arbitri decidano le controversie future non ancora insorte relative a uno o più rapporti contrattuali.

L’arbitrato amministrativo

Nella prassi di diffonde sempre più l’arbitrato amministrativo da una istituzione a ciò preposta – spesso la Camera di Commercio – che regolamenta e gestisce la procedura.

Cosa cambia

La riforma vuole potenziare anche l’arbitrato, con l’estensione della translatio iudicii ai rapporti tra processo e arbitrato.

9 | ARBITRATO PER LE CAUSE IN CORSO: Un collegio composto da avvocati

Le liti coinvolte

Le parti possono chiedere di trasferire le cause civili in corso in tribunale o in appello di fronte a un collegio di arbitri. La chance è ammessa solo per le controversie che non riguardano diritti indisponibili e che vertono in materia di lavoro, previdenza, assistenza sociale, stato e capacità delle persone. Inoltre, la causa non deve essere ancora stata assunta in decisione.

Come funziona

Le parti, con istanza congiunta, chiedono al giudice di trasferire la lite di fronte agli arbitri. Il giudice trasmette il fascicolo al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati del circondario per la nomina del collegio. Il procedimento prosegue davanti agli arbitri.

Gli arbitri 

Gli arbitri sono individuati d’accordo tra le parti o dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, tra gli avvocati iscritti da almeno 3 anni all’Ordine territoriale che non hanno avuto condanne disciplinari definitive e che si sono dichiarati disponibili in precedenza.


note

Autore immagine: 123rf com

fonte: Sole24ORe


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1 Commento

  1. buongiorno, vorrei sapere se in una conciliazione o negoziazione assistita richiesta dal mio legale e che si terrà c/o il suo studio, è necessaria anche la mia presenza che invece vorrei evitare.

    Ho trovato molto interessante il vs. articolo ma non ho trovato nulla sulla presenza obbligatoria delle parti o di una di esse. Ho subito un danno di ritardo lavori e non terminati dalla impresa edile , e nel contratto c’è un articolo che prevede una penale ma non vuole pagare. grazie , saluti Mariella

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