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Bonifico estero: cosa rischio?

26 Marzo 2022
Bonifico estero: cosa rischio?
Posso emettere un bonifico verso l’estero, cioè da me a mia figlia, che risiede all’estero regolarmente. In caso di cifre importanti, si configurano problematiche nei confronti del fisco? Se si, a partire da che cifra? Come superarle, rimanendo nelle regole?

Non esiste un problema fiscale per il denaro in uscita dal Suo conto corrente, in quanto tale operazione porta una giacenza ad essere trasferita in Stato estero.

I movimenti bancari, se giustificati, non possono mai essere sanzionati dal Fisco.
Essendo le somme giacenti sul Suo conto corrente di provenienza lecita (stipendi, eredità, risparmi), non ci sarà alcun problema di questo tipo.

Diverso sarebbe stato il caso di denaro in entrata sul Suo conto da Stato estero.
Qui, si sarebbero attivati i controlli fiscali finalizzati a verificare la provenienza del denaro ricevuto e, ovviamente, accertamenti di natura dichiarativa.

Lei, in quel caso, sarebbe obbligato a giustificare quelle somme ricevute. Ricapitolando, nell’operazione di uscita somme, sarà lo stato svizzero a fare le opportune verifiche sul conto della beneficiaria, ma essendo le somme di provenienza lecita, non ci sarà alcun problema.

L’unica questione potrebbe riguardare Lei e il fatto che la donazione potrebbe essere considerata “non di modico valore” e, pertanto, necessitante l’atto pubblico. Infatti, l’articolo 782 del Codice civile stabilisce che la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità.

Tuttavia, l’articolo 783 del Codice civile stabilisce che per le donazioni di modico valore l’atto pubblico non è necessario; il concetto di “modico valore” è ovviamente soggettivo e varia a seconda delle condizioni economiche del donante: se a donare 300mila euro fosse Bill Gates sarebbe sicuramente una donazione di modico valore.

Diversamente, questo comporterebbe tre problematiche:

  • necessità di un notaio;
  • possibile impugnazione della donazione da parte di un altro Suo erede legittimo;
  • pagamento al fisco delle imposte sulla donazione.

Per evitare ciò, Le consiglio di spalmare in più operazioni la donazione. Questo renderà ancor più difficile segnalare le operazioni in questione, che passeranno inosservate. Per questo, eviterei bonifici di importo superiore a tremila euro.

Così facendo, un domani, sarà anche difficile:

  • per un Suo erede risalire a queste operazioni e, quindi, contestare la lesione dell’eventuale legittima;
  • o la mancanza di atto notarile;
  • per il fisco procedere ad accertamenti di qualunque tipo.

Tornando alle conseguenze, come Le dicevo, il fatto che la donazione non sia compiuta con atto notarile ne comporta la conseguenza della nullità dell’atto.

Questo, però, non significa che quel trasferimento venga annullato automaticamente da qualcuno, ma che un terzo interessato potrà, un domani, eccepire la nullità della donazione davanti ad un giudice. Tipico caso? Il fratello che, venuto a conoscenza dell’ingente donazione fatta alla sorella da parte dei genitori, decida di contestarne la mancanza di forma, interessato a porre nel nulla quella disposizione, a lui economicamente dannosa.

Dal canto del fisco, il fatto che la donazione sia o meno fatta con atto pubblico, poco interessa all’Agenzia delle Entrate: il donatario sarà comunque chiamato a pagare delle imposte.

Esistono, però, delle eccezioni. Infatti, tali imposte non sono dovute nel caso di donazione tra padre e figlio, come nel Suo caso, sempre che le somme donate non siano superiori all’importo di 1 milione di euro. Superata questa somma, si dovrà pagare il 4% sull’importo donato. Pertanto, da quanto appare nella richiesta di consulenza, il fatto che la donazione venga eseguita in un’unica soluzione, o in diverse rate, non provocherà alcuna differenza di trattamento sotto l’aspetto fiscale.

Non ritengo, infine, che possano essere pretese imposte svizzere, visto che la donazione viene realizzata in Italia e, in virtù del principio di territorialità, sconta le tasse del nostro territorio.

Sotto l’aspetto civile, per evitare la nullità dell’atto, utile a future contestazioni da parte dei diretti interessati, le uniche soluzioni sarebbero:

  • donazione tramite atto pubblico;
  • plurime donazioni di modico valore.

Se poi, a parte Sua figlia, non ci fossero altri eredi di pari grado, allora sarebbe risolto anche il problema civilistico.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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