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Come si può contestare una multa per eccesso di velocità?

15 Marzo 2022
Come si può contestare una multa per eccesso di velocità?

Autovelox e tutor: come impugnare il verbale con la multa. Tutte le difese dell’automobilista per far annullare la sanzione e il taglio di punti. 

Non appena si riceve una multa, bisogna valutare attentamente se sussistono i presupposti per contestarla e farla annullare. Pagare subito infatti impedisce di poter impugnare il verbale in un momento successivo e chiedere la restituzione dei soldi. A tal fine è quindi bene conoscere, in anticipo, come si può contestare una multa per eccesso di velocità. 

Qui di seguito vedremo alcuni dei più ricorrenti vizi. Ma procediamo con ordine. 

La segnaletica

La presenza della segnaletica verticale che indica i limiti di velocità è obbligatoria solo laddove tali limiti siano inferiori rispetto a quelli “standard” già previsti dal Codice della strada (che, come noto, sono pari a 50 km/h per le strade urbane, 90 km/h per quelle extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, 110 km/h per le strade extraurbane principali, 130 km/h per le autostrade). 

Se il controllo della velocità viene fatto tramite autovelox è necessaria la presenza di un cartello che indichi “controllo elettronico della velocità” a una congrua distanza dalla postazione e non oltre 4 km. Diversamente, la multa può essere annullata. Il cartello deve essere visibile: non troppo piccolo, non coperto da vegetazione o rovinato da scritte vandaliche.

Se il controllo della velocità viene fatto tramite tutor, il cartello deve specificare che la verifica riguarda la velocità media (oppure è sufficiente che vi sia scritto “controllo elettronico tramite tutor”).

Il verbale non deve indicare la presenza del cartello.

Se il cartello non è presente sul tratto di strada, l’automobilista può, con una prova fotografica (ad esempio un video realizzato tramite lo smartphone), impugnare il verbale.

Se la multa viene elevata in un luogo ove i controlli avvengono sporadicamente, oltre al cartello ai bordi della strada che indica “controllo elettronico della velocità”, deve essere presente una segnaletica ulteriore e mobile, posizionata al momento dagli agenti sul ciglio della strada. 

La presenza della banchina

Sulle strade statali ed extraurbane non è possibile collocare l’autovelox ai margini della strada se questa non ha una banchina o se la banchina è troppo stretta. La banchina è la parte della strada che va dalla linea continua collocata sul margine destro alla vegetazione circostante. Di tanto abbiamo già parlato in Autovelox su strada senza banchina: la multa è valida?

L’omologazione

Ogni autovelox o tutor deve essere, all’atto del collaudo, omologato. L’omologa è un controllo di funzionalità eseguito una sola volta e verbalizzato. Di tale verbale va data copia al trasgressore che ne faccia richiesta. Se manca l’omologa o se questa è stata rilasciata a una società diversa da quella che poi lo ha utilizzato la multa è nulla.

La taratura

Ogni autovelox o tutor deve essere sottoposto a controllo di funzionalità (cosiddetta taratura) almeno una volta all’anno. Nel verbale va indicata la data di ultima taratura a pena di nullità della multa.

I tipi di strade per la contestazione differita

La regola impone che le multe siano contestate immediatamente, non appena viene commessa l’infrazione. In materia però di autovelox e tutor sono consentite numerose deroghe. È possibile infatti la contestazione differita – con spedizione del verbale a casa del titolare dell’auto – solo se in città, sulle strade urbane a scorrimento, su quelle extraurbane secondarie vi sia un decreto del Prefetto ad autorizzare gli agenti ad elevare le multe in modalità automatica, ossia senza l’immediata contestazione. Il provvedimento deve indicare l’esatta chilometrica entro cui può essere posizionato l’autovelox. 

Invece su autostrade e strade extraurbane principali il decreto non è necessario.  

Multa fuori termine

Se la multa viene fatta con contestazione differita, il verbale va spedito al conducente entro 90 giorni dal giorno dell’infrazione. Se la busta con la raccomandata viene spedita entro tale termine, la multa è legittima, indipendentemente da quando il portalettere la consegna al destinatario. Viceversa, se la busta viene spedita dopo 90 giorni dall’infrazione, la multa può essere annullata.

Autovelox nascosto 

Se anche l’autovelox non deve essere chiaramente visibile, ben potendo essere parzialmente nascosto da una curva o da una fila di alberi, esso non può essere maliziosamente nascosto (ad esempio dentro un’auto privata collocata in una piazzola) per “fregare” gli automobilisti. La Pubblica Amministrazione deve agire secondo principi di trasparenza e non può comportarsi in tal modo. Diversamente, la multa può essere impugnata. 

I motivi di urgenza

Si può contestare una multa per eccesso di velocità quando vi sia una grave e urgente ragione che imponga di violare il Codice della strada. Succede quando si porta una persona in ospedale per salvarla da un grave e imminente pericolo di vita o da danni all’integrità fisica. Non si può quindi trattare di una situazione non grave, che non desta cioè allarmi; né può essere il caso di chi, ad esempio, stia scappando in ospedale perché la moglie sta per partorire o un caro sia gravemente peggiorato: in tal caso, infatti, il paziente è già affidato alle cure del personale medico e non sarà la velocità dell’automobilista a salvargli la vita. 

Errori nella multa e indicazione della targa

Tutte le volte in cui un semplice errore materiale nella compilazione della multa non pregiudichi il diritto di difesa dell’automobilista, non è possibile fare ricorso. Quando invece l’errore implichi una grave incertezza allora la multa è annullabile. È ad esempio il verbale che non indichi quale norma sia stata violata o che riporti una targa diversa da quella del conducente.

Per essere in regola, il verbale deve contenere:

  • il modello dell’apparecchio utilizzato per misurare la velocità;
  • indicare se si tratta di postazione fissa o mobile;
  • la verifica di funzionalità dell’apparecchio;
  • il provvedimento prefettizio con il quale sono individuate le strade ove non è possibile la contestazione immediata;
  • targa e modello del mezzo che ha commesso l’infrazione;
  • il luogo, il giorno e l’ora in cui è avvenuta l’infrazione stradale;
  • la norma che è stata violata.

Multa in un luogo ove non si è mai stati

Spesso, succede di ricevere una multa in un luogo ove non si è mai stati. In tal caso, è molto probabile che la compilazione del verbale sia frutto di un mero errore materiale da parte degli agenti. In ipotesi di questo tipo è bene presentare una richiesta di verifica all’organo accertatore, eventualmente accompagnata da un’attestazione della propria assicurazione che, con il rilevamento del Gps, possa attestare dove si trovava l’auto in quello specifico momento. Se la polizia non dovesse riconoscere l’errore bisognerà presentare ricorso al giudice di pace e portare con sé dei testimoni che possano dichiarare ove il conducente si trovava in quella determinata circostanza di tempo.

Il ricorso

Per fare ricorso contro una multa illegittima si può agire dinanzi al:

  • Prefetto: entro 60 giorni dal ricevimento della multa;
  • Giudice di Pace: entro 30 giorni dal ricevimento della multa. 

Il primo è un ricorso amministrativo che non garantisce imparzialità ma è gratuito e può essere presentato con una semplice raccomandata. Il secondo è un ricorso giurisdizionale ad un organo terzo, ma è soggetto al pagamento del contributo unificato e richiede la presenza alle varie udienze.

Per stabilire quando sia meglio presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto si consiglia la lettura dell’articolo Ricorso multa: Prefetto o Giudice di Pace.

La decurtazione dei punti della patente e la seconda comunicazione 

Si ricorda che il ricorso non esonera l’automobilista dall’obbligo di comunicare i dati dell’effettivo conducente; in caso contrario, scatta una seconda multa. Da quest’ultima si può sfuggire solo se, entro 60 giorni dal ricevimento del verbale, si comunica all’agente accentratore di non essere in grado di ricordare chi guidava l’auto e di tale impossibilità si dà una prova documentale (ad esempio il fatto che una persona anziana faccia guidare la propria auto ai figli che lo accompagnano per le varie incombenze quotidiane). Leggi sul punto Come si fa a non farsi togliere i punti dalla patente? e Come non perdere i punti della patente dopo la multa.



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