Cronaca | Articoli

Attacco a un Paese Ue: l’Italia deve andare in guerra?

16 Marzo 2022 | Autore:
Attacco a un Paese Ue: l’Italia deve andare in guerra?

Gli accordi comunitari prevedono la partecipazione materiale ad un conflitto in caso di aggressione dall’esterno?

Si sa che quando un Paese aderente alla Nato viene aggredito militarmente, gli altri Stati che fanno parte dell’Alleanza hanno l’obbligo di aiutarlo a proteggersi, anche con l’invio di truppe. Ma questo principio vale anche all’interno dell’Unione europea? Se c’è un attacco a un Paese Ue, l’Italia deve andare in guerra per sostenere fisicamente lo Stato membro che subisce l’aggressione?

Ci sono due aspetti che ci aiutano a trovare una risposta a queste domande. Uno, la politica di sicurezza e difesa che fa parte del diritto comunitario e che stabilisce come deve comportarsi ogni singolo Paese dell’Unione quando si parla della sicurezza di tutti. L’altro aspetto è quello contenuto nel Trattato di Lisbona del 2007 e che parla di cosa si può e si deve fare in caso di aggressione subita da uno degli Stati membri.

La politica di sicurezza e difesa dell’Ue

Come appena accennato, il diritto dell’Unione europea prevede una politica di sicurezza e difesa che riguarda l’interesse comune di tutti gli Stati membri. Il Trattato dell’Ue si propone di assicurare una propria capacità operativa, come Unione, «per contribuire a garantire al suo esterno il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale» in conformità alla Carta delle Nazioni Unite. In questo contesto, ad esempio, si può inserire il contributo dato dall’Ue all’Ucraina, Stato non membro, in occasione dell’invasione russa.

Al fine di onorare questo impegno, ogni Paese deve mettere a disposizione dell’Unione capacità civili e militari, secondo le esigenze individuate dall’Agenzia europea per la Difesa. Eventuali missioni o altro tipo di iniziative devono essere decise dal Consiglio dell’Unione all’unanimità su proposta dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri o di uno Stato membro. Tali iniziative possono essere:

  • azioni congiunte in materia di disarmo;
  • missioni umanitarie e di soccorso;
  • missioni di consulenza e assistenza in ambito militare;
  • missioni di prevenzione dei conflitti e di mantenimento di ristabilimento della pace;
  • missioni di stabilizzazione al termine di un conflitto;
  • azioni di lotta al terrorismo internazionale.

Attacco a un Paese Ue: cosa rischia l’Italia?

Il Trattato dell’Unione europea, ai sensi dell’articolo 42, stabilisce che i Paesi Ue sono tenuti ad assistere uno Stato membro «vittima di un’aggressione armata sul suo territorio», tenendo conto delle possibili azioni della Nato. Significa che se, ad esempio, la Polonia viene invasa, l’Italia deve entrare in guerra?

Non è proprio così, ed il perché lo si trova nella politica più che nelle questioni di principio. Il Trattato non specifica che cosa si debba intendere per «assistenza ad uno Stato membro», nel senso che non prevede – come succede, invece, tra i Paesi Nato – un’azione militare sul campo, cioè la partecipazione materiale a una guerra. Ecco dove si inserisce la diplomazia: se il Trattato dell’Ue avesse contemplato l’obbligo di inviare delle truppe, le missioni sarebbero a rischio. Come abbiamo detto, infatti, affinché un’iniziativa di sicurezza e di difesa prenda il via, è necessaria l’unanimità all’interno del Consiglio dell’Ue. Unanimità che, molto probabilmente, verrebbe a mancare al momento di sostenere la partecipazione ad una guerra, visto che Paesi come la Finlandia, l’Irlanda, l’Austria o la Svezia propendono per la neutralità.

In caso di attacco ad uno Stato membro, dunque, le vie sarebbero due: o approvare all’unanimità l’invio di truppe dell’Unione – cosa non vietata ma nemmeno imposta – oppure offrire un appoggio con strumenti da guerra materiali e logistici. Il che significa che, nel caso in cui venga attaccato uno Stato membro, non è detto che l’Italia debba entrare in guerra. Vige, comunque, l’obbligo di aiutare il Paese aggredito.

Non solo: i Ventisette hanno l’obbligo di adattare le proprie politiche nazionali sulla difesa e la sicurezza alle posizioni adottate dall’Unione. Se una questione di politica estera e di sicurezza interessa il bene comune, dovranno consultarsi con il Consiglio europeo e con il Consiglio dell’Unione prima di prendere qualsiasi decisione a livello internazionale che possa creare un danno a tutti. In altre parole, e per fare un esempio molto terra terra, la Francia non potrebbe decidere di invadere il Principato di Monaco senza sentire prima tutti i Paesi dell’Ue.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. A proposito della guerra in Europa!
    NON sono un virologo, quindi mi guardo bene dal dare consigli, indicazioni di sorta in tema di Covid… NON sono un avvocato, quindi la conclusione è la stessa: NON rivolgetevi a me, ma andate dall’Avv.to Greco e dai suoi validi collaboratori (il libro appena uscito docet!),che sono decisamente molto più affidabili dello scrivente… NON sono un politologo, ergo non ho in tasca la soluzione del conflitto in atto fra “europa” e urss… Ma una considerazione, seppur da profano, permettetemi di farla: comunque vada a finire auspico al più presto una “sana” Norimberga per s-putin & co.!!! Altro che ex Kgb! E’ ora di finiamolaaaaaaa…

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube