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Articolo 106 Costituzione: spiegazione e commento

16 Marzo 2022
Articolo 106 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 106 sulla nomina dei magistrati e sull’obbligo per i giudici ordinari di superare un concorso.

Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.

La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.

Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

Un ingresso trasparente in magistratura

Viviamo in un mondo in cui i favoritismi non mancano: se la via corretta per entrare in un luogo è la porta, non manca chi apre una finestra per far entrare un parente o un amico in modo che ottenga il posto migliore prima di tutti gli altri. Se per accedere a un servizio c’è da fare una lista d’attesa da paura, si può sempre contare su un conoscente che, con una scusa o con una faccia di bronzo che nemmeno quella dei guerrieri di Riace, combinerà un appuntamento per avere la prestazione nell’arco di mezza giornata. E così via.

La magistratura è un settore troppo delicato per consentire che qualcuno ne faccia parte entrando dalla porta del retro. E l’articolo 106 della Costituzione fa l’unica cosa che la legge potrebbe fare per garantire la maggiore trasparenza possibile: vincolare l’ingresso in magistratura tranne in qualche rarissimo caso che vedremo più avanti – al superamento di un concorso. Non può evitare che qualche approfittatore trucchi una prova per far passare il solito parente, il solito amico. Delega al buon senso e alla correttezza che nessuno cada in questa tentazione. I più deboli, i trasgressori, faranno i conti con le sanzioni.

Il concorso serve per avere nei tribunali i migliori, poiché si tratta di chi deve decidere la sorte degli altri. Non si tratta solo di indipendenza, autonomia, imparzialità: un giudice preparato, che conosce le procedure e le leggi a menadito, che sa interpretare i codici nel modo più corretto possibile è una garanzia di giustizia. E che altro si va a cercare in un tribunale se non la giustizia? Serve anche, però, a consentire a qualsiasi cittadino di aspirare ad un posto in magistratura al pari di tutti gli altri, purché ne abbia le capacità ed i requisiti.

In un colpo solo, l’articolo 106 della Costituzione garantisce alla società civile due diritti: di essere giudicata dai migliori e di poter tentare di accedere liberamente alla magistratura, in condizioni di eguaglianza rispetto agli altri candidati.

Per ottenere la nomina di magistrato ordinario, dunque, è necessario superare un concorso che si articola in due prove:

  • una scritta su diritto civile, amministrativo e penale;
  • una orale sulle materie ritenute di maggiore interesse, oltre ad un colloquio in lingua straniera.

La nomina elettiva dei magistrati onorari

Si parlava di eccezioni alla regola del concorso. L’articolo 106 della Costituzione riconosce la possibilità di nominare i cosiddetti magistrati onorari senza la prova scritta e orale ma in maniera elettiva. Ma chi sono i magistrati onorari?

Si tratta dei giudici che non sono di carriera e che possono entrare a far parte della «magistratura inferiore». Parliamo, quindi, di:

  • giudici di pace;
  • giudici onorari del tribunale;
  • vice procuratori;
  • esperti del tribunale ordinario, della sezione di Corte d’appello per i minorenni e della Corte d’Assise d’appello;
  • mediatori civili e commerciali, che si occupano della risoluzione stragiudiziale di controversie.

Questi magistrati devono, comunque, avere dei requisiti minimi essenziali di competenza, restano in carica quattro anni (più un eventuale rinnovo di altri quattro anni) e si occupano di cause di minore importanza rispetto a quelle affrontate dagli altri magistrati, dando il loro contributo a snellire il meccanismo della giustizia.

La nomina dei consiglieri di cassazione

Se l’articolo 106 della Costituzione affida alla legge la nomina dei magistrati onorari, mette invece nelle mani del Consiglio superiore della magistratura la possibilità di chiamare a far parte dell’ufficio di consiglieri di cassazione professori universitari di materie giuridiche ed avvocati che abbiano alle spalle almeno 15 anni di esercizio e che siano iscritti all’albo speciale per le giurisdizioni superiori.

I candidati vengono suggeriti da organismi universitari e forensi.



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