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COME FARE PER: cancellare delle notizie che mi riguardano da Google

9 Settembre 2014
COME FARE PER: cancellare delle notizie che mi riguardano da Google

Diritto all’oblio: guida pratica per togliere i link pregiudizievoli alla web-reputation.

 

La Corte di Giustizia UE [1] ha obbligato Google a garantire il diritto all’oblio a chiunque ne faccia richiesta.

Google è intervenuta rapidamente e per mettersi in regola ha predisposto un modello da compilare online [2] tramite il quale è possibile richiedere la rimozione dei risultati delle ricerche che riguardano un determinato evento o una determinata persona [3].

Prima di analizzare il modello è bene fare alcune precisazioni. Google infatti avverte subito che non procederà in automatico alla rimozione di qualsiasi contenuto le venga indicato ma che, ogni volta, compirà le valutazioni del caso [4]. Ad esempio, le informazioni relative ad una frode fiscale o a un caso di negligenza professionale (un medico che sbaglia gravemente un intervento chirurgico) tendenzialmente non saranno cancellate. In questo caso, infatti, l’operatore informatico ritiene che l’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti abbia la precedenza.

Venendo alla cancellazione vera e propria ecco cosa è necessario fare.

Anzitutto serve una copia digitale di un documento di identità. La procedura, poi, può essere portata avanti sia dall’interessato sia da un altro soggetto, come potrebbe essere il genitore di un minore, il legale rappresentante di una società o un avvocato [5].

È necessario poi indicare, oltre al nome del richiedente (e il rapporto che lo lega all’eventuale rappresentante) la chiave di ricerca che conduce al link da rimuovere: ad esempio, il proprio nome e cognome se questo porta ad una pagina che non si vuole richiamare [6].

Si arriva poi al cuore dell’operazione. Vanno cioè indicati tutti i singoli link di cui si vuol chiedere la cancellazione. L’operazione è molto più semplice di quanto possa apparire.

Per prima cosa occorre aprire la pagina web di cui si vuole chiedere la rimozione. Fatto ciò è necessario copiare l’indirizzo (in inglese url) della pagina. Lo si trova agevolmente nella barra degli indirizzi in alto sul browser e lo può copiare con tasto destro > copia col mouse o con la combinazione da tastiera ctrl+c.

Il link così copiato va poi incollato (tasto destro > incolla o ctrl+v) nell’apposito campo sul modulo di Google. L’operazione può essere ripetuta tante volte quanti sono i singoli link di cui si chiede la rimozione.

Per completare questa fase Google ci chiede altre due informazioni per ciascun link indicato.

In primo luogo è necessario spiegare perché quella pagina “incriminata” riguarda il richiedente. Le motivazioni possono essere molteplici (ad esempio si tratta di un articolo di giornale che riguarda una vicenda personale) ma vanno indicate, altrimenti Google ignorerà la richiesta.

In secondo luogo, è necessario indicare il motivo per cui la presenza degli url indicati nei risultati di ricerca è “irrilevante, obsoleta o comunque discutibile”.

Queste sono le uniche motivazioni che Google elenca per poter procedere alla cancellazione.

I due elementi sopra indicati vanni indicati per ciascun url nell’apposito campo e quindi la cosa migliore da fare per evitare confusione è quella di indicare un url, indicare il motivo per cui lo stesso riguarda il richiedente e il motivo per cui se ne chiede la rimozione e poi ripetere tale procedimento per ciascun url.

In questo modo sia il richiedente che i tecnici di Google potranno lavorare al meglio.

Come anticipato, sarà poi necessario allegare una copia digitale di un proprio documento di identità.

Pensando alla privacy, Google spiega che il documento può essere coperto in alcune sue parti (ad esempio numeri identificativi) o e che può essere coperta anche la foto, a patto che non sia una foto ciò di cui si chiede la rimozione [7].

Ad ulteriore tutela, soprattutto visto il valore di un documento di identità, Google assicura che la copia digitale, salvo casi previsti dalla legge, verrà distrutta entro un mese dalla chiusura della procedura.

In ultimo, dopo aver dichiarato che le informazioni immesse nei campi sono veritiere, è necessario indicare la propria firma (il nome anagrafico completo) e la data.

Dal momento dell’invio la segnalazione verrà presa in carico da Google che potrà eventualmente contattare il richiedente tramite mail.

L’operazione, come si è visto, è molto semplice e richiede pochi minuti per esser compiuta. Bisogna segnalare che anche altri motori di ricerca si stanno muovendo nella stessa direzione come ad esempio Bing, il motore di ricerca di Microsoft.

Per concludere, va ricordato come l’operazione non porti alla cancellazione del contenuto delle pagine web, ma solo alla loro rimozione dall’indicizzazione di Google [8].

di ANDREA PASSANO


note

[[1]] Il testo integrale è rinvenibile su internet.

[2] La rimozione è gratuita.

[3] Luci ed ombre del meccanismo sono state efficacemente esplicate in un precedente articolo https://www.laleggepertutti.it/51518_oblio-su-internet-la-richiesta-a-google-non-garantisce-la-cancellazione .

[4] Google farà cioè un bilanciamento tra il diritto alla privacy della persona e il diritto di rendere accessibili le informazioni e l’interesse pubblico a trovarle.

[5] Per sapere infatti se l’informazione lesiva che si intende rimuovere comporta anche profili di responsabilità, civile o penale per l’autore, è consigliabile rivolgersi ad un legale esperto in materia.

[6] A volte potrebbe essere utile fare il cosiddetto egosearching e cioè cercare su internet il proprio nome e cognome per scoprire se i risultati della ricerca corrispondono o meno alla realtà.

[7] A Google infatti in questo caso la fotografia serve per eseguire un confronto.

[8] A tal proposito si richiama https://www.laleggepertutti.it/53405_diritto-alloblio-esiste-davvero .

Autore immagine: 123rf com


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