Diritto e Fisco | Articoli

Articolo 107 Costituzione: spiegazione e commento

17 Marzo 2022
Articolo 107 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 107 sull’inamovibilità dei magistrati, i provvedimenti disciplinari nei loro confronti e l’uguaglianza tra i giudici.

I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.

Il ministro della Giustizia ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare.

I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.

Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

La tutela dei magistrati nella Costituzione

L’articolo 107 della Costituzione torna sull’indipendenza della magistratura e, in modo particolare, dei singoli giudici. La norma insiste su quanto già stabilito nell’articolo 105, quando si parlava del divieto di trasferire un magistrato (in condizioni normali) senza il suo consenso, per garantire la sua inamovibilità. Ed è proprio questo il primo principio sancito dall’articolo 107: i magistrati sono inamovibili. E lo sono su due aspetti molto importanti: la loro funzione e la loro sede.

Un giudice non può essere privato delle sue funzioni contro la sua volontà, a meno che non si verifichi qualche circostanza prevista dalla legge. Si pensi a chi non può più esercitare per motivi di salute o a chi ha violato l’ordinamento giudiziario ed è stato dichiarato inadatto in seguito ad un doppio giudizio negativo sulla sua professionalità.

Allo stesso modo, un giudice non può essere spostato in un’altra sede se lui stesso non si dice d’accordo con il trasferimento, anche in questo caso con le eccezioni previste dalla legge. Può essere il caso di chi non può svolgere il suo compito di amministrare la giustizia a causa di fattori esterni.

Quali sono gli effetti di questa norma costituzionale? Con questa doppia accezione dell’inamovibilità dei magistrati l’articolo 107 vuole evitare che i giudici subiscano delle pressioni da gruppi politici o di potere che non accettano la legalità e non riescano a portare avanti il loro dovere con serenità, imparzialità e indipendenza. In altre parole, che possano essere rimossi da una sede in cui qualcuno li ritiene «scomodi». Per questo motivo, la Costituzione affida al Consiglio superiore della magistratura la facoltà di destinare altrove un magistrato solo a due condizioni: che la decisione venga presa per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento oppure che il trasferimento sia consensuale, cioè che il giudice sia d’accordo con il cambio di sede. E ciò a differenza degli Stati autoritari in cui si dispone come si vuole del destino dei magistrati, a seconda della volontà e degli interessi di chi comanda. Se in Italia questo non è possibile è proprio grazie alla Costituzione.

Il potere disciplinare del ministero della Giustizia

Altro tassello che l’articolo 107 della Costituzione inserisce nel mosaico dell’indipendenza della magistratura è quello che riguarda i provvedimenti disciplinari, sui quali il ministero della Giustizia ha dei limiti evidenti. Il Guardasigilli, così come il Procuratore generale della Corte di Cassazione, possono solo «suggerire» al Consiglio superiore della magistratura di avviare un procedimento nei confronti di un giudice che, a loro avviso, abbiano commesso qualche violazione dell’ordinamento giudiziario. In sostanza, Ministero e Procuratore generale chiedono, ma non decidono.

L’ultima parola spetta al Csm, che può disporre un trasferimento «punitivo» di un magistrato condannato per avere violato le regole contenute nel codice comportamentale. Tale procedimento si svolge presso la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura con la prassi del processo penale, che presuppone il diritto alla difesa e al contraddittorio. Alla base del procedimento, però, non ci può essere il contenuto delle sue decisioni, per quanto esse si possano contestare secondo la normativa (primo grado, appello, Cassazione).

Il principio di uguaglianza tra i magistrati

L’articolo 107 della Costituzione stabilisce che non esiste un magistrato più importante di un altro ma esiste un magistrato con funzioni diverse da quelle di un altro. È il principio di uguaglianza formale fra tutti i giudici nell’esercizio della loro attività. Non c’è, pertanto, alcun vincolo gerarchico, non c’è un «capo» e un «subalterno», come in altri uffici pubblici.

L’eccezione a questa regola riguarda i pubblici ministeri, o magistrati inquirenti. A differenza di quelli giudicanti, per quanto godano della stessa indipendenza e autonomia rispetto a loro, i pm sono inseriti in un’organizzazione di tipo gerarchico, poiché ci sono dei titolari esclusivi del diritto penale a capo dei vari uffici. Si parla del Procuratore generale presso la Cassazione, del Procuratore presso la Corte d’appello e del Procuratore della Repubblica. Tutti loro possono esercitare in prima persona o delegare ai rispettivi sostituti procuratori.

A tutela dei pm si inserisce la sentenza n. 420 del 1995 della Corte costituzionale, secondo cui «l’attività e l’indipendenza del pubblico ministero trovano la loro legittimazione nell’articolo 112 della Costituzione che sancisce l’obbligatorietà dell’azione penale», vale a dire l’esercizio obbligatorio dell’attività volta ad accertare la responsabilità per i reati commessi.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube