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Affidamento esclusivo: il padre può vedere il figlio?

16 Marzo 2022
Affidamento esclusivo: il padre può vedere il figlio?

Separazione e divorzio: il diritto di visita del genitore non collocatario e il diritto alla bigenitorialità del figlio.

Un nostro lettore ci chiede se, in caso di affidamento esclusivo, il padre può vedere il figlio. In questo caso, la madre ritiene che l’ex partner sia inadeguato alla crescita dei bambini e vorrebbe impedirgli di avere incontri con loro, non almeno da solo. È lecito un comportamento del genere? Per comprenderlo dobbiamo partire dalla differenza che c’è tra collocamento e affidamento, per poi spiegare come si atteggia, in tutto questo, il cosiddetto diritto alla bigenitorialità che spetta, per Costituzione, a tutti i figli.

Ma procediamo con ordine e vediamo se il padre ha diritto a vedere il figlio in caso di affido esclusivo.

Come funziona la collocazione dei figli?

Quando moglie e marito divorziano, il giudice colloca i figli minori presso la residenza del genitore che ritiene più idoneo al loro bene (è il cosiddetto «collocamento esclusivo»), a tal fine tenendo conto comunque della volontà espressa da questi ultimi se hanno almeno 12 anni.

L’altro genitore, quello cioè non convivente, ha il diritto, ma anche e soprattutto il dovere, di incontrare periodicamente i figli, partecipare alla loro vita quotidiana, mantenere dei solidi legami. Se non dovesse comportarsi così, un giorno potrebbe essere citato dinanzi a un tribunale civile, dal figlio stesso, per pagare il risarcimento dovuto a seguito della “carenza affettiva” procurata con il proprio atteggiamento indifferente ed egoistico.

Logica conseguenza della collocazione dei figli presso un genitore è la condanna, nei confronti dell’altro, a versare al primo un assegno periodico per contribuire a tutte le spese necessarie alle esigenze quotidiane della prole. E questo perché entrambi i genitori devono mantenere i figli in proporzione alle proprie capacità economiche.

Come funziona l’affidamento dei figli?

Insieme alle decisioni sul collocamento e sul mantenimento dei figli, il giudice prende anche la decisione sull’affidamento dei figli. L’affidamento non è altro che il potere, accordato di regola a entrambi i genitori, di concordare tutte le questioni relative alla crescita, istruzione, salute ed educazione dei figli: decisioni che appunto devono essere prese all’unisono. Tale bilanciamento di poteri tra padre e madre, che viene chiamato affidamento condiviso, è conforme alla decisione. Questo significa che il genitore “collocatario”, quello cioè con cui i figli vanno a vivere, deve comunque assumere le decisioni più importanti di comune accordo con l’ex, non anche quelle relative alla gestione quotidiana (ad esempio cosa cucinare per cena).

Solo in caso di particolare inadeguatezza di uno dei due genitori, perché dannoso per la crescita dei figli, il giudice stabilisce l’affidamento esclusivo in capo all’altro.

In caso di affidamento esclusivo, ci sono le visite con il padre?

Nell’ipotesi in cui il giudice riconosca l’affidamento esclusivo alla madre, per l’incapacità del padre, può quest’ultimo comunque vedere regolarmente i figli? La questione è stata sottoposta all’attenzione della Cassazione [1]. Secondo la Corte, l’affidamento esclusivo dei figli minorenni alla madre non blocca l’autorizzazione a weekend alternati con il padre, pernottamenti compresi, e la definizione di un preciso calendario di visite e incontri, qualora la conflittualità tra i genitori ostacolerebbe un’organizzazione soft rimessa alla volontà materna.

La ragione di tale opzione è abbastanza scontata: l’affidamento esclusivo non comporta il venir meno del diritto alla bigenitorialità sancito nell’interesse più del figlio che del genitore stesso, per la sua stabilità emotiva ed affettiva, per una sana ed equilibrata crescita. Una disciplina rigorosa, sì, ma strumentale per garantire il benessere psicofisico del minore, messo altrimenti a rischio dalle barriere relazionali innalzate dai genitori.


note

[1] Cass. ord. n. 7090/22 del 3.03.2022.


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