Diritto e Fisco | Articoli

5 cose da sapere sul contratto di apprendistato

16 Marzo 2022 | Autore:
5 cose da sapere sul contratto di apprendistato

Quale tipo di rapporto di lavoro, quanto dura, quanto si guadagna, quale scopo ha. E l’importanza delle agenzie di somministrazione.

Nessuno nasce «imparato»: quando un giovane si affaccia al mondo del lavoro, ha bisogno per forza di un periodo congruo di tempo per mettere in pratica ciò che gli hanno insegnato a scuola o all’università o semplicemente per prendere dimestichezza con un mestiere al quale vorrebbe dedicarsi nella sua vita. L’esperienza del tirocinio è molto importante ma non sempre basta per essere al livello di altri colleghi. Per questo motivo, il primo contratto avrà un momento iniziale in cui attività lavorativa e formativa dovranno viaggiare di pari passo. È il cosiddetto contratto di apprendistato. Un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ma con delle peculiarità rispetto a quelli di chi è già più esperto. Ci sono almeno 5 cose da sapere sul contratto di apprendistato. Vediamo quali sono.

Contratto di apprendistato: che cos’è?

Come appena accennato, il contratto di apprendistato è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che ha un doppio obiettivo: la formazione del neoassunto e l’incentivo all’occupazione di giovani tra 15 e 29 anni.

Questo tipo di contratto prevede un percorso formativo all’interno dell’azienda parallelo all’attività lavorativa svolta dal giovane. In questo modo, pur svolgendo quotidianamente la sua mansione, il dipendente in apprendistato acquisisce le competenze necessarie sia per raggiungere una professionalità specifica, nel caso dell’apprendistato professionalizzante o di 2° livello, sia per ottenere un titolo di studio se viene attivato un apprendistato di 1° e di 3° livello.

Attenzione, però: qualora manchi tale formazione, il contratto di apprendistato è nullo e si trasforma, con effetto retroattivo, cioè sin dall’inizio, in un ordinario contratto di lavoro subordinato full time.

Al termine del percorso, il giovane può continuare il suo contratto a tempo indeterminato all’interno della stessa azienda.

Contratto di apprendistato: quali tipi ci sono?

Abbiamo citato diversi livelli di contratto di apprendistato: che cosa significa nel dettaglio? Se ne distinguono tre:

  • apprendistato di 1° livello. Ha come scopo la qualifica o il diploma professionale. È riservato ai giovani tra 15 e 25 anni e porta il ragazzo ad ottenere il titolo di studio necessario allo svolgimento del lavoro previsto dal suo contratto, attraverso l’alternanza tra scuola e azienda;
  • apprendistato di 2° livello. È un contratto di mestiere per giovani tra 17 e 29 anni. Ha come scopo imparare una specifica professionalità attraverso l’attività lavorativa e momenti di formazione che si svolgono solo in azienda. Questo contratto può essere applicato anche a chi percepisce un trattamento di disoccupazione, senza limiti di età;
  • apprendistato di 3° livello. È un contratto di alta formazione e ricerca per giovani tra 18 e 29 anni. Ha come scopo il conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi di istituti tecnici superiori o il praticantato per l’accesso ad una professione ordinistica.

Contratto di apprendistato: quanto dura?

La durata di un contratto di apprendistato è relativa perché, come abbiamo visto, ce ne sono diverse tipologie. In comune, però, hanno una cosa: non possono essere attivi per meno di sei mesi. Questa è la durata minima dell’apprendistato. Per quanto riguarda quella massima, occorre fare riferimento ai contratti nazionali di categoria (i Ccnl), agli accordi sindacali interconfederali o a quelli tra università e Regioni.

Va da sé che i contratti di 1° e di 3° livello, cioè quelli che hanno come scopo il conseguimento di un titolo di studio, devono avere una durata consona al traguardo formativo da raggiungere, cioè al titolo stesso, senza superare i 3 o i 4 anni in determinati casi.

Raggiunta la fine dell’apprendistato, lavoratore e azienda hanno la facoltà di interrompere il rapporto (purché venga fatto con il dovuto preavviso). In caso contrario, se nessuna delle parti dice alcunché, il contratto prosegue in automatico come rapporto ordinario di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Contratto di apprendistato: quanto si guadagna?

Ecco una delle solite domande che molti giovani pongono durante i colloqui di lavoro: «Scusi, quanto si guadagna?». Imparerà presto che lo stipendio dipenderà dal suo inquadramento. A tal proposito, bisogna precisare che il livello contrattuale previsto in un contratto di apprendistato – e di conseguenza la retribuzione – non può essere inferiore di due livelli rispetto a quello di un lavoratore qualificato che svolge la stessa mansione all’interno dell’azienda. Ad ogni modo, anche in questo caso, tutto è specificato nel contratto nazionale di categoria.

Non bisogna dimenticare che l’apprendista ha diritto a ferie, permessi Rol, Tfr e contributi Inps a fini assicurativi e pensionistici. Insomma, al trattamento a cui hanno diritto tutti gli altri dipendenti, compresa la malattia.

Contratto di apprendistato: il supporto di un’agenzia per il lavoro

Un contratto di apprendistato comporta, tra le altre cose, dei vincoli di legge che non vanno sottovalutati. Non si tratta soltanto di avviare un rapporto di lavoro in cui il giovane che si inserisce in un’azienda impara un mestiere oppure ottiene un titolo di studio come può e con tutta la sua buona volontà: ha bisogno e diritto ad un supporto valido che lo accompagni durante il suo percorso formativo. In particolare, la legge prevede:

  • l’obbligo di individuare un tutor o referente aziendale;
  • la possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali tramite i fondi paritetici interprofessionali;
  • l’obbligo di registrare la formazione effettuata e la qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita nel fascicolo elettronico del lavoratore.

A tal fine, l’apprendista può fare a monte una scelta che lo agevoli nel raggiungimento dei suoi obiettivi, appoggiandosi ad un’agenzia per il lavoro che gli consenta di avere:

  • un percorso formativo personalizzato;
  • competenze sui veri bisogni del mercato del lavoro;
  • un rapporto con un tutor dell’agenzia a cui affidare il proprio percorso;
  • tutele previdenziali ed assistenziali, come l’assistenza in caso di infortunio, l’indennità di maternità, il congedo matrimoniale, gli assegni per i figli, ecc.

È un errore pensare che il lavoratore in somministrazione, cioè quello che arriva in azienda tramite un’agenzia di lavoro, venga trattato in maniera diversa rispetto agli altri dipendenti: esiste, infatti, un principio di parità di trattamento che garantisce gli stessi diritti. Dice la legge, come abbiamo detto in precedenza: «Per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, i lavoratori del somministratore hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore».

Da questo punto di vista, l’agenzia per il lavoro si pone anche come garante dei diritti del lavoratore in somministrazione, poiché l’azienda è tenuta a comunicare all’agenzia il trattamento economico e normativo applicato a chi svolge le stesse mansioni.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube