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Infiltrazioni d’acqua e notifica tardiva del danneggiato

7 Agosto 2022 | Autore:
Infiltrazioni d’acqua e notifica tardiva del danneggiato

Entro quanto tempo vanno segnalate le infiltrazioni che provengono dal piano di sopra? Denuncia di sinistro all’assicurazione: entro quanto va fatta?

Le infiltrazioni d’acqua che provengono dal piano di sopra possono costituire un grave problema, a volte risolvibile solamente facendo ricorso al giudice. È ciò che accade spesso nei condòmini, quando tra proprietari siti su piani diversi dell’edificio non si riesce a trovare un accordo. A volte, è il condominio stesso a essere responsabile delle infiltrazioni, quando queste provengono da una parte comune (come ad esempio dal lastrico solare). Con questo articolo ci occuperemo di un argomento specifico: vedremo cioè cosa succede nel caso di infiltrazioni d’acqua e di notifica tardiva del danneggiato.

Può capitare che il proprietario dell’immobile in cui sono visibili le perdite d’acqua non segnali subito il fatto al responsabile delle infiltrazioni. Ciò può accadere, ad esempio, nel caso in cui l’immobile sia disabitato in quanto il suo titolare abita altrove oppure perché la macchia di umidità causata dalle infiltrazioni era nascosta dal mobilio. Insomma, può succedere che il danneggiato non si accorga subito del pregiudizio. Cosa accade in questi casi? Cosa succede se, in presenza di infiltrazioni d’acqua, c’è la notifica tardiva del danneggiato? Scopriamolo insieme.

Infiltrazioni acqua: chi è responsabile?

Il responsabile delle infiltrazioni d’acqua è il proprietario dell’immobile da cui esse promanano. Dovrà quindi essere lui a pagare il risarcimento.

Ad esempio, se, a causa della rottura di un tubo, l’acqua penetra nelle pareti dell’appartamento che si trova al piano di sotto, il proprietario della casa da cui proviene l’infiltrazione dovrà risarcire i danni.

Infiltrazioni casa in affitto: chi paga?

Diversa è la responsabilità per infiltrazioni nell’ipotesi di casa in affitto. In questo caso, per quanto riguarda gli impianti e le condutture interne ai muri la responsabilità ricade sul proprietario, a cui spetta l’onere della manutenzione straordinaria.

Se, diversamente, l’infiltrazione è dovuta a cattiva manutenzione ordinaria oppure a una propria colpa, l’inquilino può essere chiamato a rispondere del danno in prima persona.

Ad esempio, se il conduttore dimentica l’acqua aperta nella vasca da bagno e questa, debordando, allaga il pavimento e causa infiltrazioni anche al piano inferiore, allora la colpa sarà solamente dell’inquilino e non del proprietario.

Se, invece, scoppiano le tubazioni che si trovano tra pavimento e soffitto, allora dovrà essere il proprietario a pagare i danni.

Infiltrazioni in condominio. chi paga?

Per le infiltrazioni d’acqua in condominio vale quanto detto sinora a proposito della responsabilità del proprietario e dell’inquilino. A queste considerazioni deve aggiungersi l’ipotesi delle infiltrazioni che provengono dai beni condominiali, come ad esempio il lastrico solare o il tetto. In questo caso, la responsabilità è dell’intero condominio, il quale dovrà risarcire i danni al condomino danneggiato.

Una particolare ipotesi è quella delle infiltrazioni provenienti dal lastrico solare di proprietà esclusiva: in questo caso, la responsabilità va divisa tra il titolare (nella misura di 1/3) e il condominio (per la restante parte di 2/3).

Infiltrazioni: cosa succede in caso di notifica tardiva?

La legge non stabilisce un termine entro cui segnalare la presenza di infiltrazioni d’acqua nel proprio immobile. Ciò significa che il danneggiato potrà chiedere il risarcimento anche a distanza di molto tempo dalla comparsa delle prime macchie di umidità.

La notifica tardiva del danneggiato può però incidere sull’entità del risarcimento, se a questo ritardo è corrisposto quello ad adottare tempestivamente ogni misura idonea a limitare le conseguenze negative derivanti dal fatto.

Secondo la legge [1], non è dovuto il risarcimento per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza.

In pratica, se il danneggiato era perfettamente a conoscenza delle infiltrazioni presenti in casa propria e non ha provveduto subito a limitarne la portata, le conseguenze ulteriori che si sarebbero potute evitare mediante una condotta più accorta non sono risarcibili.

È il caso del padrone di casa che si rende perfettamente conto che c’è un’infiltrazione che proviene dal piano di sopra ma che, nonostante tutto, non provvede a spostare il mobilio posto vicino alla parete, favorendo così il danneggiamento anche dell’arredo.

In un caso del genere, non sarà possibile chiedere il risarcimento anche per i danni al mobilio, visto che questi si sarebbero potuti facilmente evitare con una condotta più accorta.

Insomma: non è la segnalazione tardiva delle infiltrazioni a pregiudicare l’entità del risarcimento, quanto l’inerzia del danneggiato di fronte all’evento lesivo.

Infiltrazioni: entro quanto vanno denunciate all’assicurazione?

Diverso è il discorso se le infiltrazioni d’acqua devono essere notificate all’assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni.

La copertura per i danni da infiltrazione rientra infatti tra le garanzie accessorie della polizza casa e consente di essere risarciti in caso di eventi imprevisti come, ad esempio, la rottura improvvisa di tubazioni.

La legge [2] dice che l’assicurato deve dare avviso del sinistro all’assicurazione (o all’agente autorizzato a concludere il contratto) entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o l’assicurato ne ha avuta conoscenza. La polizza può stabilire un termine diverso (in genere, più lungo).

Cosa succede se l’assicurato non denuncia il sinistro (cioè, l’infiltrazione) nei termini stabiliti? Dipende:

  • se l’omessa denuncia è fatta apposta, cioè è voluta dall’assicurato, il quale magari pensa di lucrare di più sull’indennizzo, allora la società assicuratrice può rifiutarsi di pagare alcunché;
  • se l’omessa denuncia è invece frutto di una negligenza, allora l’assicurazione può ridurre l’entità del risarcimento.

Anche per la denuncia delle infiltrazioni d’acqua all’assicurazione vale quanto detto sopra a proposito del dovere di intervenire tempestivamente per limitare i danni.

Per legge [3], l’assicurato deve fare quanto gli è possibile per evitare o diminuire il danno. Insomma, sussiste un vero e proprio obbligo di salvataggio in capo all’assicurato, che si traduce nel dovere di intervenire per limitare le infiltrazioni e, soprattutto, i suoi effetti deleteri.

Come per l’omessa denuncia, anche chi si sottrae all’obbligo di salvataggio rischia di perdere il risarcimento in tutto o solo in parte, a seconda del comportamento doloso o colposo tenuto dall’assicurato.


note

[1] Art. 1227 cod. civ.

[2] Art. 1913 cod. civ.

[2] Art. 1914 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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