Diritto e Fisco | Articoli

Incidente stradale: cosa incide sul risarcimento ai superstiti

17 Marzo 2022 | Autore:
Incidente stradale: cosa incide sul risarcimento ai superstiti

Come si calcola il danno parentale in caso di sinistro mortale quando i genitori sono in età avanzata e ci sono altri figli rimasti in vita.

Perdere un figlio è l’evento più doloroso che ci sia. Il dolore dei genitori è incolmabile e soffriranno certamente per tutto il resto della loro vita. Ma quando la morte è conseguenza di un fatto illecito la legge prevede, a parziale compensazione economica di questa profonda ed enorme sofferenza, il risarcimento del danno da perdita parentale. In caso di incidente stradale con morte di un figlio o di un altro familiare stretto, cosa incide sul risarcimento che spetta ai genitori superstiti?

Calcolare il prezzo del dolore non è facile. Così, per quantificare l’importo del risarcimento dovuto, i giudici ricorrono ad apposite tabelle di calcolo, anche se talvolta se ne discostano in casi particolari, come quello dei genitori in età molto avanzata. Ad esempio una recente sentenza del tribunale di Pavia [1] ha riconosciuto un risarcimento ridotto a due genitori superstiti (rispettivamente di 76 e 78 anni) perché la loro aspettativa di vita era limitata e inoltre c’erano altri figli accanto a loro, in grado di alleviare il dolore della perdita del figlio morto nell’incidente stradale.

Danno parentale: cos’è e a chi spetta

Il danno parentale  è lo sconvolgimento dell’esistenza provocato dalla perdita di un proprio caro a seguito di un fatto illecito altrui, come una colpa medica o un sinistro stradale. È un danno di natura non patrimoniale, che riguarda la sofferenza interiore. La giurisprudenza afferma che «il fatto illecito costituito dall’uccisione di un congiunto dà luogo a un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce soggetti legati da uno stretto vincolo di parentela» [2].

Il risarcimento del danno da perdita parentale spetta ai prossimi congiunti ed anche ad altri familiari meno stretti, come nel caso della morte del nonno e della morte dello zio.  La convivenza, o coabitazione, con il familiare deceduto non è indispensabile ai fini del risarcimento, perché l’intensità del legame affettivo può sussistere anche se non si vive insieme. È il caso dei figli divenuti adulti e che hanno formato una propria famiglia, senza abitare più dai propri genitori, con i quali mantengono sempre un rapporto stabile e profondo.

Danno parentale: come si prova

La prova del danno parentale deve essere fornita dal danneggiato. Questa dimostrazione del legame affettivo sussistente con il familiare deceduto può essere fornita anche attraverso presunzioni, cioè elementi e circostanze che consentono di risalire dal fatto noto (la morte di un figlio o di un altro parente stretto) al fatto ignoto da provare (l’intensità del rapporto e dunque del dolore provocato dalla scomparsa).

Il rapporto di affetto che intercorre tra un genitore e un figlio, o tra un nonno e un nipote, è, ovviamente, impalpabile e difficile da ricostruire con esattezza: per questo motivo la frequentazione costante e assidua – soprattutto quando non c’è convivenza nella stessa abitazione – può essere dimostrata in via presuntiva con tutti i mezzi di prova consentiti nel processo civile (lettere e corrispondenza, chat su Whatsapp, fotografie, filmati di momenti trascorsi insieme, testimonianze dei parenti, ecc.). Per approfondire queste situazioni leggi: “Danno parentale: come si dimostra“.

Danno parentale: come si liquida

La liquidazione del danno parentale avviene sempre in via equitativa, come prevede l’art. 1226 del Codice civile per tutti i casi in cui il danno non può essere «provato nel suo preciso ammontare». Per determinare l’esatto importo da riconoscere ai familiari superstiti i giudici ricorrono alle tabelle elaborate dal tribunale di Milano, che vengono seguite da quasi tutti gli uffici giudiziari italiani.

Tutto ciò in attesa che venga introdotta la tabella unica nazionale prevista dal Codice delle assicurazioni private [3], che dovrebbe entrare in vigore, salvo slittamenti, a maggio 2022. Nel frattempo la personalizzazione del danno – che va sempre rapportato al caso concreto, e perciò non può essere stabilita in importi fissi ed assoluti – viene compiuta in base ad una “forbice” di valori, compresi tra un minimo e un massimo per ogni categoria. Ad esempio, l’edizione 2021 delle tabelle milanesi fissa, per la perdita di un figlio, un importo del danno parentale ai genitori che va da 168.250 euro a 336.500 euro, con un valore medio di 252.375 euro. Per conoscere altri valori in relazione ai rapporti di parentela leggi “Danno parentale: quanto prendono i familiari?“.

Incidente stradale: quale risarcimento per i superstiti anziani?

La Corte di Cassazione, nelle ultime pronunce emanate sul tema del danno parentale [4], preferisce l’applicazione del sistema “a punteggio” secondo le tabelle del tribunale di Roma, in quanto connotato da maggiore certezza. Intanto i giudici di merito – come quello di Pavia nella sentenza che abbiamo anticipato all’inizio [1] – preferiscono ancora muoversi all’interno della forbice di valori prevista dalle tabelle milanesi, integrata e corretta in base alle peculiarità della vicenda.

In questo caso il risarcimento attribuito agli anziani genitori del figlio morto in un incidente stradale è stato abbattuto in considerazione della loro età avanzata, e, dunque, «del tempo circoscritto della perdita rispetto alla vita residua dei danneggiati, almeno secondo una stima media». I giudici hanno individuato un valore non elevato, nel range consentito dalle tabelle milanesi, anche perché c’erano altri figli e discendenti rimasti in vita che – senza nulla togliere alla «tragicità dell’evento», specifica il tribunale – costituisce un fattore «indubbiamente idoneo ad alleviare, almeno nel medio-lungo periodo, il dolore della perdita».

Approfondimenti


note

[1] Trib. Pavia, sent. n. 330 del 14.03.2022.

[2] Cass. ord. n. 4253/2012, n. 21230/2016 e n. 5452/2020.

[3] Art. 138 D.Lgs. n. 209/2005.

[4] Cass. sent. n. 33005/2021, n. 26300/2021 e n. 10579/2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube