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Quali sanzioni per l’uso di contanti oltre i limiti di legge?

17 Marzo 2022
Quali sanzioni per l’uso di contanti oltre i limiti di legge?

Soglie di pagamenti in contanti e limiti di tracciabilità: cosa rischia chi supera il limite di legge? 

Come a tutti noto, la legge pone dei limiti all’uso dei contanti. Limiti rivolti a contrastare l’evasione fiscale. Tali limiti – che non si applicano ai prelievi sul conto corrente bancario – riguardano qualsiasi tipo di scambio di denaro contante tra soggetti diversi: la vendita, la donazione, il prestito, ecc. 

Ma cosa succede se si viola la legge? Quali sono le sanzioni per l’uso di contanti oltre i limiti di legge? Chi è che rischia: chi paga o chi prende i soldi? 

Sarà bene fare alcuni chiarimenti per rendere l’argomento comprensibile a chiunque.

Qual è il limite di pagamento di contanti?

Mai argomento più di questo è stato segnato dal corso della politica e dai suoi rappresentanti. Quasi tutti gli ultimi governi hanno rivisto le soglie di utilizzo dei contanti, alcune volte restringendoli e altre volte ampliandoli. 

Ad oggi, il limite di utilizzo di contanti è di 2.000 euro. Pertanto, fino a 1.999,99 euro è possibile pagare in contanti; da 2.000 euro in poi invece bisogna utilizzare strumenti tracciabili come: 

  • il bonifico bancario o postale, 
  • la carta di credito o la carta di debito (il cosiddetto bancomat), 
  • il vaglia, 
  • la carta prepagata (con o senza Iban), 
  • l’assegno bancario non trasferibile o l’assegno circolare. 

A partire dal 1° gennaio 2023, la soglia “limite” dovrebbe passare a 1.000 euro con possibilità di utilizzare i contanti solo fino a 999,95 euro (cifra approssimata per difetto). In realtà, tale limite doveva già essere operativo a partire dal 1° gennaio 2022, senonché il decreto “milleproroghe” ha fatto slittare l’appuntamento all’anno successivo.

Quali sono i limiti dei contanti negli anni?

Negli ultimi 12 anni, il limite all’utilizzo dei contanti è cambiato ben nove volte. La tabella qui sotto riassume i passaggi.

Legge
Periodo di riferimento
Limite pagamento contanti
Art. 1 Dl 143/199109.05.1991L. 20.000.000
Limite contanti convertito dalla lira in euro01.01.2002€ 10.329,14
Articolo 49, Dlgs 231/200726.12.2002€ 12.500,00
Articolo 49, Dlgs 231/200730.04.2008€ 5.000,00
Articolo 32, Dl 111/200825.06.2008€ 12.500,00
Articolo 20, Dl 78/201031.05.2010€ 5.000,00
Articolo 2, Dl 138/201113.05.2010€ 2.500,00
Articolo 12, Dl 201/201106.12.2011€ 1.000,00
Legge Stabilità 201601.01.2016€ 3.000,00
Legge Bilancio 2020 L. 160/201901.07.2020€ 2.000,00
Legge di Bilancio 2020 – Legge 160/2019 modificata dal Milleproroghe 202101.01.2022€ 2.000,00
Legge Bilancio 2020 L. 160/201901.01.2023 (salvo diverse previsioni)€ 1.000,00

Quali sanzioni rischia chi paga in contanti oltre i limiti?

L’utilizzo di contanti oltre i limiti è sanzionato con una pena pecuniaria di carattere amministrativo (non si tratta quindi di un reato). L’importo va da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 50.000 euro. 

La soglia minima di 2.000 euro scenderà a 1.000 euro non appena la soglia dell’uso dei contanti scenderà anch’essa a 1.000 euro (ciò che, come detto, dovrebbe avvenire il 1° gennaio 2023, salvo ulteriori proroghe).

La sanzione viene comminata ad entrambe le parti: tanto a chi paga, tanto a chi riceve i soldi. 

Come detto in apertura, il limite ai contanti riguarda non solo i pagamenti (per vendite, prestazioni di servizi, ecc.) ma qualsiasi tipo di ragione vi sia dietro lo scambio: quindi anche le donazioni e i mutui, così come il pagamento delle imposte. Difatti, il limite riguarda anche i rapporti tra privati cittadini e pubblica amministrazione. 

Restano escluse solo le operazioni sul conto corrente: difatti nel limite dei contanti ricadono solo gli scambi tra soggetti diversi mentre l’istituto di credito è solo un depositario (il denaro pertanto resta comunque di proprietà del correntista). Non può quindi parlarsi, in tali ipotesi, di un vero e proprio scambio. Si tenga tuttavia conto che, limitatamente ai prelievi, esiste comunque il limite di 10.000 euro oltre il quale si può essere segnalati alla Uif (l’Unità di informazione finanziaria).

Quando si può pagare in contanti sopra la soglia?

Non è frazionando i pagamenti che si può aggirare il limite ai contanti. Ad esempio, un soggetto che debba pagare una prestazione professionale di 5.000 euro non potrà effettuare 3 pagamenti diversi da 1.666,66 euro in occasioni differenti. 

Le uniche due possibilità di pagare in contanti somme che, complessivamente considerate, superano il limite della tracciabilità ma singolarmente prese sono al di sotto di esso, ricorre quando il pagamento rateizzato:

  • sia previsto in contratto: si pensi all’accordo tra cliente e avvocato con cui il primo paga al secondo 5mila euro, in cinque trance da 1.000 euro ciascuna, all’esito di ciascuna udienza;
  • sia frutto di una prassi commerciale: si pensi all’appaltatore che viene pagato a SAL, ossia a stato di avanzamento dei lavori. 


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