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Società: qual è la residenza fiscale

4 settembre 2015


Società: qual è la residenza fiscale

> Business Pubblicato il 4 settembre 2015



Sede legale, sede amministrativa, domicilio fiscale, doppia residenza, residenza all’estero: cosa prevede la legge.

In generale, si considera residente la società o l’ente che, per la maggior parte del periodo d’imposta (es. 200 giorni su 365 giorni di un anno), abbia in Italia, alternativamente, uno dei seguenti elementi:

sede legale: sede formale, stabilita dall’atto costitutivo o dallo statuto

sede amministrativa: luogo nel quale gli amministratori esercitano l’attività di gestione della società;

oggetto principale dell’attività: attività concretamente svolta per raggiungere gli scopi sociali. Pertanto, se tale attività viene svolta in parte in Italia e in parte all’estero, occorrerà verificare la prevalenza quantitativa dell’attività Italiana rispetto a quella estera. In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di chiarire che la semplice presenza in Italia di un ufficio di rappresentanza e pubbliche relazioni non determina l’acquisizione della residenza [1].

La nozione di residenza risulta chiaramente diversa da quella di domicilio fiscale. La determinazione del domicilio fiscale riguarda infatti gli aspetti procedimentali, e non quelli sostanziali del rapporto tributario, essendo finalizzata ad agevolare l’accertamento e la riscossione dell’imposta; conseguentemente il domicilio fiscale risulta attribuito anche ai soggetti non residenti.

A causa delle sovrapposizioni dei criteri di attribuzione della residenza adottati dagli Stati, nella pratica possono verificarsi situazioni di doppia residenza, in cui il medesimo soggetto risulta essere residente, ai fini impositivi, in più Stati o, viceversa, situazioni in cui il soggetto, per un certo lasso di tempo, potrebbe non risultare più residente nel Paese d’origine, ma non ancora residente in quello di destinazione. In tali ipotesi, l’Amministrazione finanziaria deve verificare caso per caso i criteri di collegamento dell’impresa con l’ordinamento interno ovvero con quello estero [2].

Inoltre, le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, eventualmente stipulate tra gli Stati interessati, prevedono criteri di determinazione della residenza alternativi rispetto a quelli stabiliti dai singoli ordinamenti, anche se gli stessi risultano operanti solo ai fini delle norme previste dalla convenzione medesima.

Società con sede all’estero e patrimonio investito prevalentemente in fondi immobiliari chiusi

Si presumono residenti, salvo prova contraria, le società ed enti il cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote di fondi di investimento immobiliare chiusi e siano controllati direttamente o indirettamente [3], per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti in Italia.

note

[1] Ag. Entrate, Ris. Min. 18 maggio 1978, n. 9/724.

[2] Ag. Entrate, Ris. AE 17 gennaio 2006 n. 9/E.

[3] Ai sensi dell’art. 2359 co. 1 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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