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Trasferirsi all’estero per non pagare i debiti: è possibile?

18 Marzo 2022
Trasferirsi all’estero per non pagare i debiti: è possibile?

Come rendersi nullatenente e non pagare i propri debiti. 

Un nostro lettore vorrebbe rendersi nullatenente, licenziandosi dal lavoro e, dopo aver chiesto un prestito a una finanziaria, scappare dall’Italia divenendo irreperibile. Ci chiede se è possibile trasferirsi all’estero per non pagare i debiti. Cerchiamo di fare il punto della situazione. Ci sono una serie di rischi e di conseguenze che spesso non vengono valutate.

Trasferirsi all’estero per non pagare le tasse in Italia

Innanzitutto il fatto di andare all’estero non interrompe l’obbligo di pagare le tasse in Italia se non si sposta, oltre alla residenza, anche la propria dimora abituale per almeno 183 giorni all’anno (184 negli anni bisestili). Oltre a ciò bisogna anche iscriversi all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero).

Trasferirsi all’estero per non pagare i debiti

Non perché ci si trasferisce in uno Stato estero i debiti cessano di esistere. Questi permangono in capo al soggetto in questione e, in teoria, potrebbero essere oggetto di un pignoramento anche nel Paese di destinazione. Pignoramento reso più facile nei Paesi dell’Ue (ma anche in altri come nel Regno Unito, per via di apposite convenzioni internazionali). 

Peraltro, il creditore può sempre evitare che il proprio diritto cada in prescrizione, inviando periodicamente lettere di sollecito, qualora il debitore dovesse tornare in Italia si ritroverebbe nuovamente con il debito sulle spalle. 

Se poi il debitore ha mantenuto la residenza in Italia, tutte le notifiche – che produrranno comunque effetto – saranno eseguite presso tale residenza e, in sua assenza, andranno “in giacenza” (presso il Comune o l’ufficio postale), considerandosi ugualmente effettuate ed efficaci. 

C’è però anche da dire che il creditore che, per molto tempo, non sia riuscito ad avere notizie del debitore e a recuperare le somme potrebbe abbandonare ogni tentativo di recupero lasciando che il debito si prescriva. 

La prescrizione è di norma di 10 anni per i debiti derivanti da contratto e di 5 anni per quelli derivanti da atto illecito.

Chiedere un finanziamento sapendo di licenziarsi

Si può chiedere un finanziamento prima di dimettersi dal lavoro, per non pagarlo e scappare all’estero, ma attenzione: tale condotta integra un reato, quello di insolvenza fraudolenta. Pertanto la finanziaria potrebbe ben querelare il debitore.

Peraltro, la mancata restituzione di un prestito erogato in Italia determina l’automatica iscrizione (per due anni) del nominativo del debitore nella Centrale Rischi Interbancaria e alla Crif. Con la conseguenza che, se il debitore dovesse tornare in Italia, non potrebbe poi aprire un conto corrente oppure ottenere un prestito. 

Trasferirsi all’estero per non essere raggiunto dai creditori

È vero che chi si rende irreperibile non riceve le lettere e gli atti giudiziari dei creditori, ma come detto tali notifiche possono essere effettuate presso il luogo dell’ultima residenza nota del debitore. E, con tale procedura, avranno ugualmente valore. Quindi, in realtà, non si tratta di una vera e propria fuga ma piuttosto dell’atteggiamento dello struzzo che mette la testa sotto terra per non vedere ciò che succede fuori.

Scappare all’estero lasciando la famiglia

C’è un altro grosso problema per chi ha famiglia in Italia ma a cui non dice di voler scappare: dovendo versare un mantenimento, anche in assenza di una sentenza di separazione o divorzio, questi potrebbe essere denunciato per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Quindi si troverebbe una seconda condanna penale. E ciò a maggior ragione se ha figli minorenni.

Per evitare ciò dovrebbe chiedere la separazione e il divorzio prima di andare all’estero, concordando un mantenimento una tantum, ossia in un’unica soluzione. Oppure, per evitare di pagare il mantenimento, dovrebbe dimettersi prima della separazione. In questo caso, infatti, il giudice – rilevata la mancanza di reddito da parte del soggetto in questione – non lo potrebbe condannare a mantenere l’ex coniuge (resterebbe però l’obbligo di mantenere i figli). 

Scappare all’estero per non pagare i debiti si può?

In definitiva, chi scappa all’estero difficilmente può essere raggiunto dai creditori (i costi delle procedure esecutive fuori frontiera sono sempre più alti di quelli in Italia) ma non toglierebbe da sé né il debito né il rischio di una condanna penale qualora abbia fraudolentemente simulato una situazione di solvibilità per ottenere prestiti o qualora abbia lasciato in patria i propri familiari. Fuori però da queste due ipotesi, il fatto di non pagare i debiti non è reato e quindi non si potrebbe essere comunque querelati. Né, come visto, ci sarebbero particolari ricadute sotto il profilo civile per chi è anche nullatenente. 



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