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Multe stradali: cos’è la solidarietà

18 Marzo 2022
Multe stradali: cos’è la solidarietà

Responsabilità concorrente tra proprietario dell’auto e l’effettivo conducente: cosa prevede la legge. 

In tema di multe stradali si parla spesso di «solidarietà». Anche se questo concetto è legato, nell’accezione comune, all’assistenza, alla vicinanza e quindi agli aiuti da parte di terzi, quando si ha a che fare con la legge, la solidarietà va intesa in un’accezione tecnica, come «condivisione» di responsabilità. 

A stabilire il principio di solidarietà è l’articolo 196 del codice della strada (anche se lo stesso concetto si applica spesso anche in ambito di responsabilità civile). Cerchiamo allora di comprendere cos’è la responsabilità per le multe stradali e cosa comporta per il trasgressore.

Solidarietà multa stradale: esempio 

Per comprendere meglio cos’è la solidarietà in tema di multe stradali, sarà meglio partire da un esempio. Mario è proprietario di un’auto che, talvolta, presta al figlio Giuseppe, neopatentato. Quest’ultimo, un giorno, commette un’infrazione: a causa di un eccesso di velocità, cade nelle reti di un autovelox. La targa viene fotografata e la polizia invia una multa a casa di Mario, intestatario del veicolo. Mario è chiamato, nei successivi 60 giorni, a comunicare il nome dell’effettivo conducente ai fini della decurtazione dei punti dalla patente solo a quest’ultimo. Mario, che vuole responsabilizzare il figlio, comunica alla polizia le generalità di quest’ultimo. Così l’ufficio della stradale invia una seconda multa a Giuseppe, decurtandogli anche i punti della patente.

In questo caso, tra Mario e Giuseppe si crea una solidarietà in relazione alla medesima multa. Non siamo cioè in presenza di due diverse sanzioni da pagare autonomamente: il pagamento da parte di uno dei due estingue anche l’obbligo dell’altro. Ad esempio, se Giuseppe dovesse pagare la multa, sarebbe esonerato dal farlo anche Mario. E viceversa. Al contrario, se non pagano né il figlio, né il padre (ossia entrambi gli obbligati in solido), il Comune potrà pretendere l’intero importo da entrambi (e solo una volta), agendo ad esempio solo contro Mario o solo contro Giuseppe, indifferentemente. Il primo che paga estingue anche l’obbligo dell’altro. 

È chiaro che, per rimanere nell’esempio appena fatto, laddove dovesse pagare la multa il titolare dell’auto, che non ha commesso materialmente l’infrazione, questi avrà diritto a rivalersi nei confronti dell’effettivo conducente, in quanto unico responsabile. Ma si tratta di una questione che si confina nei rapporti privati tra i due soggetti e che non vincola l’amministrazione. 

Cos’è la solidarietà?

Quando si parla di sanzioni amministrative, la solidarietà è dunque una forma di responsabilità oggettiva conseguente alla sussistenza di determinate circostanze – indipendentemente dalla partecipazione all’illecito – per la quale anche altri soggetti, diversi dall’autore della violazione, sono chiamati a garanzia del pagamento della somma derivante dalla sanzione pecuniaria, in considerazione del loro rapporto con il veicolo o con il contravventore.

A che serve la solidarietà?

La solidarietà tende a stimolare alla vigilanza le persone e gli enti chiamati a rispondere solidalmente del fatto altrui – i cosiddetti obbligati in solido, ai quali viene notificato il verbale di accertamento – nonché a facilitare l’individuazione dell’autore della violazione tutte le volte in cui (ad esempio per la struttura interna della persona giuridica) sia difficile attribuire l’imputabilità della violazione ad una singola persona fisica.

Si tratta di un’obbligazione solidale passiva, a tenore della quale, l’adempimento di un coobbligato libera tutti gli altri debitori.

La possibilità di fare ricorso

A ciascuno dei coobbligati in solido viene data la possibilità di fare autonomamente ricorso contro la multa, ciascuno entro i termini di legge che decorrono dalla notifica del verbale nei propri confronti. In particolare, entro 30 giorni va esperito il ricorso al giudice di pace oppure, in alternativa, entro 60 giorni va inviato il ricorso al Prefetto. Sull’opportunità di scelta tra l’una e l’altra via suggeriamo l’articolo Ricorso multa: Prefetto o giudice di pace?

Chi sono gli obbligati in solido?

I soggetti obbligati in solido con l’autore della violazione sono tassativamente indicati dall’articolo 196 del codice della strada (l’elenco non può essere esteso ad altre persone), e sono:

  • il proprietario del veicolo o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria;
  • l’autore materiale della violazione, colui cioè a cui è stata prestata l’auto.

Il titolare del veicolo è quindi obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, a meno che non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.  

Secondo la giurisprudenza, in tema di locazione di veicoli senza conducente, nell’ipotesi di sanzioni amministrative per violazione del codice stradale contestate al locatario, risponde solidalmente anche il locatore, che resta l’unico soggetto tenuto a fornire le generalità del trasgressore all’ente impositore.

L’omessa comunicazione dei dati della patente del conducente

Il proprietario dell’auto che riceve la multa per l’infrazione commessa da colui a cui aveva prestato il mezzo deve, entro 60 giorni, comunicare i dati della patente dell’effettivo conducente se dalla sanzione deriva anche la decurtazione dei punti (ciò è indicato nel verbale stesso). Se non lo fa è soggetto a una ulteriore sanzione amministrativa che va da 282 a 1.142 euro, ma sempre che tale omissione non sia supportata da un valido motivo. L’impossibilità di ricordare non è di per sé una giustificazione se non accompagnata dalla dimostrazione di oggettive ragioni ostative: si pensi al caso di un anziano che presta la propria auto ai figli affinché lo accompagnino nei vari spostamenti, non potendo più guidare. In tal caso, però, non ci si può astenere dal comunicare tale circostanza alla polizia nei sessanta giorni; bisognerà anche documentare le motivazioni che impediscono di comunicare i dati dell’effettivo conducente. In tali ipotesi non vi sarà né la seconda sanzione né, conseguentemente, la sottrazione dei punti dalla patente dell’effettivo conducente che resterà infatti anonimo.  



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