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Quando l’amante entra in casa

7 Agosto 2022 | Autore:
Quando l’amante entra in casa

Tutte le conseguenze della relazione extraconiugale che si svolge nella casa familiare: addebito, risarcimento, violazione di domicilio e maltrattamenti.

Il tradimento può avere conseguenze giuridiche molto gravi, soprattutto se si è sposati: dal matrimonio discende infatti l’obbligo reciproco alla fedeltà. Non si tratta quindi di una violazione solamente morale: l’infedeltà è a tutti gli effetti illegale, in quanto viola una precisa norma del Codice civile. Le conseguenze del tradimento possono addirittura superare i confini dell’ambito civile e giungere ad avere rilevanza sotto il profilo penale. È ciò che può accadere quando l’amante entra in casa.

Secondo la giurisprudenza, portare in casa la persona con cui si intrattiene una relazione adulterina può costituire un reato a tutti gli effetti: per la precisione, l’amante rischia di incorrere nel delitto di violazione di domicilio.

Non è tuttavia l’unica conseguenza penale a cui rischia di andare incontro colui che partecipa a una relazione extraconiugale: nei casi più estremi, può addirittura sussistere il reato di maltrattamenti, che la legge punisce con la reclusione fino a sette anni. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono tutte le conseguenze giuridiche quando l’amante entra in casa.

Chi ha l’amante rischia l’addebito?

La prima e più comune conseguenza giuridica per chi ha l’amante è quella di vedersi addebitata la separazione.

Per legge [1], il giudice, quando si pronuncia sulla domanda di separazione, dichiara a quale dei coniugi è addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.

Con l’addebito, il coniuge ritenuto colpevole del naufragio matrimoniale perde sia il diritto al mantenimento che quello a succedere all’altro in caso di sua morte.

L’addebito può però essere pronunciato solo alle seguenti condizioni:

  • deve trattarsi di separazione giudiziale e non consensuale;
  • deve essere espressamente richiesto da uno dei coniugi, non potendo il giudice esprimersi d’ufficio senza la domanda della parte interessata;
  • deve essere giustificato da un’evidente violazione dei doveri nascenti dal matrimonio;
  • l’infedeltà deve essere stata la causa della crisi matrimoniale e non la conseguenza. Ciò significa che, se un coniuge tradisce l’altro dopo anni di separazione di fatto, l’addebito non sarà giustificato. Il tradimento deve quindi essere determinante nella fine della relazione.

Chi ha l’amante deve pagare il risarcimento?

Il tradimento comporta il risarcimento danni? Secondo la Corte di Cassazione [2], ha diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali il coniuge tradito se le modalità e la gravità dell’infedeltà si traducono nella violazione del diritto alla salute, all’onore e alla dignità.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto legittima la richiesta di risarcimento avanzata dal marito caduto in depressione a causa della violazione, da parte della moglie, dei doveri coniugali.

È possibile quindi affermare che chi ha l’amante deve pagare il risarcimento ogni volta che la propria condotta sia talmente offensiva e umiliante da ledere la dignità del coniuge tradito, causandogli un danno morale e alla salute. È il caso dell’uomo che fa sfoggio della giovane amante davanti a parenti e amici, mortificando così la moglie.

Quando l’amante entra in casa è reato?

Veniamo ora alle conseguenze di tipo penale legate al tradimento. Come si dirà a breve, quando l’amante entra in casa possono verificarsi due reati diversi: quello di violazione di domicilio e quello di maltrattamenti. Vediamo di cosa si tratta.

Amante entra in casa: è violazione di domicilio?

Secondo la giurisprudenza [3], l’amante che entra in casa commette reato di violazione di domicilio [4], in quanto si introduce in un luogo di privata dimora senza il consenso del coniuge tradito.

Secondo la sentenza citata, costituisce violazione di domicilio l’introduzione di un estraneo nella casa familiare con il consenso di uno solo dei coniugi, al fine di avere un rapporto sessuale con quest’ultimo.

Quindi, scoprire il proprio coniuge a letto con l’amante in casa propria potrebbe legittimare la denuncia per violazione di domicilio.

Amante in casa: quando c’è reato di maltrattamenti?

Fare l’amante di persone sposate è reato anche in un’altra circostanza, e cioè quando la relazione adulterina si svolge sotto gli occhi del coniuge tradito.

Secondo la Cassazione [5], intrattenere una relazione extraconiugale nell’abitazione familiare integra il reato di maltrattamenti ai danni del coniuge tradito, il quale è costretto a subire l’umiliazione dell’infedeltà proprio sotto i suoi occhi. Per maltrattamenti infatti non bisogna intendere solamente le aggressioni fisiche ma anche le vessazioni morali e psicologiche. E così, chi obbliga il proprio coniuge ad assistere alla propria relazione adulterina può essere denunciato alla polizia.

Amante entra in casa: quali conseguenze?

Tirando le fila di quanto abbiamo detto sinora, possiamo concludere affermando che, quando l’amante entra in casa, si rischia di commettere ben due crimini:

  • il reato di violazione di domicilio, a carico dell’amante che entra nella casa familiare senza il consenso dell’altro coniuge;
  • il reato di maltrattamenti, a carico del traditore che costringe il coniuge a subire l’umiliazione di dover assistere alla relazione adulterina in casa propria.

Il coniuge tradito può inoltre chiedere il risarcimento dei danni in quanto persona vittima del reato, oltre all’addebito della separazione.


note

[1] Art. 151 cod. civ.

[2] Cass., ord. n. 26383 del 19 novembre 2020.

[3] App. Cagliari, sent. del 21 novembre 1990.

[4] Art. 614 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 16543 del 3 aprile 2017.

Autore immagine: depositphotos.com


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